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Maresca-Chelsea, slitta la firma: ecco perché

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Chelsea, l'allenatore Enzo Maresca

L’ufficialità di Enzo Maresca al Chelsea sarebbe dovuta arrivare nella giornata di venerdì, ma così non è stato: ecco perché.

Un’esclusiva de “The Telegraph, pubblicata venerdì mattina, faceva intendere come l’ufficialità del passaggio di Enzo Maresca dalla panchina del Leicester a quella del Chelsea sarebbe arrivata “prima del fine settimana. Tuttavia, siamo arrivati a sabato sera e tutto tace: come mai?

Maresca-Chelsea, repetita iuvant e cosa sappiamo

Il viaggio di Paul Winstanley e Laurence Stewart (rispettivamente direttore sportivo e vice direttore sportivo del Chelsea) a Marbella (località spagnola nel quale l’allenatore italiano stava trascorrendo le proprie vacanze) ha dato i suoi frutti. Infatti, l’accordo fra il tecnico italiano e la dirigenza dei Blues è totale.

Maresca firmerà un contratto di cinque anni (con opzione per un sesto anno) che lo terrà a Stanford Bridge almeno sino al 2029. Sintomatico della grande fiducia che il board americano nutre nei suoi confronti e della volontà reciproca di costruire un progetto a lungo termine. Inoltre, gran parte dello staff tecnico che Maresca ha avuto a Leicester lo seguirà in questa sua nuova avventura.

Proprio questo massiccio spostamento aveva rallentato la trattativa negli scorsi giorni, ma senza mai metterne in discussione la riuscita. Ovvero il suo assistente Willy Caballero; il suo vice Danny Walker; il preparatore dei portieri Michele de Bernardin; il preparatore atletico Marcos Alvarez e il match analyst Javier Molina Caballero oltre a Roberto Vitiello, che farà da collante fra l’Academy e la prima squadra.

Per questa ragione, la compensazione che il Leicester riceverà dal Chelsea sarà leggermente superiore a quella inizialmente concordata. I londinesi verseranno nelle casse delle foxes una cifra di poco superiore ai 10 milioni di sterline, che in euro si potrebbe tradurre con una cifra compresa fra i 12 e i 13 milioni. La firma sul contratto era attesa entro la fine del settimana (ovvero prima del weekend) ma così non è stato.

Maresca

Accordo chiuso, ma manca ancora la firma: il motivo

Stando a quanto appreso da Football London, testata giornalistica inglese specializzata nelle numerose squadre londinesi, ci sarebbero ancora alcuni piccoli dettagli da limare e che starebbero rallentando la messa a punto delle firme. Nulla che possa mettere in discussione il buon esito dell’affare, ma sufficienti da rimandare il momento dell’ufficialità. Tuttavia, l’agognata firma dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.

Il weekend, da questo punto di vista, dovrebbe essere propedeutico a risolvere gli ultimi nodi ancora in essere fra le parti. I termini dell’accordo, tuttavia, sono e restano quelli che vi abbiamo raccontato. A Maresca un contratto quinquennale (con opzione per un sesto anno, che porterebbe la naturale scadenza dell’accordo dal 2029 al 2030) e al Leicester una “compensazione” leggermente superiore ai dieci milioni di euro.

Una versione dei fatti sulla quale convergono tutti. Dalla stampa inglese specializzata a quella nazionale passando per gli esperti di mercato internazionali. Come Fabrizio Romano che, con un tweet apparso di recente sul proprio profilo ufficiale, ha confermato la versione dei fatti che vi stiamo raccontando da giorni. Non verrà, con ogni probabilità, rispettata la scadenza domenicale, ma il lieto fine è solo questione di tempo.

 

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Manchester City, Rodri: “Mi sento molto bene, mentalmente tutto è a posto. Non avverto instabilità al ginocchio”

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Rodri, Manchester City

Manchester City, Rodri rassicura i tifosi: “Mi sento molto bene, nessuna instabilità al ginocchio”. 

Il centrocampista spagnolo del Manchester City, Rodri, ha recentemente parlato della sua attuale condizione fisica, dissipando ogni preoccupazione riguardante la sua salute. “Mi sento molto bene. Nella mia testa, tutto è a posto. Non avverto instabilità al ginocchio”, ha dichiarato Rodri, rassicurando i tifosi del City che erano preoccupati dopo le recenti notizie su possibili problemi fisici.

Rodri ha sottolineato l’importanza di rafforzare i muscoli delle gambe, in particolare i quadricipiti, per mantenere una condizione fisica ottimale. “Devo lavorare sulla forza nei quadricipiti e su tutto il resto. È la cosa più importante”, ha aggiunto il giocatore, mostrando un atteggiamento positivo e determinato.

