Il TAS ha fatto giustizia. Piaccia o meno in quel di Firenze o Bergamo, la sentenza esemplare dell’UEFA, comminata ad una società indifesa (o meglio con una difesa non all’altezza della situazione) è stata spazzata via da un comunicato che si è fatto attendere forse più del dovuto, ma non ha deluso i tifosi rossoneri. Il Milan giocherà l’Europa League e al di là di tutto, questo è il primo vero segnale positivo che arriva nei pressi di Milanello da tempo.
Ora ci saranno delle decisioni da prendere, a partire da domani, quando si terrà il consiglio dal quale uscirà il nuovo organigramma societario, fino al 17 Agosto, giorno in cui si chiuderà ufficialmente il calciomercato.
Hanno fatto parecchio rumore le parole di Gattuso, seguite al 2-0 rifilato oggi al Novara in occasione della prima amichevole della stagione. Il mister ha ribadito la totale apertura ad un eventuale arrivo di Leonardo in società, chiarendo come gli screzi per il suo passaggio all’Inter siano ormai una acqua passata.
Si è soffermato però soprattutto su Bonucci e sulle voci di un suo possibile addio, dichiarando che stando le cose allo stato di oggi si può solo parlare bene dell’ancora attuale capitano, per quello che ha fatto e che ancora sta facendo. Inoltre il mister ha detto che bisogna anche rispettare le scelte altrui e che se uno si comporta da vero uomo lui non porterà mai nessun rancore.
Parole che sono subito suonate come un addio, ma che ad una più attenta lettura potrebbero anche voler dire altro. Bonucci potrebbe aver chiesto garanzie per restare, garanzie di un progetto di spessore, capace di tenere testa alle top del campionato. A questo punto viene da chiedersi, è giusto che i tifosi si scaglino contro il capitano rossonero? Lui è stato portato a Milano, eretto a condottiero di una squadra, con delle grandi promesse. Ora magari chiede conferma della volontà di mantenere quelle promesse. Magari Gattuso ha sottolineato il rispetto per Bonucci, proprio perché si sta esponendo con i vertici per il suo bene, ma anche per quello della squadra e dei tifosi, perché appunto “lui vuole vincere, ma anche noi vogliamo vincere”.
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