Calciomercato
Il punto sul mercato a pochi giorni dai raduni
Nel calcio frullatore di oggi, finiti i campionati europei, le varie squadre che comporranno la prossima serie A, cominceranno raduni e ritiri. Con rose incomplete, almeno l’80%.
Questo perchè molte società devono fare i conti con situazioni economiche complicate (basti pensare che le due milanesi si appoggiano a dei fondi, la Juventus e la Roma sono in perdita, la Sampdoria deve vendere per fare mercato ecc.). Per non parlare di situazioni come quella della Salernitana, alle prese con l’impaccio della doppia proprietà detenuta da Lotito e quindi è bloccata nelle operazioni in entrata e uscita. Addirittura, lo Spezia è ancora senza allenatore, dopo il repentino passaggio di Vincenzo Italiano alla Fiorentina.
Le varie tifoserie sono in fermento, prese dalle mille voci e ipotesi. Una situazione è chiara a tutti, addetti ai lavori e non, tifosi e semplici appassionati: non sarà un mercato scoppiettante. Molto si baserà su parametri zero, scambi e prestiti di vario tipo. La congiuntura economica non è favorevole e in questo senso un plauso va al Milan: ha preso Maignan e Tomori a titolo definitivo, sistemando di fatto la retroguardia. Ha rinnovato per tempo un totem come Ibrahimovic, presenza fondamentale in campo e nello spogliatoio. Ha ripreso Brahim Diaz con una formula di prestito, importante. Rinnoverà Kessie e Calabria Ha lasciato andare l’esosità di Donnarumma e Calhanoglu.
Lavora con attenzione al bilancio e sceglie elementi giovani. Ma come se la stanno cavando in questa fase, le altre big, al netto delle problematiche accennate? L’Inter sta per salutare Hakimi in direzione Psg, ha rinnovato Kolarov, D’Ambrosio e Ranocchia. Ha preso a parametro zero Calhanoglu dal Milan, operazione tempestiva, per sostituire lo sfortunato Eriksen. ha chiesto lo spagnolo Bellerin all’Arsenal, Caicedo e Lazzari alla Lazio si lavora. Sacrificherà uno fra Skriniar e Lautaro Martinez per fare cassa.
La Juventus, sta per prendere Locatelli dal Sassuolo, facendo il vero colpo di mercato. Cederà Demiral e potrebbe trattenere Rugani, nelle grazie di Allegri. In ritiro partiranno anche Perin, destinato a fare il vice e Luca Pellegrini sul quale si punta molto per la fascia sinistra. Ramsey è sul mercato e finirà in Premier League. Se arriva una buona offerta, Rabiot sarà lasciato andare. Ronaldo è libero di accasarsi altrove e fine luglio sarà il periodo decisivo, in merito. Piacciono Milinkovic Savic e Pogba, ma bisogna liberare lo stipendio del portoghese.
La Roma, che si prepara alla prima conferenza stampa di Mourinho, è vicina a chiudere il nodo portiere con l’ingaggio di Rui Patricio, mettendo sul mercato Pau Lopez e Olsen che hanno mercato in Spagna. Si cerca di trattenere Spinazzola, che ha mercato all’estero, Florenzi potrebbe rimanere, piace al tecnico portoghese. Fazio, Under e Juan Jesus sono ai saluti. L’obiettivo vero è Granit Xhaka dell’Arsenal, insieme a Berardi del Sassuolo, e tutto lascia pensare che alla fine arriverà.
Sempre a Roma, sponda laziale, è cominciata l’era Sarri, con annesso cambio modulo. Sono vicini Hysaj e Maksimovic, pretoriani del tecnico. Lulic e Parolo hanno ammainato la bandiera e a breve potrebbe chiudere la sua esperienza Radu. In mediana piace Toma Basic, talento croato in forza al Bordeaux. Intriga l’idea di uno scambio fra Luis Alberto e Romagnoli, ma per ora è solo una ipotesi di lavoro, sul tavolo.
A Napoli, al momento sono concentrati sulla difesa, con la fasce da rifare e gli addii di Hysaj e Maksimovic. Per Koulibaly si aspetta il colloquio fra il difensore e il tecnico Spalletti. Manolas ha chiesto di tornare in patria, si vedrà di accontentarlo. Piacciono Emerson Palmieri, Florenzi, Godin e Lazzari. Serve un vice Meret, che potrebbe essere Sepe. A meno di una offerta sugli 80 milioni, il Napoli terrà Fabian Ruiz, in organico e farà un tentativo per un altro spagnolo: Koke dell’Atletico Madrid. Occhio a Insigne: ci sono problemi con il rinnovo e con il carattere di Spalletti, il ragazzo potrebbe dare un taglio e uscire dall’attuale contratto, avendo sirene da Milan, Lazio, Marsiglia e Atletico Madrid.