Manchester City, il ruolo cruciale di Rodri nella squadra

Rodri è una figura fondamentale nel centrocampo del Manchester City, noto per la sua abilità nella gestione del gioco e la sua capacità di rompere le linee avversarie. La sua presenza in campo è essenziale per il tecnico Pep Guardiola, che conta su di lui per mantenere l’equilibrio nella squadra.

Le rassicurazioni del giocatore sono una buona notizia per i tifosi e per l’intero staff del Manchester City, che sperano di vedere Rodri continuare a brillare in Premier League e nelle competizioni europee.

Per altre notizie sul calciomercato, clicca qui.

Fonte: l’account X di Fabrizio Romano

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Premier League, All Eyes On Me – il focus sul 25° turno 2024-25

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Appuntamento e format rinnovati: All Eyes On Me, la rubrica di Calcio Style dedicata alla Premier League, cambia look, ma non la sostanza dando libero sfogo a quella bruciante passione che unisce tutto il popolo britannico e non solo. Di seguito il resoconto dettagliato dei principali avvenimenti della 25°giornata della nuova stagione.

Il fascino unico emanato, unito alla perenne scia d’entusiasmo che pervade ogni stadio, confluisce in una commistione di spettacolo, ardore e qualità che conferisce a questo torneo l’aura di lega paradisiaca in cui solamente i migliori interpreti del gioco possono essere o diventare i protagonisti.

Venticinquesimo turno: “Riot”

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IL LIVERPOOL TIENE INVARIATE LE DISTANZE

Dopo aver centrato la terza finale negli ultimi quattro anni di Coppa di Lega, essere incredibilmente stato eliminato dal Plymouth in FA Cup e aver incassato il 2-2 al 98′ nel derby di recupero con l’Everton, il Liverpool riprende la marcia verso il suo ventesimo titolo non senza difficoltà.

Nel giorno della 250esima presenza in Premier League di Alexander-Arnold (il più giovane a raggiungere tale traguardo nella storia del club a 26 anni e 132 giorni superando Gerrard, 26 anni e 200 giorni) Slot rispolvera dal 1′ l’ex della gara con il Wolverhampton Diogo Jota che sfiora il vantaggio dopo una manciata di minuti. Per l’1-0 i Reds devono, comunque, attendere poco perché al 15′ è Luis Diaz a sbloccare la sfida alimentando e concludendo con un insolito colpo di petto un’azione nata dalla giocata spartiacque proprio del 20 portoghese e involontariamente rifinita dal controllo sbagliato di Salah, che si tramuta in assist per il colombiano che apre, così, il conto nel 2025 interrompendo una striscia di 10 gare senza reti all’attivo in tutte le competizioni.

L’ex Porto è protagonista anche nell’azione che vale il 2-0, dopo i vari tentativi a vuoto di Szoboszlai, Diogo Jota e Gravenberch: al 37′, infatti, sulla splendida imbucata di Mac Allister prende il tempo a José che lo stende in area, dal dischetto Salah non fallisce piazzando il pallone al centro della porta toccando quota 23 in campionato, 101 in Premier League ad Anfield (solo Henry a Highbury e Aguero all’Etihad Stadium hanno fatto meglio), e 101 coinvolgimenti diretti in reti nelle ultime 101 gare del massimo torneo inglese. Il Liverpool arriva, così, a siglare due o più gol per la 17esima gara interna consecutiva in tutte le competizioni per la seconda volta nella storia (l’altra tra il febbraio e il novembre 2019).

Quando tutto sembra in discesa, però, esce fuori il carattere dei Wolves che, guidati dal solito Matheus Cunha, mettono in forte apprensione la difesa di casa producendo addirittura 10 conclusioni contro le 0 del Liverpool nella ripresa (mai accaduto nella storia di Anfield in un intero tempo). Il brasiliano prima mette i brividi ad Alisson sfiorando il palo da calcio di punizione, poi, al 67′, si inventa uno splendido gol da fuori, il 12esimo in campionato, spostandosi abilmente la palla sul mancino con cui disegna una traiettoria imprendibile che si spegne nell’angolino alla destra del numero 1 di casa. Nel finale Quansah è chiamato al super salvataggio sul neo acquisto Munetsi, anticipato di un soffio sul cross teso di Doyle, facendo sì che Slot diventi il secondo tecnico dopo Mourinho (64) a raccogliere 60 punti nelle sue prime 25 gare di Premier League, mantenendo il +7 sull’Arsenal.

