Esteri
Portogallo, Ronaldo suona la carica

Cristiano Ronaldo dichiara: “Non importa se segno, voglio solo che il Portogallo vinca”. La sua dedizione alla squadra è ineguagliabile.
Il focus di Ronaldo: vincere per il Portogallo
Cristiano Ronaldo ha recentemente ribadito il suo impegno totale verso la nazionale del Portogallo.
Durante un’intervista, Ronaldo ha affermato che non è rilevante se segna o meno, l’importante è che il Portogallo esca vittorioso. “Se vinciamo e non gioco, lo firmo subito”, ha dichiarato con convinzione.
Questo dimostra quanto Ronaldo metta la squadra al di sopra delle ambizioni personali, un atteggiamento che ispira molti giovani calciatori.
La determinazione di Ronaldo: un esempio di leadership
Ronaldo ha sottolineato la sua dedizione eterna nel difendere il simbolo del Portogallo. La sua dichiarazione: “Mi concentro solo nel difendere il distintivo del mio paese fino alla morte, come sempre”, mette in evidenza la passione e la determinazione che lo contraddistinguono.
È pronto a gioire per un gol segnato da un compagno, dimostrando una leadership che va oltre il semplice talento individuale.
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Fonte: l’account X di Fabrizio Romano
🚨 Cristiano Ronaldo: “It’s not about me scoring… I only want Portugal to win. If we win and I don’t play, I’ll sign it down”.
“I only focus on defending my country’s badge until I die, as always. I’d be happy if we win tomorrow and another teammate scores!”. pic.twitter.com/jE6hCKBGU9
— Fabrizio Romano (@FabrizioRomano) March 22, 2025
Esteri
River Plate: un ex Juventus può diventare presidente

Mentre il River Plate si prepara a debuttare in Copa Libertadores, un’indiscrezione ha scosso l’ambiente dei Millionarios.
Secondo quanto riportato da TNT Sports, David Trezeguet (ex attaccante della Juventus) starebbe valutando la possibilità di candidarsi alla presidenza del club nelle elezioni previste per dicembre.
La poltrona del River Plate
L’ex Juventus, che ha vestito la maglia del River per una stagione e mezza, potrebbe intraprendere una nuova avventura fuori dal campo. Con un’esperienza dirigenziale già maturata alla Juventus come ambasciatore, Trezeguet pensa al futuro.
Tuttavia, la sua candidatura lo metterebbe in rotta di collisione con Stefano Di Carlo, attuale segretario generale e figura di spicco nella dirigenza del club.
Si preannuncia una sfida accesa per la leadership del River Plate, con il transalpino pronto a giocarsi le sue carte per un ruolo di primo piano nella società argentina.
Liga
Real Madrid, polemica 72 ore di pausa: parla Hansi Flick

Nelle scorse settimane il Real Madrid ha rifiutato di giocare con meno di 72 ore di pausa. Flick risponde alle critiche: “Siamo il Barça, non il Real Madrid”.
Un confronto di stile tra Barça e Real Madrid
Nel mondo del calcio, le rivalità non si limitano solo al campo di gioco, ma si estendono anche alle dichiarazioni degli allenatori. Recentemente, Hansi Flick, alla guida del Barcellona, ha risposto in modo deciso alle critiche mosse al suo club. La questione è nata dal rifiuto del Real Madrid di giocare una partita con meno di 72 ore di intervallo tra un match e l’altro. Flick ha dichiarato: “Siamo il Barça, non il Real Madrid. E sono molto orgoglioso che siamo il Barça”.
Questa affermazione ha evidenziato le differenze di approccio tra i due colossi spagnoli. Mentre il Real Madrid ha scelto di tutelare i propri giocatori da possibili infortuni dovuti a turni ravvicinati, il Barcellona, sotto la guida di Flick, sembra voler dimostrare una maggiore resilienza e adattabilità visto che sarà regolarmente in campo domani per Barcellona-Osasuna e domenica per la sfida casalinga col Girona.

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La reazione dei tifosi e l’impatto mediatico
Le parole di Flick hanno, come prevedibile, scatenato un’ondata di reazioni tra i tifosi di entrambe le squadre. I sostenitori del Barcellona hanno accolto con entusiasmo l’atteggiamento del loro allenatore, vedendolo come un simbolo di orgoglio e impegno per il club. Dall’altra parte, i tifosi del Real Madrid hanno difeso la decisione del loro club, sottolineando l’importanza di salvaguardare la condizione fisica dei giocatori.
L’impatto mediatico di queste dichiarazioni è stato notevole, con molti esperti che si sono interrogati su quale sia l’approccio migliore. Mentre alcuni lodano la determinazione del Barça, altri ritengono che la decisione del Real Madrid sia più saggia dal punto di vista della gestione delle risorse umane.
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Fonte: l’[account X di Fabrizio Romano]
🗣️ Real Madrid refused to play a match with less than 72 hours gap. What about you this week?
🚨 Hansi Flick: “We are Barça, not Real Madrid. And I’m very proud that we are Barça”. pic.twitter.com/Ly63vN3vhL
— Fabrizio Romano (@FabrizioRomano) March 26, 2025
Bundesliga
Borussia Dortmund-Rangnik: un matrimonio possibile?

Borussia Dortmund, il club giallonero continua il pressing sul tecnico austriaco, che potrebbe ricoprire un doppio ruolo a partire dalla prossima stagione
Il club tedesco, alle prese con una stagione altalenante, sta valutando l’opportunità di affidare la guida tecnica Ralf Rangnick a partire dalla prossima estate. Il Dortmund, infatti, starebbe preparando un affondo deciso per portare l’attuale commissario tecnico dell’Austria sulla propria panchina, offrendogli un incarico che potrebbe andare ben oltre il semplice ruolo di allenatore.
Borussia Dortmund, il nodo da sciogliere con la federazione austriaca
Già a fine gennaio i dirigenti del Borussia Dortmund, Hans-Joachim Watzke e Lars Ricken, erano volati a Salisburgo per un incontro con Rangnick. L’allenatore, attualmente legato alla nazionale austriaca fino a dicembre 2025, aveva inizialmente rifiutato l’offerta, preferendo concentrarsi sul progetto che lo vede impegnato con la selezione biancorossa. Tuttavia, secondo quanto riportato da Sport1, i colloqui non si sono mai realmente interrotti e il Dortmund sarebbe intenzionato a tornare alla carica nei prossimi mesi.
Uno degli aspetti che potrebbero facilitare l’operazione è la frattura sempre più evidente tra Rangnick e la Federazione calcistica austriaca (ÖFB). Il tecnico tedesco, non sarebbe infatti soddisfatto di alcune scelte strutturali e di personale della federazione, elemento che potrebbe spingerlo a valutare seriamente un ritorno nel calcio di club.
Un ruolo da manager all’inglese?
Uno dei punti chiave della trattativa è la posizione che Rangnick vorrebbe ricoprire all’interno del Borussia Dortmund. Il tecnico classe 1958 non si accontenterebbe di un ruolo da semplice allenatore, ma vorrebbe avere un’influenza più ampia, sul modello del manager all’inglese, come accaduto durante la sua breve esperienza al Manchester United.
Questa richiesta, però, si scontra con la posizione dell’attuale direttore sportivo del Borussia, Sebastian Kehl. L’ex capitano giallonero, oggi dirigente del club, ha rinnovato il suo contratto lo scorso gennaio e gode di grande considerazione nell’ambiente. Se Rangnick dovesse ottenere il ruolo di manager con pieni poteri, ciò potrebbe portare all’addio di Kehl, una scelta che il Dortmund dovrà ponderare con grande attenzione.
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