Calciomercato

Luongo tra Torino e Südtirol: la scelta si decide sui minuti in campo

Il classe 2008 ha convinto Ignazio Abate nel precampionato granata, ma il Südtirol resta un’opzione concreta per l’esordio nel calcio dei grandi.

Tre presenze da titolare in un ritiro utile a valutarlo

Abate ha impiegato Luongo dal primo minuto contro Pinzolo Valrendena, Alcione Milano e Cittadella, cambiandone la posizione all’interno del 3-4-2-1. Nel 13-0 sul Pinzolo Valrendena, formazione di Prima Categoria, il classe 2008 ha giocato sulla trequarti al fianco di Gaetano Oristanio, mentre nei due test successivi è stato arretrato nella coppia centrale: con Gvidas Gineitis contro l’Alcione e con Ivan Ilic contro il Cittadella. Contro l’Alcione, squadra di Serie C, è rimasto in campo fino al 69′ nella vittoria per 1-0; contro il Cittadella, altra formazione di terza serie, ha invece giocato l’intera partita, chiusa 1-0 per i veneti.

Il livello delle amichevoli non permette ancora di misurare la sua tenuta in Serie A. Tuttavia le tre partenze consecutive dal primo minuto indicano che Abate lo sta valutando in modo concreto, e non soltanto come giovane aggregato alla prima squadra durante la preparazione.

Restare con Abate: qualità del lavoro quotidiano, minuti in dubbio

La permanenza al Torino garantirebbe a Luongo allenamenti stabili con giocatori più esperti e l’assimilazione delle richieste tattiche di Abate. Il precampionato ha già mostrato una caratteristica utile: il centrocampista può essere impiegato sia sulla trequarti sia in una posizione più arretrata.

Il nodo resta quello delle partite ufficiali. Nel reparto granata militano già Ilic, Gineitis e Cesare Casadei, e il mercato può ancora modificare la rosa: le gerarchie di luglio non saranno necessariamente quelle del campionato, con il rischio per Luongo di allenarsi ad alto livello senza trovare continuità tra convocazioni, panchina e formazioni giovanili.

Il Südtirol come primo passo nel calcio dei grandi

Un prestito in Serie B metterebbe Luongo di fronte a un’intensità e a una fisicità diverse rispetto al calcio giovanile. Anche a Bolzano, però, il posto non sarebbe scontato: Possanzini può contare su centrocampisti esperti come Fabian Tait, Daniele Casiraghi e Salvatore Molina, già abituati alle categorie professionistiche.

Possanzini ha preso la guida del Südtirol il 24 giugno, firmando fino al 2028: il cambio di allenatore può favorire l’inserimento di profili nuovi, ma il valore dell’operazione dipenderebbe soprattutto dal ruolo riservato al centrocampista. Lasciare Torino avrebbe senso solo con una possibilità concreta di entrare nelle rotazioni, perché un prestito senza continuità riproporrebbe lo stesso problema in una categoria inferiore.

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Il rinnovo che toglie pressione al Torino

Il club granata può valutare entrambe le strade senza vincoli contrattuali: il 1° luglio il Torino ha prolungato l’accordo con Luongo fino al 30 giugno 2029, con un’opzione per la stagione successiva.

Un eventuale prestito non farebbe quindi perdere il controllo sul cartellino e potrebbe diventare una tappa di crescita, con l’obiettivo di riportare il centrocampista a Torino dopo una prima stagione da professionista. Nato a Napoli il 16 febbraio 2008, Luongo è entrato nel vivaio granata nel settembre 2023: nel 2025 ha contribuito al primo scudetto Under 17 della storia del Torino, con il rigore decisivo nella finale vinta contro il Milan, e nello stesso anno ha disputato l’Europeo di categoria e il Mondiale Under 17 con l’Italia, chiuso al terzo posto dopo il successo ai rigori sul Brasile nella finale per il bronzo.

La scelta non riguarda soltanto la differenza tra Serie A e Serie B: per la crescita di Luongo conterà soprattutto dove le indicazioni positive dell’estate potranno trasformarsi in minuti, responsabilità ed esperienza. Resta da capire quale scenario garantirà davvero questo passaggio.

Aggiornato al 04/08/2026 12:28

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redazione

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