Sedicesimo k.o., invece, per il Wolverhampton che non riesce nell’impresa di bissare le vittorie con Aston Villa nel precedente turno e Blackburn in FA Cup rimanendo a +2 sulla zona rossa.

MERINO: L’EROE CHE NON TI ASPETTI, IL NOTTINGHAM CADE A CRAVEN COTTAGE

Terza vittoria consecutiva in campionato dell’Arsenal che nonostante l’assenza di buona parte del reparto offensivo (Havertz, Gabriel Jesus, Saka e Martinelli, tra cui solo l’ultimo potrebbe rientrare a breve) riesce a strappare tre punti pesanti al King Power Stadium contro un buon Leicester.

Nella prima frazione accade davvero poco con le Foxes che ci provano solamente attraverso due sporadici tentativi di Ndidi, uno centrale da fuori area e l’altro di poco a lato in seguito a una spizzata, e i Gunners che pagano lo scotto dell’eccessivamente leggero peso specifico del tridente offensivo composto dagli unici superstiti Nwaneri, Trossard e Sterling. La prima parte della ripresa, invece, evidenzia la caparbietà dei padroni di casa che sugli sviluppi di due banali errori in costruzione da parte degli ospiti creano altrettante occasioni da gol: prima Decordova-Reid prova ad approfittare dell’errata uscita palla al piede di Odegaard al limite dell’area con un destro violento ma centrale, poi lo stesso giamaicano vede cancellarsi da Lewis-Skelly il più facile dei tap-in sul cross teso di Ayew i cui presupposti nascono da un tocco errato a centrocampo di Thomas Partey.

Arteta, dunque, opta per tre cambi con Merino, Jorginho e Calafiori che rilevano Sterling, Thomas Partey e Lewis-Skelly, prendendosi risultato e ragione. La squadra londinese, infatti, cambia marcia nell’ultimo quarto d’ora sfiorando il vantaggio con il palo colpito da Nwaneri in ripartenza per poi trovarlo qualche minuto più tardi proprio con uno dei tre subentrati, Merino, che svetta in mezzo ai centrali di casa sul cross ampio del giovanissimo esterno inglese in maglia 53. Lo stesso centrocampista ex Real Sociedad trova addirittura la doppietta (l’ultima risaliva al 2016 con la maglia dell’Osasuna nella B spagnola) esattamente sei minuti dopo capitalizzando con istinto da centravanti la ripartenza condotta da Calafiori e rifinita da Trossard, siglando il suo quarto centro nel torneo.

L’Arsenal tiene, quindi, il passo del Liverpool allungando a +6 sul Nottingham terzo e riscattando l’eliminazione dalla Coppa di Lega in semifinale per mano del Newcastle maturata con un netto 4-0 aggregato tra andata e ritorno, mentre il Leicester incassa la nona sconfitta nelle ultime dieci giornate scivolando in penultima posizione dopo la beffa subìta dal Manchester United in FA Cup nello scorso weekend.

Seconda sconfitta nelle ultime tre giornate per il Nottingham che dopo aver superato ai rigori l’Exeter, formazione di League One, in FA Cup cade meritatamente a Craven Cottage contro un risplendente Fulham in grado di sfoggiare una delle migliori prestazioni stagionali.

In seguito al primo squillo degli ospiti con Neco Williams, preferito a Hudson-Odoi dal 1′, all’11’, infatti, la gara si tramuta in un vero e proprio dominio dei Cottagers complice anche la splendida azione costituita da 16 passaggi consecutivi che coinvolge 10/11 in maglia bianca che porta al vantaggio di Smith Rowe, quinto gol in campionato, bravo a sfruttare la pennellata di Adama Traoré sbucando sul secondo palo alle spalle di Morato. Dopo l’1-0 inizia la personalissima sfida tra Raul Jimenez e Sels che si protrae per buona parte dei 90 minuti: il messicano ci prova prima di testa due volte trovando la pronta risposta del portiere avversario, per poi ripetere il copione con due violente conclusioni dal limite sulle quali l’estremo difensore belga è strepitoso.

Al 37′, però, come un fulmine a ciel sereno il Forest da grande squadra quale ha dimostrato di essere sin qui, perviene al pareggio con il solito Wood, evanescente sin lì, spietato nel concretizzare il bel filtrante di Gibbs-White addomesticandolo in area e tramutandolo in gol, il 18esimo nel torneo, il 29esimo in 41 gare con Espirito Santo in panchina, con un mancino piazzato leggermente deviato da Bassey.

