Serie A
Inter, Conte si racconta e parla di Ivan Perisic: le sue parole
Inter: Antonio Conte, allenatore italiano del Tottenham, con il club inglese nella scorsa stagione ha collezionato 36 panchine con 21 vittorie.
Arrivato a Londra nel novembre 2021 per sostituire il tecnico portoghese Nuno Espirito Santo, l’ex allenatore della Juventus e del club nerazzurro ha preso una squadra allo sbando e in una pessima posizione in classifica e l’ha portata alla qualificazione in Champions League.
Dal suo arrivo la squadra ha iniziato a lavorare duramente e ha cambiato modulo visto che ora gioca con 3-5-2 rispetto al 3-4-2-1, ma soprattutto si e lavorato sull’intensita e anche grazie agli acquisti nel mercato invernale si è arrivati ad una miracolosa qualificazione in Champions League che ha permesso al tecnico di avere molto potere in fase di mercato.
Tanti volti nuovi in casa Tottenham in vista della prossima stagione ma soprattutto uno colpisce particolarmente i cuori nerazzurri, Ivan Perisic, con il quale ha vinto uno scudetto nella stagione 2020-2021.
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Inter, Conte si racconta e parla di Ivan Perisic: le sue parole
Nell’intervista rilasciata a Sky Sport per l’inizio della Premier League, il tecnico leccese spiega il perché non rimane tanto alla guida di una squadra e poi parla di Perisic:
“Sicuramente restare a lungo in un club è il miglior modo per lavorare. Se resti a lungo porti continuità e ambizione. È la miglior soluzione per il club per crescere e migliorare ogni stagione.
Prima di tutto io devo stare bene nel club, mi piace sempre l’onestà. Se mi dici una cosa devi rispettarla, non mi piacciono le persone che mi dicono una cosa e poi dopo uno o due anni cambiano le carte in tavola.
Mi piacciono le persone oneste, che magari mi dicono una brutta verità, ma deve essere la verità, non mi piacciono le belle bugie. Se mi dici una bugia con me hai vita breve, io odio le bugie.”
Su Ivan Perisic:
“E normale che Ivan dopo un infortunio serio stia facendo fatica a tornare nella migliore condizione fisica, ma onestamente sono sorpreso perché ha ridotto molto il suo tempo di recupero.
Non siamo preoccupati, ma serve un po’ di attenzione, bisogna dargli il tempo di recuperare al 100%. Lo conosco bene, sono certo che per noi sarà una grande aggiunta.”
Serie A
Lazio-Inter, probabili formazioni e dove vederla
Lazio-Inter, match valido per la 16^ giornata di Serie A 2024/25, si giocherà allo stadio Olimpico lunedì 16 dicembre alle ore 20.45.
Lazio-Inter, la partita che chiuderà la 16^ giornata di Serie A. Sarà il vero big match di questo turno, che vedrà la Lazio di Marco Baroni ospitare l’Inter di Simone Inzaghi, lunedì 16 dicembre alle ore 20:45. Una vera sfida al vertice, con le due squadre che, al momento, si trovano a pari punti, rispettivamente quinta e terza.
Di seguito le probabili formazioni e dove vedere il match
Qui Lazio
I capitolini dovranno fare i conti con il problema alla caviglia di Romagnoli e la squalifica di Castellanos. Il primo è ancora da considerare in dubbio, con Gigot che si prepara al suo posto, mentre il sostituto del secondo dovrebbe essere Dia, con Isaksen, Noslin e Dele-Bashiru che si giocano due maglie dal 1′ sulla trequarti.
Qui Inter
I nerazzurri, invece, sono già certi dell’assenza di Acerbi e il recupero di Dumfries. Al posto del primo ancora l’ex De Vrij, mentre il secondo è in ballottaggio con Darmian sulla fascia di destra. Per il resto torna l’Inter dei titolarissimi, con Lautaro Martinez e Thuram a guidare l’attacco.
Lazio-Inter, le probabili formazioni
LAZIO (4-2-3-1): Provedel; Marusic, Gila, Gigot, Nuno Tavares; Guendouzi, Rovella; Isaksen, Dia, Zaccagni; Noslin. All. Baroni.
INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, de Vrij, Bastoni; Darmian, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Thuram, Lautaro. All. Inzaghi.
Dove vedere il match
La partita sarà trasmessa in diretta esclusiva streaming da DAZN, visibile anche sulle smart tv di ultima generazione compatibili con la app, e, sempre grazie all’applicazione, su tutti i televisori collegati ad una console PlayStation 4/5 o Xbox (One, One S, One X, Series X, Series S), al TIMVISION BOX o ad un dispositivo Amazon Fire TV Stick o Google Chromecast.
Serie A
Milan-Genoa, le formazioni ufficiali: la decisione su Morata
Milan-Genoa, match valido per la 16^ giornata di Serie A 2024/25: le scelte ufficiali di Paulo Fonseca e Patrick Vieira per il posticipo di San Siro.
