Calcio Femminile
Calciomercato femminile, le ultime novità di Serie A
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Meno discusso ma non meno vivace, il calciomercato femminile entra nel vivo. Ecco quali sono le ultime acquisizioni dei club di Serie A.
Casa Juventus
La squadra femminile nella quale il calciomercato si sta intensificando è senza dubbio quella bianconera. Sono due gli arrivi ex novo annunciati negli scorsi giorni.
L’ultimo nome annunciato dalla stessa Juventus è stato quello di Sara Bjork Gunnarsdóttir: la centrocampista islandese resterà nel club almeno fino al 2024.
Si tratta dell’unica giocatrice ad essere stata nominata due volte “Sportivo Islandese dell’Anno” ed è fresca di vittoria della UEFA Women’s Champions League con il Lione.
Un altro arrivo fresco in casa Juve è quello di Lineth Beerensteyn: l’attaccante olandese ci sarà fino al 2024. La giocatrice sarà la prima olandese nella storia della squadra. Con il Bayern Monaco ha totalizzato più di 100 presenze.
Un rientro, invece, è quello di Sofia Cantore: la giocatrice 22enne è reduce da una stagione in prestito al Sassuolo. Nonostante un infortunio importante (la frattura del perone destro, ndr) l’attaccante ha giocato 14 gare realizzando 8 gol, nella scorsa stagione.
Calciomercato femminile giallorosso…
Conoscete Carina Wenninger? È il nuovo acquisto della Roma. Ha maturato una notevole esperienza al Bayern Monaco, club nel quale gioca dal 2007: nella scorsa stagione ha preso parte a 34 partite, totalizzando 2303 minuti di gioco. Wenninger sarà in prestito alla Roma fino al 30 giugno 2023.
Quello di Giada Greggi è un rinnovo: più che giustificato, dal momento che la giallorossa è stata tra le fautrici della vittoria della Coppa Italia 2020-2021. La 22enne è considerata dai tifosi l’erede putativa della “capitana” Elisa Bartoli.
… e rossonero
Anche nel Milan ci sono nuovi arrivi. E si tratta di pesci grossi: le indiscrezioni degli ultimi giorni parlano addirittura di Kosovare Asllani, attaccante del Real Madrid. La giocatrice svedese ha 33 anni e un’esperienza di tutto rispetto, anche in altri club importanti come il Manchester City e il Paris Saint-Germain.
Calcio Femminile
Las Leonas, donne che vogliono dribblare e attaccare la vita
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Ispirato al docufilm del 2022, Las Leonas, la Coppa del Mondo è una storia di sorellanza, di vite che vogliono raccontarsi, anche attraverso un gol.
Donne: donne che combattono, che non mollano, che ci credono. Insomma, normale amministrazione. Cosa c’è di nuovo? Che le storie vengono raccontate. E viene fatto attraverso il ruggito di tante leonesse.
Come e quando nasce Las Leonas
Il progetto nasce nel 2022 con l’omonimo docufilm prodotto dalla Sacher Film di Nanni Moretti con Rai Cinema, presentato a Venezia alle Giornate degli Autori 2022.
Le stesse registe del lungometraggio, Isabel Achaval e Chiara Bondì, hanno poi deciso di trarne una docuserie per la Rai in 4 episodi, con una coproduzione di 11 Marzo Film e Rai Documentari in collaborazione con Matteo Levi,
È stata messa in onda il 28 dicembre e il 4 gennaio scorsi su Rai 3 alle 15.00, ma è ancora disponibile su RaiPlay.
La trama di Las Leonas, la Coppa del Mondo
La docuserie tratta di un torneo di calcio a cui partecipano otto squadre femminili, composte da giocatrici provenienti da diverse parti del globo.
In ballo c’è la Coppa del Mondo!
Quattro formazioni si sfidano a Roma, le altre quattro a Torino.
La finale si disputa nella Capitale.
Tra queste c’è l’Italia, il Brasile, l’Iran, l’Argentina.
La telecamera spazia oltre il rettangolo di gioco, intrecciandosi con le vicende personali, i percorsi e le esperienze di vita delle protagoniste.
Non è un riscatto
Tanti giornali o agenzie stampa ne hanno parlato in termini di riscatto sociale.
A un primo sguardo veloce può sembrare: le storie sono tutte di donne, spesso madri single e fuggite a situazioni difficile e tragiche. Sono immigrate, che vivono in condizioni di disagio, campando di espedienti.
Come annuncia a caratteri cubitali l’Ansa parlando della serie Las Leonas, la Coppa del Mondo per lo più sono colf e badanti, è innegabile.
Ma guardando con occhio più attento non c’è solo questo, anzi, è una parte marginale della narrazione.
Al centro c’è il calcio, nella sua declinazione più bella, ancestrale e poetica.
Il calcio per queste donne è aggregazione, è evasione, è amicizia, è sorellanza, è trovare se stesse e potersi esprimere liberamente.
Non per riscattarsi perché un riscatto prevederebbe un’ingiustizia vissuta. Che a volte c’è, ma loro sanno andare oltre.
Per loro questa è una scelta: loro vogliono giocare e lo fanno perché sono libere.
Ogni donna una storia, ogni terra un passato
Ovviamente la commozione è dietro l’angolo, rischiando spesso di cadere nel patetico.
Ma sono le protagoniste a salvare da questa caduta di stile, con la loro dignità e con l’amore per questo sport.
