Ibrahimovic, un attaccante che non ha di certo bisogno di presentazioni. Ogni sua mossa, ogni sua giocata, ogni sua intervista scatena reazioni, impossibile rimanerci indifferenti. In merito al suo futuro le idee sembrano ben chiare.
È bastato vederlo sabato sera contro il
Verona ergersi al cielo per provare una
rovesciata rocambolesca che se si fosse tramutata in gol sarebbe letteralmente venuto giù San Siro. Come spesso ama dire.
Zlatan Ibrahimovic è tornato, suona la carica per la gara di domani contro il
Porto e vuole essere protagonista di questo Milan dei record.
Ovviamente poi c’è la realtà, un’anagrafe ahimè impietosa che recita
40 anni, qualche problema di troppo a ginocchia e tendini, un normale logorìo per un giocatore che nella sua carriera si è mai limitato spingendo il corpo ai giri massimi. Cosa che purtroppo non riuscirà più a fare, o quantomeno dovrà sforzarsi di limitare alcune esuberanze tipiche di gente con qualche anno in meno.
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Ibrahimovic, un’importante decisione
Sebbene in cuor suo ci sia la pazza idea di
rinnovare ancora per un anno da giocatore con il Milan, ogni tipo di decisione verrà posticipata a maggio. Troppo presto dirlo dopo due messe partite, contro Lazio e Verona, da iniziò campionato fino ad oggi.
Ibra dovrà capire come sta il suo fisico e quanto ancora potrà spingerlo sui ritmi elevati che la Serie A richiede. Lo svedese avrebbe però preso un’altra decisione, una vera e propria scelta di vita, quella di
continuare con il Milan in veste da dirigente. Il Milan gradirebbe assai questa soluzione perché avere tra le fila un uomo dalle sue caratteristiche, dal suo passato, dalla sua determinazione, dalla sua esperienza è,senz’altro quello che si dice un forte valore aggiunto.
La scelta di fare arrivare a Milano la sua famiglia va tutta verso questa direzione,
Ibrahimovic ed il Milan non si lasceranno tanto presto, per la felicità dei tifosi che stravedono in Zlatan.