Nella ripresa la squadra di Marco Silva riprende da dove aveva terminato, ovvero attaccando a spron battuto. Adama Traoré sfiora di un niente il palo alla sinistra di Sels, mentre Lukic vede sbarrarsi la strada ancora dal portiere ospite che concluderà il match con ben 8 parate all’attivo (uno degli assoluti protagonisti dell’annata del Forest che sembra aver trovato il suo centro di gravità permanente dopo aver superato i 30 anni, proprio come Wood). L’ex Newcastle deve, però, arrendersi al 62′ quando sul corner di Lukic Raul Jimenez, non potendo segnare, indossa i panni di uomo-assist smarcando di testa sul secondo palo Bassey che torna al gol dopo un anno esatto prendendo in controtempo Sels con la sua incornata.

Un’incornata che vale un enorme salto in classifica per il Fulham, ora ottavo a -5 dalla zona Champions e tornato a vincere in casa dopo due mesi, considerati i 5 successi esterni nel periodo tra cui quello sul campo del Wigan in FA Cup per 1-2 con doppietta di Rodrigo Muniz, oltre che quelli pesantissimi con Chelsea e Newcastle. Il Nottingham, invece, resta terzo, ma deve guardarsi le spalle dato che i prossimi tre impegni saranno con Newcastle, Arsenal e Manchester City.

IL CHELSEA CROLLA A BRIGHTON, CITY: INIZIATA L’ERA MARMOUSH

Esattamente a sei giorni di distanza dalla vittoria per 2-1 nel quarto turno di FA Cup il Brighton bissa il successo ai danni del Chelsea, questa volta con un perentorio 3-0.

I Seagulls, reduci da due sconfitte consecutive in campionato tra cui l’umiliante 7-0 incassato dal Nottingham nel precedente turno, si affidano praticamente allo stesso undici di coppa eccezion fatta per l’infortunato Dunk sostituito da Webster, mentre i Blues ne cambiano tre, portiere compreso, complici le numerose defezioni (Badiashile, Fofana, Lavia, Jackson, Guiu e Mudryk) a cui si aggiungono quelle di Madueke e Malo Gusto a cavallo tra il primo e il secondo tempo della sfida dell’Amex.

In seguito a una mezz’ora scarsa fatta di possesso sterile degli ospiti la formazione di Hurzeler piazza un terribile uno-due tra il 27′ e il 38′ che indirizza fortemente la sfida. Verbruggen riscatta il clamoroso autogol della match di FA Cup sul cross di Palmer fornendo con un rinvio al millimetro l’assist a Mitoma, autore poi di un supersonico aggancio che gli permette di preparare al meglio il destro a giro sul palo lungo bissando la decisiva rete nel 2-1 di coppa, trovando il suo quarto centro in questo inizio di 2025. L’estremo difensore olandese diventa, così, il quinto portiere a fornire un passaggio vincente nel campionato in corso dopo Ederson, Flekken, Pickford e Leno.

Undici minuti più tardi matura il raddoppio grazie alla sgasata di Rutter sulla sinistra che produce un cross teso su cui piomba Welbeck che, spalle alla porta, mette in moto Minteh, lucidissimo nell’eludere l’intervento disperato dell’ex Cucurella prima di battere Jorgensen con un mancino ravvicinato. Tra le due reti del Brighton da segnalare l’1-1 di Enzo Fernandez giustamente annullato dal direttore di gara Kavanagh per una spinta del centrocampista argentino ai danni di Veltman sul traversone di Malo Gusto.

La ripresa presenta più o meno lo stesso copione della prima frazione con il vano giro palla ospite alternato alle ripartenze dei beniamini di casa che chiudono definitivamente la sfida al 63′ con la prima doppietta in carriera in Premier League di Minteh. Il gambiano riceve la sfera dopo il recupero alto di Veltman sull’altro ex Colwill, prima di scambiare con Welbeck al limite dell’area, sterzare ancora su Cucurella e superare nuovamente Jorgensen con un potente mancino sul primo palo, facendo tornare l’attaccante inglese a mettere a referto due assist nello stesso match per la prima volta dal maggio 2017 in un ArsenalEverton.

Nonostante il 70% finale di possesso palla il Chelsea non produce alcun tiro verso la porta avversaria (prima volta dal settembre 2021 contro il Manchester City) incassando la sesta sconfitta nel torneo, la quarta in trasferta, la quinta nell’ultimo mese e mezzo in tutte le competizioni, mentre il Brighton torna a vincere davanti al proprio pubblico in campionato dopo tre mesi (ultimo successo il 9 novembre 2-1 in rimonta con il Manchester City).

