Daichi Kamada non è (e non sarà) più un giocatore della Lazio. Una decisione che ha spiazzato tutti a Formello, in primis Igor Tudor.
Kamada-Lazio, cos'è successo?
Nella
querelle Kamada, l'unica cosa certa è che
il calciatore giapponese non ha esercitato l'opzione di prolungamento automatico presente nel suo contratto. Tale opzione è decaduta nella giornata di ieri e allo stato attuale delle cose
non sussiste la possibilità di un nuovo accordo. Questo perché l'accordo in precedenza stipulato (se rinnovato) avrebbe continuato a beneficiare degli sgravi fiscali del Decreto Crescita.
Rivedere il suddetto accordo oppure crearne uno ex-novo avrebbe gravato in maniera eccessiva sulle casse della società bianco celeste. Da questo punto in avanti le voci si rincorrono senza sosta. C'è chi dice che
Kamada avrebbe chiesto l'inserimento di una clausola rescissoria nel nuovo contratto, in modo tale da potersi liberare più facilmente qualora fossero venute a mancare le condizioni per rimanere a Roma.
Tradotto:
qualora fosse arrivata una guida tecnica sgradita al giapponese. C'è poi chi dice che Kamada avrebbe chiesto un aumento dell'ingaggio rispetto ai 3 milioni netti attualmente percepiti, dato che la sua nuova (ma vecchia) fiamma (vale a dire il
Crystal Palace)
di milioni a stagione gliene avrebbe offerti 5 netti.
Effetto domino a Formello: saluta anche Tudor?
Sia come sia, i cocci del matrimonio (innaturale) fra Daichi Kamada e la Lazio riversano esangui sui pavimenti di Formello e non c'è modo di rimetterli assieme. Il nipponico è atteso a Londra, dove ritroverà il suo mentore ai tempi dell'Eintracht: ovvero
Oliver Glasner. La Lazio, invece, fa il punto della situazione, ancora incapace di raccapezzarsi fra coloro che andranno via e coloro che invece continueranno a far parte del progetto tecnico.
Già, ma quale progetto?
A oggi la Lazio non sa nemmeno quale sarà il suo allenatore nella prossima stagione, poiché
Tudor sta ancora valutando di interrompere prematuramente il suo rapporto con i capitolini.
Dopo il summit di martedì scorso, il croato è tornato in patria per le vacanze e
da lì ha appreso la notizia della dipartita del giapponese. Non conosciamo il contenuto dell'incontro, ma una cosa è certa.
La permanenza di Kamada a Formello era una conditio sine qua non per il tecnico. L'ex-
Marsiglia avrebbe voluto "
11 Daichi" nella sua squadra e non ne avrà neanche uno. Questo, unita alla differenza di vedute sul mercato con la società, potrebbe portare alla clamorosa rottura. Dodici mesi dopo, la situazione in casa Lazio è pressoché la stessa: m
ancanza di progettualità, mercato confusionario e allenatore scontento.
Questa volta, però, o ci sarà accordo (vero, non di facciata) oppure qualcuno dovrà avere il coraggio di rompere gli ormeggi per tempo. Kamada ha mancato di rispetto alla Lazio e ai suoi tifosi, ma la sua partenza i tifosi della Lazio possono digerirla con relativa facilità. Un'altra stagione sulla falsa riga di quella appena conclusasi (se non peggio) invece no.
I laziali non la manderebbero giù e di certo non se la meriterebbero neppure.