Infine, l’Atalanta: obiettivi Pobega, Koopmeiners, Lovato, Musso e Tomyasu. Operazioni possibili. I big resteranno tutti. In uscita Gollini, Sportiello, Ilicic e i prestiti vari di rientro.
Calciomercato
Milan, Zalewski costa il doppio: quotazione volata a 40 milioni
Il polacco ha raccolto appena 120 minuti nelle prime cinque giornate di Serie A. Le ultime indiscrezioni parlano di una valutazione da 35-40 milioni, ma non risultano offerte rossonere.

NICOLA ZALEWSKI DELL’ATALANTA DURANTE LA PARTITA DI SERIE A CONTRO IL TORINO (FOTO DI FRANCESCO SCACCIANOCE/GETTY IMAGES)
Il Milan continua a seguire Nicola Zalewski, mentre nell’Atalanta di Maurizio Sarri lo spazio del polacco si è ridotto nelle ultime giornate. Sullo sfondo resta una valutazione tra 35 e 40 milioni di euro, ma non risultano offerte dei rossoneri.
Zalewski, appena 120 minuti nelle prime cinque giornate
Il classe 2002 aveva iniziato il campionato da titolare contro il Sassuolo, giocando 59 minuti. Nella giornata successiva è entrato contro il Bologna per 36 minuti, fornendo anche un assist, mentre contro la Roma ne ha disputati altri 25: il bilancio recita tre presenze, 120 minuti e un assist.
Nelle ultime due partite Zalewski è invece rimasto in panchina. Non è entrato contro il Cagliari e ha assistito dalla panchina anche alla sconfitta per 2-0 contro la Juventus del 20 settembre, quando Sarri ha schierato dal primo minuto Jonathan Rowe, sostituito nel finale da Eljif Elmas.
Nessuna rottura con l’Atalanta, ma il dato resta da seguire
Zalewski era regolarmente tra i convocati anche all’Allianz Stadium, senza però trovare spazio. Il dato non basta comunque per parlare di una rottura con la Dea: in agosto il polacco aveva giocato entrambe le gare del playoff di Conference League contro l’Hapoel Tel Aviv, restando a disposizione di Sarri.
Il suo minutaggio recente, tuttavia, è diventato un elemento da monitorare per chi segue la situazione di mercato.
L’interesse del Milan, nato già in estate
Per i rossoneri Zalewski non rappresenta un nome nuovo. Già a metà agosto il laterale dell’Atalanta era stato indicato tra i profili seguiti dal Milan per le corsie, anche per la sua possibilità di giocare su entrambe le fasce.
In quel momento, prima della chiusura del mercato estivo, la valutazione associata a una possibile operazione era nell’ordine dei 15-20 milioni di euro.
Il prezzo cambia lo scenario
Le indiscrezioni circolate a settembre descrivono uno scenario economico molto diverso: la formazione bergamasca prenderebbe in considerazione una cessione davanti a una cifra compresa tra 35 e 40 milioni, oltre a eventuali bonus e a una percentuale sulla futura rivendita.
Non si tratta però di una richiesta resa pubblica dal club orobico. Allo stesso modo, non risultano al momento né un’offerta del Milan né una trattativa avviata tra le due società.
L’Atalanta aveva acquistato Zalewski a titolo definitivo dall’Inter il 18 agosto 2025: a poco più di un anno da quel trasferimento, una valutazione vicina ai 40 milioni renderebbe un’eventuale operazione molto più onerosa rispetto allo scenario prospettato in estate.
Da una parte il minutaggio di Zalewski in Serie A si è ridotto nelle ultime settimane, dall’altra le cifre riportate sul mercato sono salite sensibilmente. Per il Milan resta un profilo già seguito, ma tra interesse e trattativa la distanza è ancora netta: al 23 settembre non risulta alcuna offerta rossonera per Nicola Zalewski.