Dopo il ko contro l’Atalanta nell’ultimo turno del campionato, il Milan sarà obbligato a fare punti per non mollare il treno europeo. I rossoneri ospiteranno in casa propria il Genoa, squadra che proverà a dire la sua per salire più su dell’attuale 14° posto.
Di seguito la designazione arbitrale e le formazioni ufficiali.
La designazione arbitrale
ARBITRO: GUIDA
ASSISTENTI: ROSSI M. – MORO
IV: ZUFFERLI
VAR: DI BELLO
AVAR: CAMPLONE
Milan-Genoa, le formazioni ufficiali
Serie A
Parma-Hellas Verona, Zanetti: “Ora siamo più uniti. Dobbiamo essere all’altezza della piazza”
Al termine di Parma-Hellas Verona, l’allenatore degli scaligeri, Paolo Zanetti, è intervenuto in conferenza stampa per commentare il match.
Di seguito un estratto delle parole del tecnico gialloblù dopo la sconfitta in Parma–Hellas Verona.
Parma-Hellas Verona, le parole di Zanetti
Dopo giorni di tensione, com’è stato il percorso che vi ha portato a questo risultato positivo?
“Ci sono parecchie cose che preferisco non condividere ora. Ciò che conta è l’orgoglio di aver superato insieme un periodo molto difficile. Mi sento responsabile del gruppo: la scorsa settimana abbiamo offerto una prova disastrosa, ma ormai è un ricordo. Nei giorni successivi ci siamo uniti ancora di più, scegliendo di proseguire fianco a fianco.
Attraversando momenti complicati, abbiamo dimostrato innanzitutto a noi stessi di poter disputare partite all’altezza della piazza che rappresentiamo. Alcune sconfitte fanno parte del percorso, altre meno. Oggi era necessario reagire, e questa reazione deve essere il punto di partenza da mantenere per ogni gara”.
Siete scesi in campo con diversi cambi rispetto al solito. Come mai queste decisioni e quanto hanno pesato sul risultato?
“Ho preso certe decisioni tenendo conto della situazione attuale. Non possiamo permetterci calciatori a mezzo servizio, come nel caso di Tengstedt, fermato da un problema al polpaccio. Non abbiamo voluto rischiare. Questo è il senso del gruppo: chi viene chiamato in causa deve dare tutto, e lo stesso vale per me. Serve l’impegno di tutti, mettendo da parte i problemi individuali per abbracciare un obiettivo comune, che oggi si è concretizzato. Il risultato è la conseguenza di una mentalità giusta, senza la quale si rischiano pessime figure”.
Avete avuto confronti interni per recuperare l’armonia. Di cosa avete parlato e cosa avete trasmesso ai giocatori?
“Abbiamo ragionato come un unico blocco, senza insistere su argomenti che ci avrebbero solo allontanato. Lungo la strada abbiamo perso, a tratti, il senso del pensiero comune. Il mio legame con Sean è profondo, sincero e schietto. Se ha scelto di confermarmi è perché crede ancora in quello che posso dare. Sono fiero di aver dimostrato che la sua fiducia era giustificata, ma condividiamo lo stesso atteggiamento.
Non abbiamo ancora ottenuto nulla, questa è la nostra mentalità, e in campo scendono i ragazzi, che devono incarnarla. A volte si vince, altre si perde, ma oggi, nelle difficoltà, abbiamo dato il massimo. Rispetto alla settimana scorsa sembriamo un’altra squadra. Ho cercato di restituire loro fiducia dopo brutte prestazioni. Quando perdi, rischi di smarrire l’autostima, mentre tutti fuori ti danno per scarso. Se abbiamo battuto un avversario di questo livello significa che abbiamo qualcosa dentro. La reazione c’è stata, ora dobbiamo mantenere questa mentalità”.
A livello tattico credi di aver trovato l’equilibrio giusto per la squadra?
“Si potrebbero aprire mille discussioni. Per ora questa è la strada che abbiamo intrapreso, cercando di mettere ciascuno a proprio agio. Con questo sistema alcuni faticano, altri si trovano meglio. Ci attendono partite impegnative: in Serie A bisogna sapersi adattare con la giusta testa. Altrimenti si resta sempre in bilico, indipendentemente da quello che accadrà contro il Milan.
Conta l’approccio con cui affronteremo quella gara: testa, cuore e il dna del Verona, che sento mio e del direttore sportivo. Oggi siamo stati all’altezza della piazza e dei tifosi. È questo il percorso da seguire, e i ragazzi se lo sono guadagnato”.
Cosa diresti ai tifosi, vista la complessità dei giorni trascorsi?
“È stata una settimana molto difficile. Mi sono ricordato del loro striscione in ritiro, ‘Soli contro tutti’ e mi sono rifatto al loro spirito. Per un allenatore giovane è importante saper gestire i momenti complicati, le pressioni e le difficoltà. Devo aiutare i miei giocatori a superarli, accettando ogni sfida senza mettere il mio interesse davanti a tutto. Ho sempre sostenuto di voler restare e lottare fino alla fine: credo in questi uomini e in questa squadra, ed è questo ciò che conta davvero”.
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