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Michele Paolucci si racconta

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Ha fatto sognare migliaia di tifosi catanesi.
L’immagine della sua grinta, della sua tenacia e soprattutto i suoi goal, hanno caratterizzato la sua carriera specialmente in Serie A e B. Oggi, in forza al Valour, nel Campionato Canadese, continua a far innamorare i tifosi, stiamo parlando di Michele Paolucci, ex attaccante del Catania. Abbiamo raccolto la sua intervista in esclusiva per la Redazione FT,

Ciao Michele, come é nata la scelta di giocare in Canadian Premier League? Quali sono le tue sensazioni?

Sicuramente ha inciso tantissimo la voglia di fare un’esperienza con il calcio extraeuropeo, ho visto accrescere il mio bagaglio calcistico ed anche umano. Sono rimasto piacevolmente sorpreso da tutto l’ambiente, si può lavorare e crescere molto serenamente e sono convinto che il calcio canadese abbia grandi prospettive e potenzialità.

Ti manca giocare in Italia?

Conservo tanti ricordi stupendi, tra i miei 8 anni in Serie A e le 12 stagioni tra i Professionisti, ma se devo essere sincero non mi manca, avendo trovato qui la mia dimensione perfetta.

Tra le squadre in cui hai militato c’è il Catania, ancora oggi i tifosi ti ricordano con affetto. Cosa ti hanno trasmesso i tifosi e la città di Catania?

Sin dal mio primo giorno in Sicilia nel 2008, c’é stato un imprinting, non ero neanche tanto convinto di fare questa esperienza a Catania, invece si é rivelata una scelta azzeccatissima, fin dal primo giorno c’è stata un’alchimia speciale con i tifosi, con quella gente, con quella terra.

Una città che mi ha trasmesso tutto dal punto di vista umano, professionale e privato che ha creato un legame indissolubile con la mia persona. Una città unica così come lo é quella terra, quella squadra e quei tifosi.

Qual é l’allenatore che ti ha lasciato di più a livello umano e sportivo?

A livello umano sicuramente Walter Zenga é stato quello che ho apprezzato di più, un allenatore preparato, ma anche un uomo che ha una sua visione d’insieme delle cose che ho sempre ammirato e che mi ha trasmesso qualcosa.

A livello calcistico Nedo Sonetti ha segnato in maniera importante la mia carriera. Ha creduto in me quando ero ancora un ragazzino, ad Ascoli, mi ha dato una chance e mi ha permesso di esprimermi ad ottimi livelli nel mio primo anno in Serie A.

Quale é stato il momento top e momento flop della tua carriera?

I momenti migliori della mia carriera li ho vissuti sicuramente nella mia stagione a Catania con Walter Zenga allenatore, sia a livello individuale che di squadra, ma anche la prima stagione in Canada non lo é da meno.

Vissuta a 33 anni, con una maturità diversa, in un campionato organizzatissimo e divertente, mi ha permesso di assaporare in pieno questa esperienza. La stagione più difficile è stata sicuramente nel 2010/11 quando mi trasferii al Palermo.

Non appena arrivato dopo aver esordito in casa nella vittoria contro la Juventus, la settimana dopo in allenamento mi ruppi il piede, saltai tutta la seconda parte di stagione, rientrando solo nella finale di Coppa Italia. Una stagione difficile, se potessi tornare indietro non rifarei questa scelta, senza nulla togliere al Palermo ed alla sua città, ma fu veramente un’annata complicata complice anche il mio infortunio.

Fondatore e Direttore Editoriale della testata giornalistica Calciostyle.it. Nato a Roma, classe 1981.

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I campioni in rossoblu: Gigi Piras (video gol)

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Gigi Piras è stato uno dei più prolifici bomber della storia del Cagliari. Una storia gloriosa, visto che il Cagliari è l’unica squadra del sud (insieme al Napoli) ad aver vinto lo scudetto

Piras giunse a Cagliari nel 1971, vestendo la maglia rossoblu per 15 stagioni.

Tra Serie A, Serie B e Coppa Italia, ha collezionato 376 partite, nelle quali ha messo a segno 104 reti.

Fu in un certo senso l’erede dell’altro Gigi, il mito rossoblu Riva.

Vediamo insieme una carrellata dei suoi gol:

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15 giugno 1974. Il “vaffa” di Chinaglia a Valcareggi

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15 giugno 74'

Erano i Mondiali del 74′. Il 15 giugno, nella partita d’esordio, l’Italia incontra Haiti. Match rimasto nella memoria per il “vaffa” di Chinaglia, ma non solo.

15 giugno 1974: Italia-Haiti a Monaco di Baviera

L’Italia del commissario tecnico Ferruccio Valcareggi si presenta ai mondiali del 74‘ come una delle nazionali favorite, anche perché gli azzurri sono vicecampioni in carica dopo Messico 70′.