Calciomercato
Lazio, Mandas: 2,5 milioni dal prestito e diritto di riscatto da 18,5
Il bilancio della Lazio fissa le cifre dell’operazione Mandas con il Bournemouth: 2,5 milioni dal prestito, riscatto fissato a 18,5 milioni e mai esercitato. Il portiere greco è poi rientrato a Roma, dove Gennaro Gattuso lo ha reso titolare.

CHRISTOS MANDAS DELLA SS LAZIO DURANTE LA SESSIONE DI ALLENAMENTO AL FORMELLO SPORT CENTRE (FOTO DI MARCO ROSI – SS LAZIO/GETTY IMAGES)
Le cifre dell’operazione con il Bournemouth
Il prestito di Christos Mandas al Bournemouth ha fruttato alla Lazio 2,5 milioni di euro, a fronte di un diritto di riscatto stabilito in 18,5 milioni. L’operazione, ufficializzata il 27 gennaio 2026, aveva generato per il club biancoceleste anche un risparmio di 0,94 milioni sulla retribuzione fissa del giocatore.
I due dati vanno tenuti distinti: i 2,5 milioni riguardano il valore della cessione temporanea, mentre i 940mila euro rappresentano il minor costo sostenuto sull’ingaggio. Le cifre emergono dal progetto di bilancio separato e consolidato della Lazio al 30 giugno 2026, approvato dal Consiglio di Gestione il 21 settembre. Mandas, arrivato in biancoceleste dall’OFI Creta nell’estate del 2023, aveva lasciato Roma dopo 33 presenze complessive con la maglia della Lazio.
Il riscatto non esercitato: Mandas torna a Roma
L’esperienza in Premier League non ha portato al trasferimento definitivo: Mandas non ha mai disputato una partita con il Bournemouth, e al termine del prestito il club inglese non ha esercitato il diritto di riscatto da 18,5 milioni. La Lazio ha così incassato i 2,5 milioni previsti per l’operazione e riaccolto il portiere in rosa.
Non è corretto considerare i 18,5 milioni una somma persa o già iscritta a bilancio: si trattava della cifra necessaria al Bournemouth per acquisire definitivamente il cartellino. L’assenza di minuti in campionato inglese resta un dato di fatto, ma da sola non basta ad attribuire una motivazione precisa alla scelta del club.
Titolare con Gattuso: 21 parate in cinque giornate
Il ritorno a Formello ha aperto una nuova fase per Mandas, schierato titolare da Gattuso in tutte le prime cinque giornate della Serie A 2026/27, per un totale di 450 minuti in campo. Il bilancio personale recita 21 parate, tre gol subiti e tre clean sheet.
La prova più netta porta la data del 19 settembre, al Penzo, nella vittoria per 2-0 sul Venezia: Mandas ha respinto al 17′ il rigore di John Yeboah e ha effettuato altri interventi decisivi nel primo tempo, prima dei gol nella ripresa di Mattia Zaccagni e Tijjani Noslin. Al termine della gara, Gattuso ha sintetizzato così il contributo del suo portiere: “Il nostro portiere ci ha letteralmente tenuti a galla”.
La fotografia dell’operazione appare quindi molto diversa rispetto a gennaio: la Lazio non ha incassato i potenziali 18,5 milioni del riscatto, ma si ritrova in rosa un portiere che oggi occupa stabilmente il posto da titolare. Le prossime giornate diranno se questo rendimento troverà conferma.
Calciomercato
Inter-Stankovic, solo 15 minuti: gennaio passa dalle scelte di Chivu
Il centrocampista è tornato a Milano per 23 milioni dopo l’ottima stagione al Club Brugge, ma finora ha trovato pochissimo spazio. Le prossime settimane saranno decisive per cambiare le gerarchie.

ALEKSANDAR STANKOVIC DELL’INTER (FOTO DI LUCA ROSSINI/NURPHOTO VIA GETTY IMAGES)
Aleksandar Stankovic è tornato all’Inter in estate dopo una stagione da protagonista al Club Brugge, ma il suo nuovo capitolo nerazzurro è iniziato con pochissimo spazio: appena 15 minuti nelle prime sei partite tra tutte le competizioni.
Il contrasto è evidente. L’Inter ha investito 23 milioni di euro per riportarlo a Milano e gli ha fatto firmare un contratto fino al 2031, mentre sul campo Cristian Chivu lo ha utilizzato pochissimo.
Le prossime settimane serviranno quindi a capire se il serbo riuscirà a entrare stabilmente nelle rotazioni prima che un nuovo prestito possa diventare un’opzione per gennaio.