Si riprende di prepotenza il quarto posto il Manchester City che all’Etihad spazza via con un secco 4-0 il Newcastle nello scontro diretto, riscattando l’ennesimo atto autodistruttivo stagionale andato in scena contro il Real Madrid nell’andata dei playoff di Champions League e la sofferta vittoria in rimonta in FA Cup sul campo del Leyton Orient, oltre che il pesante 5-1 incassato dall’Arsenal nel precedente turno.

Guardiola si affida a tre dei quattro nuovi acquisti dal 1′, vale a dire Khusanov, Nico Gonzalez e Marmoush, venendo ampiamente ripagato, soprattutto dall’ultimo citato. L’egiziano, reduce da ben 20 reti stagionali con l’Eintracht prima di cambiare casacca, apre, infatti, il proprio conto anche in Premier League alla terza presenza sfruttando con uno splendido pallonetto il rilancio di Ederson (primo portiere per assist nella storia del campionato inglese, 6, e primo a confezionarne ben 3 in una singola stagione) e il conseguente intervento a vuoto di Trippier, lo stesso che poco più tardi, al 24′, sul tocco verticale di Gundogan legge in ritardo la sterzata del connazionale di Salah, prima che lo stesso trafigga nuovamente Dubravka, stavolta con un destro stretto sul primo palo dal limite dell’area.

Lo show del nuovo numero 7 dei Citizens non termina, però, qui: al 33′, infatti, si porta il pallone a casa capitalizzando un rigore in movimento procurato dal bell’assist di Savinho, realizzando la quarta tripletta più veloce nella storia del club mancuniano (13 minuti e 54 secondi, il record appartiene ad Aguero, 11 minuti e 40 secondi, sempre contro il Newcastle in un match di 10 anni fa). I Magpies, di fatto, forniscono una delle loro peggiori prestazioni stagionali non scendendo praticamente in campo e all’84’ concedono spazio a un’altra prima volta, quella di James McAtee in Premier League con la maglia del City, bravo a sfruttare la sponda di Haaland sul corner di Gundogan, fissando il definitivo 4-0.

Gli Sky Blues si proiettano, dunque, al meglio alla sfida di ritorno con il Real Madrid e allo scontro di settimana prossima con il Liverpool, potendo contare anche sullo straordinario apporto del nuovo metronomo Nico Gonzalez, arrivato dal Porto per 60 milioni nell’ultimo giorno di mercato (101 passaggi, 98 completati, 97% di precisione, questi i numeri del suo esordio con la nuova maglia). Terza sconfitta nelle ultime quattro, invece, per il Newcastle che non riesce a dare continuità allo splendido cammino nelle coppe (finale di Coppa di Lega, che si giocherà il 16 marzo contro il Liverpool, raggiunta a discapito dell’Arsenal e turno superato, seppur a fatica, in FA Cup con il Birmingham) scivolando al settimo posto.

BOURNEMOUTH FACILE SUL SOUTHAMPTON, GRANDE RIMPIANTO PER IL VILLA

Risponde alla grande il Bournemouth dopo l’immeritato k.o. interno con il Liverpool volando al quinto posto grazie all’1-3 imposto al Southampton, frutto di una prova magistrale.

La squadra di Iraola, ancora alle prese con numerose defezioni, specie per quanto riguarda il reparto avanzato, affida nuovamente le chiavi dell’attacco a Ouattara che anche questa volta impiega poco meno di un quarto d’ora per ripagare la fiducia accordatagli dal tecnico mettendo di testa in porta il preciso cross di Christie dalla trequarti grazie a un puntuale stacco tra i centrali di casa Bednarek e Wood che gli vale il settimo acuto in campionato. Due minuti più tardi è proprio Christie, a secco dal 19 ottobre, a incrementare il vantaggio con uno splendido mancino da fuori che si infila nell’angolo basso alla destra di un incolpevole Ramsdale.

I Saints di Juric, reduci dal successo sull’Ipswich nella giornata precedente e dallo 0-1 incassato dal Burnley in FA Cup, provano a reagire come possono nella ripresa, trovando anche la rete della speranza con il primo centro nel torneo di Sulemana, rapidissimo nell’orientare l’assistenza di Onuachu sul proprio mancino battendo Kepa con un potente diagonale, ma all’83’ le Cherries chiudono i giochi grazie alla ripartenza condotta da Semenyo e finalizzata dall’imprendibile sinistro dal limite di Tavernier, in gol fin qui solamente alla seconda giornata contro il Newcastle.