Infatti il calcio è unione: con le proprie radici, con le altre donne, con il proprio essere.
Sul campo le calciatrici, tutte a livello amatoriale, possono esprimere liberamente loro stesse.
È lo sport a unire, tanto che molte calciatrici non sono necessariamente della stessa nazionalità della maglia che indossano. Il senso di appartenenza va al di là di un dato anagrafico.
Questo si nota e viene sottolineato, con qualche insistenza, soprattutto nel caso della nazionale iraniana.
Il ruggito de Las Leonas: mai arrendersi
Tante storie, una storia: tante donne che hanno voglia di raccontarsi, uno sport che si racconta da solo.
È una storia di donne raccontata da donne, dunque per fortuna si sfugge un paternalismo stile “fardello dell’uomo bianco” alla Kipling.
Le donne si reinventano, piangono, si asciugano le lacrime e ripartono. Proprio come su un campo da gioco.
La vita è come una partita di calcio: a volte si difende, altre si attacca, altre volte si dribbla, si colpisce di testa e non c’è la certezza di segnare un punto.
Ma non ci si arrende mai, ne vale la pena giocare quella partita.
Il messaggio della docuserie, in barba ai titoli di certi articoli, è molto semplice. Non è che badanti e colf posano i loro spazzoloni e scendono in campo ancora col grembiule addosso. Queste donne non sono il loro lavoro, queste donne sono donne con carattere, che giocano a calcio non per un riscatto personale. Ma “banalmente” perché a loro piace.
Calcio Femminile
Multa per Rubiales, ma Hermoso non ci sta: pronto il ricorso
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In Spagna è un caso dal retrogusto mediatico e sociale il bacio Rubiales-Hermoso che ha, letteralmente, scosso l’opinione pubblica spagnola, ma non solo.
Il bacio “rubato” da Luis Rubiales a Jenni Hermoso (giocatrice della nazionale femminile spagnola) ha scosso profondamene lo sport.
Per molti definita una sorta di MeToo del calcio femminile il bacio di Rubiales è apparso come una vera e propria violenza poiché inaspettato e non voluto. A peggiorare, se possibile, il caso è stata la posizione che lo stesso Rubiales ha nella scena sportiva calcistica spagnola essendo il Presidente della Federazione spagnola (Rfef).
Il tribunale Audiencia Nacional ha condannato pesantemente l’uomo classificando il bacio come una vera e propria violenza sessuale ai danni della Hermoso.
Rubiales al centro tra due posizioni opposte: i dettagli
La sentenza del tribunale spagnolo Audiencia Nacional ha lasciato un po’ di amaro in bocca a tutti i contendenti. Infatti se da un lato Jenni Hermoso ha dichiarato fermamente di non aver mai acconsentito al bacio, dall’altro il Presidente Rubiales appare – seppur colpevole – rinfrancato poiché la pena è risultata molto più bassa di quella richiesta.
A Rubiale la giustizia spagnola ha – infatti – attribuito una multa di 10.800 euro e la limitazione di avvicinarsi alla giocatrice in un raggio di 200 metri ed evitare di comunicare con lei per un anno. Oltre a questo dovrà pagare oltre 3.000 euro di responsabilità civile.
Jenni Hermoso era stata una delle vincitrici della Coppa Coppa del Mondo Femminile dopo aver battuto l’Inghilterra per 1-0 nei Mondiali di Sidney 2023.
Nonostante la condanna la quota femminile – e non solo – non è apparsa soddisfatta della sentenza e sostiene la Hermoso che ha intenzione di andare avanti.
La giocatrice, infatti, ha affermato di essere stata costretta a lasciare Madrid (insieme alla sua famiglia) perché sotto la pressione dei vertici sportivi spagnoli e di essersi sentita abbandonata. Una brutta storia, questa, che mostra chiaramente che il calcio non è soltanto bello ma può diventare anche un calvario.
Non resta altro che attendere i prossimi verdetti. Ma il bacio resta.
di Ludovica Cassano
Calcio Femminile
Coppa Italia femminile, Roma e Juventus ad un passo dalla finale
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Nel weekend appena concluso sono andate in scena le due semifinali d’andata di Coppa Italia femminile. Primo round a Roma e Juventus.
In attesa dell’inizio della seconda parte di stagione del campionato di Serie A, si sono giocate nel weekend le due semifinali d’andata di Coppa Italia femminile.
Ad aprire le danze Sassuolo–Roma, sabato 15 febbraio, dove le giallorosse non hanno avuto particolari patemi a portarsi la vittoria a casa ed ad ipotecare in maniera abbastanza netta la qualificazione alla finale. Il giorno seguente sono scese in campo Fiorentina–Juventus. Dopo l’iniziale vantaggio bianconero, la Viola l’ha ribaltata per poi capitolare e lasciare il primo round alla banda di Canzi, lasciando però una speranza nella gara di ritorno a Biella.
Le semifinali di ritorno, in programma il 4-5-6 marzo, ci diranno chi sarà a sfidarsi per il trofeo della Coppa Italia.
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ESULTANZA ROMA FEMMINILE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Coppa Italia femminile, il risultato delle gare d’andata
Sassuolo – Roma 1 – 3
3′ Viens (R), 26′ Corelli (R), 74′ Giugliano (R), 86′ Mihelic
Fiorentina – Juventus 2 – 3
5′ Harviken (J), 10′ Bonfantini (F), 13′ Faerge (F), 35′ Bonansea (J), 75′ Vangsgaard
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