Inter, 23 milioni per riportare Stankovic a Milano
Il ritorno del centrocampista non è stato un semplice rientro alla base. Dopo averlo ceduto al Club Brugge nell’estate 2025, l’Inter ha esercitato il diritto di riacquisto fissato a 23 milioni di euro e lo ha legato al club fino al 30 giugno 2031.
La scelta è arrivata dopo una stagione di alto livello in Belgio. Con il Brugge il serbo ha disputato 55 partite in tutte le competizioni, segnando 9 gol e servendo 5 assist. In Champions League ha raccolto 14 presenze, 3 reti e 2 assist, contribuendo anche alla conquista del titolo belga.
Stankovic è così tornato a Milano con una dimensione diversa rispetto a quella con cui aveva lasciato l’Inter: non più soltanto un prodotto del settore giovanile, ma un centrocampista reduce da una stagione completa tra campionato e Champions League.
Da protagonista in Belgio a 15 minuti con l’Inter
L’inizio della stagione ha però raccontato una realtà molto diversa.
Stankovic ha debuttato ufficialmente con la prima squadra nerazzurra il 22 agosto, entrando all’83’ al posto di Piotr Zielinski nella vittoria per 4-1 contro il Monza a San Siro. Successivamente ha trovato un altro breve spazio contro l’Udinese.
Il bilancio dopo sei partite è di appena 15 minuti complessivi. Tra i giocatori di movimento a disposizione di Chivu è quello con il minutaggio più basso: Henrikh Mkhitaryan, che lo precede nella graduatoria dei meno utilizzati, è già a quota 69.
È soprattutto il confronto con la stagione precedente a rendere significativo il dato. Al Club Brugge il classe 2005 giocava con continuità anche in Champions League; all’Inter deve invece conquistarsi spazio all’interno di una mediana con una concorrenza decisamente maggiore.
Jones aumenta la concorrenza a centrocampo
L’arrivo di Curtis Jones ha aggiunto un’altra soluzione alle rotazioni di Chivu. In mezzo al campo i nerazzurri possono contare anche su Hakan Calhanoglu, Nicolò Barella, Petar Sucic, Piotr Zielinski e Henrikh Mkhitaryan.
Per Stankovic la strada verso un minutaggio regolare è quindi più stretta rispetto a quella avuta in Belgio. Il serbo può agire davanti alla difesa e occupare altre posizioni della mediana, ma deve guadagnarsi spazio in un reparto profondo.
Chivu, inoltre, conosce bene il giocatore per averlo già allenato nella Primavera nerazzurra. In estate l’Inter ha scelto di trattenerlo anche davanti a una proposta da circa 40 milioni di euro del Brentford, confermando quanto il club consideri importante il suo percorso.
Le prossime settimane possono cambiare le gerarchie
Il minutaggio iniziale non chiude però il discorso. Con l’aumento degli impegni tra Serie A e Champions League, Chivu dovrà allargare le rotazioni e Stankovic avrà nuove possibilità per conquistare spazio.
È questo il passaggio decisivo della sua stagione. Se inizierà a essere utilizzato con maggiore continuità, i 15 minuti delle prime sei partite resteranno soltanto la fotografia di un avvio complicato. Se invece il suo impiego resterà marginale anche durante il periodo più intenso del calendario, la questione del futuro tornerà inevitabilmente d’attualità.
Per un centrocampista reduce da 55 presenze con il Club Brugge la continuità resta fondamentale. E l’Inter dovrà trovare il punto di equilibrio tra la necessità di avere alternative in una rosa impegnata su più competizioni e quella di non interrompere la crescita di un giocatore sul quale ha investito 23 milioni.
Gennaio dipende soprattutto dai prossimi mesi
Un nuovo prestito può quindi diventare una soluzione per la finestra invernale, ma soltanto se la situazione resterà invariata.
L’Inter non ha programmato l’uscita di Stankovic: il centrocampista è tornato per giocarsi le proprie possibilità con Chivu e il club ha respinto offerte importanti durante l’estate. Gennaio entrerà realmente nel discorso soltanto se, arrivati a dicembre, il serbo continuerà a trovare poco spazio.
Il punto, oggi, è molto più semplice: Stankovic deve trasformare i 15 minuti iniziali in un ruolo più stabile nell’Inter. Le prossime settimane diranno se riuscirà a farlo o se a gennaio il prestito tornerà davvero sul tavolo.
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