Il Bournemouth sale, così, a quota 43 punti in classifica a sole 5 lunghezze dal record interno fatto registrare lo scorso anno, avendo già ulteriormente impreziosito la propria stagione con lo 0-2 inflitto all’Everton in FA Cup, mentre il Southampton sembra ormai spacciato.

L’Aston Villa cestina una ghiotta opportunità per scalare la classifica non andando oltre l’1-1 nel match interno contro un Ipswich ridotto in dieci per più di un tempo.

Emery si affida a un’inedita difesa considerate le contemporanee indisponibilità di Konsa, Pau Torres e Cash, con i nuovi acquisti Andrés Garcia e Disasi coadiuvati dall’adattato Kamara, uscito poi al 16′ per infortunio, e Digne a comporre la linea a quattro. Proprio da un lancio del francese arrivato in prestito dal Chelsea scaturisce la prima, vera opportunità da gol per i padroni di casa con Watkins che spara a tu per tu sul nuovo portiere dei Tractor Boys, Palmer, arrivato dal West Bromwich, che si rivelerà assoluto protagonista con il passare dei minuti.

Dal 40′ i Villans godono del fattore superiorità numerica considerate le due corrette ammonizioni inferte all’ex di turno Tuanzebe dal direttore di gara Jones in seguito a due interventi in ritardo ai danni di Rogers e Ramsey, e poco dopo è proprio il 27 di casa ad avere una ghiotta chance per il vantaggio, neutralizzata da un super intervento di Palmer.

Al 56′, però, in una delle sue rarissime discese offensive l’Ipswich mette inaspettatamente la freccia grazie all’ottimo lavoro sulla destra di Hutchinson che con il suo cross teso pesca Delap, lesto nel prendere il tempo a Disasi nel cuore dell’area girando in porta con un destro di prima il suo decimo centro in campionato. Per tutta risposta Emery inserisce altri due nuovi arrivati, Rashford e Asensio, con l’intenzione di incrementare la pressione e la produttività offensiva, ottenendo l’1-1 al 69′ complice il meraviglioso arcobaleno disegnato dall’ex United su calcio di punizione infrantosi sulla traversa e tramutato in gol dalla respinta di Watkins, che fa 38 in match interni di Premier League con il club di Birmingham diventandone il top scorer.

Nel finale c’è spazio per altri due sensazionali interventi di Palmer che neutralizza prima il sinistro chirurgico dal limite di Asensio, per poi ripetersi sul cross arretrato di Rashford deviato verso la porta da Rogers, costringendo il Villa ad allungare a quattro la striscia di gare di campionato senza vittorie, non garantendo continuità al 2-1 in FA Cup ai danni del Tottenham. Punto prezioso, invece, per la squadra di McKenna che, dopo l’1-4 al Coventry in FA Cup, si porta a -2 dalla salvezza.

IL TOTTENHAM VINCE LO SCONTRO TRA LE DELUSE, BRENTFORD DI MISURA. MOYES CONTINUA A MACINARE PUNTI

Torna a vincere in casa in campionato, non succedeva dal 3 novembre, il Tottenham trovando la seconda vittoria consecutiva nel torneo, tra l’altro senza concedere gol, per la seconda volta in stagione dopo aver incassato la doppia eliminazione in entrambe le coppe nazionali nel giro di tre giorni.

Per la gara contro il Manchester United Postecoglou ritrova Vicario e Udogie, seppur il secondo parta dalla panchina, e si affida agli ultimi arrivati Danso e Tel rispettivamente prelevati da Lens e Bayern Monaco per arricchire il reparto arretrato e quello offensivo, vista anche la prolungata assenza di Solanke, oltre a quelle croniche dei vari Romero, Van de Ven, Dragusin, Richarlison e Werner. Anche Amorim, alle prese con tantissime defezioni quali Evans, Shaw, Mount, Yoro, Ugarte, Mainoo, Martinez e Diallo (stagione finita per gli ultimi due), si affida a un nuovo acquisto, Dorgu, sulla sinistra e alla contemporanea presenza di Hojlund e Zirkzee in avanti.

Proprio dai piedi del danese nasce la prima occasione da gol del match, poi sventata da Vicario, bravo a ripetersi qualche istante dopo sul destro a giro di Garnacho. Gli Spurs trovano il vantaggio al primo affondo con il cross ampio di Bentancur rimesso in mezzo al volo da Son per Bergvall, sulla cui conclusione respinta da Onana si fionda Maddison, nono centro in campionato, il primo nel 2025, per il più facile dei tap-in. La reazione dei Red Devils non si fa attendere, ma Garnacho sciupa l’ennesima palla d’oro di Bruno Fernandes calciando altissimo a tu per tu con Vicario.