Il match d’esordio per gli Azzurri sembra a senso unico, solo una formalità, eppure resta nei ricordi per due eventi non banali. Ma iniziamo raccontando i fatti…

La partita ha luogo a Monaco di Baviera nell’Olympiastadion, queste le formazioni iniziali:

Italia: Zoff, Spinosi, Morini, Burgnich, Facchetti, Mazzola, Capello, Rivera, Benetti, Chinaglia, Riva.

Haiti: Françillon, Bayonne, Jean-Joseph, Nazaire, Auguste, Antoine, Desir, Vorbe, François, Saint-Vil, Sanon.

La partita inizia come ci si aspetta, l’Italia conferma di essere di un altro livello, e di poter avere la meglio con facilità sui centro-americani.

Tuttavia dopo i primi minuti promettenti, gli azzurri si adagiano, credendo di poter vincere la partita senza sforzi. Dunque il gioco si svolge per lo più con l’Italia che crea occasioni, ma senza riuscire a finalizzare, tant’è che si va al riposo con le porte di Zoff e Françillon che restano inviolate.

L’inizio della ripresa è il momento in cui si concretizza il primo dei fatti storici di questo incontro.

Infatti al primo minuto del secondo tempo Haiti attacca, Vorbe serve un passaggio in profondità per Emmanuel Sanon, il centravanti haitiano si trova solo al cospetto di Dino Zoff, lo supera, e mette la palla in rete. Fermato a 1142 minuti il record di imbattibilità del portierone azzurro.

Quindi al minuto 46′ l’Italia si trova in svantaggio ai mondiali contro Haiti. La nazionale di Valcareggi però è troppo più forte degli avversari, e ci pensa Rivera a rimettere in equilibrio il match. Al 52′ Mazzola crossa da destra, Chinaglia stoppa a centro area e poi lascia la palla al pallone d’oro del 69′ che insacca. Al minuto 66 arriva il vantaggio, grazie ad una autorete di Auguste, che devia un tiro di Benetti da fuori area.

Al minuto 70′ arriva il famoso “vaffa” di Chinaglia a Valcareggi in mondo-visione. Long Jhon apostrofa il ct quando decide di sostituirlo con Anastasi. Lo stesso Anastasi infine sigla il gol al 79′ che fissa il risultato sul definitivo 3-1.

Zoff, il “vaffa” di Chinaglia e il mondiale del 74′.

15 Giugno 74'

La vittoria su Haiti apre il mondiale di Germania Ovest 74′ per l’Italia. Tuttavia dopo il pareggio per 1-1 contro l’Argentina, nel secondo incontro della prima fase, gli azzurri si fermano perdendo 2-1 contro la Polonia. Il terzo match, in cui agli azzurri sarebbe bastato il pareggio per accedere alla seconda fase, sancisce invece l’eliminazione degli azzurri.

Quindi del mondiale del 1974, per l’Italia, rimango nella memoria soprattutto due cose:
– il gol di Sanon, che fissa a 1142 i minuti di imbattibilità di Dino Zoff, record ancora valido per un solo portiere. Ma battuto come record di squadra nel 2021 da Donnarumma, Sirigu, Cragno e Meret che hanno tenuto la porta azzurra illibata per 1168 minuti consecutivi in totale.
– il “vaffa” di Chinaglia a Valcareggi in mondo-visione, unico sprazzo del tanto atteso centravanti fresco campione d’Italia con la Lazio.

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Pelé, aperto al pubblico il mausoleo di O Rey

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Pelé

Aperto al pubblico il mausoleo contenente il corpo di Pelé. Si può ora far visita alla spoglia, nel cimitero verticale di Santos, nello stato di San Paolo.

Pelé, ora si può visitare il mausoleo

Pelé

Aperto al pubblico a partire da lunedì, il mausoleo dedicato a Edson Arantes do Nascimento, o meglio Pelé.

Il grande campione, leggenda del calcio mondiale, ha lasciato questo mondo lo scorso 29 dicembre 2022, all’età di 82 anni. Il ricordo di O Rei sarà per sempre nel cuore di tutti, soprattutto di chi ama il gioco del calcio.

Lunedì si è svolta una speciale cerimonia di inaugurazione, ora è possibile visitare il mausoleo. All’interno, oltre alle spoglie di Pelé, sono presenti erba artificiale con tutto intorno immagini di tifosi del Santos e suoni di applausi, come se stessimo ancora assistendo alle gesta, del tre volte campione del Mondo brasiliano, sul rettangolo verde. Inoltre sono presenti 2 statue dorate, diversi trofei, maglie e foto di Pelé in campo.

Il mausoleo occupa una area di circa 200 metri quadrati, era visitabile fino ad ora solo dai familiari, si trova nel cimitero verticale più grande al mondo. Il Memorial Necrópole Ecumenica si trova nella città di Santos, nello stato di San Paolo. La visita è gratuita, ma per recarsi a rendere omaggio a O Rei è necessario fissare un appuntamento.

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