La ripresa è un alternarsi di potenziali opportunità sprecate tra gli svariati tentativi di Tel da fuori e i due colpi di testa pericolosi di Zirkzee e Casemiro terminati rispettivamente a un palmo dal palo e tra le mani dell’ex portiere dell’Empoli, che non riescono a evitare la dodicesima sconfitta in campionato ai rossi di Manchester (peggio solamente nel 1973-74 con 13 nelle prime 25), l’ottava nelle ultime 12, solamente Leicester (9) e Southampton (10) ne hanno perse di più nel periodo. Ad Amorim, attualmente quindicesimo, non resta che puntare tutto o quasi sulla difesa del titolo in FA Cup vista la vittoria all’ultimo respiro sul Leicester nel weekend scorso.

Terzo successo esterno consecutivo in campionato (nuovo record interno) per il Brentford, completamente in controtendenza con la prima parte di stagione, che espugna di misura il London Stadium nel derby con il West Ham.

La rete che decide il match arriva dopo appena quattro minuti sugli sviluppi di una giocata in profondità di Wissa, prolungata di testa da Mbeumo e concretizzata da Schade, settimo centro nel torneo, che prima si vede negare la gioia del gol da un doppio, super intervento di Areola, per poi ribadire la palla in rete con l’interno mancino. Il prosieguo del primo tempo è un netto dominio delle Bees, a cui viene giustamente annullato il raddoppio griffato Wissa in ben due occasioni diverse per altrettante posizioni irregolari millimetriche, e negato in più di una circostanza da Areola, tornato titolare a discapito di Fabianski in seguito all’insediamento in panchina di Potter.

Gli Hammers ci provano, senza troppa convinzione a dire il vero, nella ripresa prima con Kudus e poi con Paquetà e l’ultimo arrivato in prestito dal Brighton Evan Ferguson, ma alla fine matura comunque la terza sconfitta nelle ultime quattro giornate, la settima complessiva in casa, che coincide con il negativissimo sedicesimo posto in classifica. Il Brentford, invece, rafforza il suo undicesimo, tornando definitivamente a navigare in acque tranquille.

 

Quarto successo nelle prime sei uscite in campionato da neo tecnico dell’Everton per David Moyes (Dyche ne aveva raccolti 3 nelle precedenti 19) che inizia come meglio non si poteva il suo secondo percorso sulla panchina dei Toffees.

I blu di Liverpool, affaticati dal recupero dell’ultimo Merseyside Derby della storia disputato a Goodison Park terminato con il poetico pareggio di Tarkowski al 98′, approcciano male alla sfida del Selhurst Park con il Crystal Palace dovendosi appellare alla fortuna in ben due casi: al 20′ Lerma porterebbe in vantaggio le Eagles con un colpo di testa dall’angolo di Devenny se soltanto il pallone non fosse uscito e rientrato sul tentativo dalla bandierina, mentre al 41′ è la traversa a frapporsi fra Sarr e il vantaggio dei padroni di casa.

Appena un minuto più tardi Mitchell decide di regalare palla da rimessa laterale ad Alcaraz che guida magistralmente la ripartenza prima di mettere in moto Beto che non sbaglia a tu per tu con Henderson siglando il quarto gol nelle ultime tre giornate. La formazione di Glasner, passata in FA Cup grazie allo 0-2 sul Doncaster, perviene al meritato pareggio in apertura di ripresa con il solito Mateta che fa 11 in campionato capitalizzando l’assist di Guéhi, ma all’80’ sono di nuovo gli ospiti a mettere la freccia con la zampata dell’ex Juventus Alcaraz, arrivato l’ultimo giorno di mercato in prestito dal Flamengo, sulla corta respinta di Hughes sugli sviluppi del tiro di Young.

Successo targato Serie A, dunque, per i Toffees che agganciano al tredicesimo posto proprio il Palace, al secondo stop interno consecutivo.

Top & Flop

TOP

1) Omar Marmoush – Hat-trick in poco meno di 14 minuti per prendere confidenza con tifosi e club e tentare di ripercorrere le orme del suo più celebre connazionale in Premier League. Che a Manchester sia davvero iniziata la “Marmoush era”?

2) Yankuba Minteh – Il grande esborso compiuto dal Brighton in estate per strapparlo al Newcastle sembrava averlo schiacciato, ma proprio quando non te l’aspetti il folletto gambiano sfodera una doppietta al Chelsea dall’enorme peso specifico. Con un pizzico di continuità in più ne vedremo delle belle.

3) Mikel Merino – All’Arsenal manca il centravanti? Nessun problema, chiedere di Merino Mikel, di professione centrocampista, ma alla bisogna spietato killer d’area di rigore. Due reti in sei minuti da subentrato per stendere il Leicester e alimentare le residue speranze di rimonta in classifica.

FLOP

trippier newcastle

1) Kieran Trippier – Lettura totalmente errata sul rinvio di Ederson e intervento in ritardo sulla sterzata che porta al 2-0 di Marmoush. Se Howe ha iniziato a preferirgli Livramento probabilmente un fondamento c’è.

2) Axel Tuanzebe – Due gialli in dodici minuti per due interventi evitabili, specialmente il primo, a causa dei quali lascia i suoi in dieci per più di un tempo. Per sua fortuna l’Ipswich esce con un punto dal Villa Park.

3) José  – Uscita in ritardo sul primo gol di Luis Diaz, intervento in ritardo sullo stesso colombiano che causa il rigore del 2-0 di Salah. Una delle poche note stonate del Wolverhampton versione Anfield.

Classifica e prossimo turno

1

Liverpool

60 25 18 6 1 60:24 +36
2 Arsenal 53 25 15 8 2 51:22 +29
3

Nottingham Forest

47 25 14 5 6 41:29 +12
4 Manchester City 44 25 13 5 7 52:35 +17
5

Bournemouth

43 25 12 7 6 44:29 +15
6

Chelsea

43 25 12 7 6 47:34 +13
7

Newcastle

41 25 12 5 8 42:33  +9
8 Fulham 39 25 10 9 6 38:33  +5
9 Aston Villa 38 25 10 8 7 35:38 -3
10 Brighton 37 25 9 10 6 38:38 0
11 Brentford 34 25 10 4 11 43:42 +1
12

Tottenham

30 25 9 3 13 49:37 +12
13

Crystal Palace

30 25 7 9 9 29:32 -3
14 Everton 30 25 7 9 9 27:31 -4
15

Manchester United

29 25 8 5 12 28:35 -7
16

West Ham

27 25 7 6 12 29:47 -18
17

Wolverhampton

19 25 5 4 16 35:54 -19
18

Ipswich Town

17 25 3 8 14 23:50 -27
19

Leicester

17 25 4 5 16 25:55 -30
20

Southampton

9 25 2 3 20 19:57 -38

Prossimo turno:

Venerdì 21 febbraio

Leicester 21:00 Brentford

Sabato 22 febbraio

Everton 13:30 Manchester United

Bournemouth 16:00 Wolverhampton

Ipswich 16:00 Tottenham

Southampton 16:00 Brighton

Arsenal 16:00 West Ham

Fulham 16:00 Crystal Palace

Aston Villa 18:30 Chelsea

Domenica 23 febbraio

Newcastle 15:00 Nottingham Forest

Manchester City 17:30 Liverpool

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Premier League

Manchester United, un crollo senza fine: i Red Devils scivolano al 15° posto

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Manchester United

Manchester United, la squadra di Amorim sprofonda, mentre lo spettro della retrocessione si avvicina.

Il Manchester United non fa più notizia per le sconfitte, ma per la sua incredibile crisi. La caduta contro il Tottenham ha aggravato una situazione già precaria, con i Red Devils che precipitano al quindicesimo posto in classifica con appena 29 punti dopo 25 giornate. Numeri che, per una squadra abituata a lottare per i vertici, suonano come una condanna.

Sebbene la zona rossa sia ancora a 12 punti di distanza, lo United sta rischiando più di quanto sembri. Con 8 sconfitte nelle ultime 12 partite, la squadra di Ruben Amorim ha registrato un rendimento disastroso, superato in negativo solo da Leicester e Southampton. Se le dirette concorrenti per la salvezza dovessero rialzare la testa, i Red Devils si troverebbero in una situazione drammatica.

Manchester United

Manchester United, un precedente preoccupante

Il dodicesimo ko in 25 gare rappresenta un dato allarmante: solo nella stagione 1973/74 lo United aveva fatto peggio, chiudendo con 13 sconfitte e finendo incredibilmente in Championship. Il paragone con quell’annata fa paura, perché solo un cambio di rotta deciso potrà scongiurare un destino simile.

Purtroppo, l’arrivo dell’ex tecnico dello Sporting Lisbona non ha portato la svolta sperata. In 14 partite alla guida dello United, Amorim ha ottenuto appena 14 punti, con otto sconfitte, e un bilancio negativo che non si vedeva dal 1958, anno della tragedia aerea di Monaco. Numeri che mettono in discussione il suo futuro sulla panchina.

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