Milan, aria di cambiamento alla ripresa della seconda parte del campionato. La dirigenza starebbe studiando una manovra per quanto riguarda il reparto offensivo.
Appena chiusi i battenti delle contrattazioni estive, ecco che si prospettano già alcuni colpi per il mese di gennaio. Il mercato, mai come in questi anni, non si ferma di certo alle date ufficiali, anzi è sempre vivo tutto l’anno.
Non fa difetto certamente il
Milan che starebbe pensando a
Noa Lang, interesse ormai di vecchia data. Con l’esterno sinistro ci sarebbe una sorta di accordo non scritto in base al quale potrebbe venire in rossonero la prossima estate. La dirigenza tuttavia vorrebbe anticiparne i tempi ed agire già nel mese di gennaio.
Milan, il sacrificato
Ad essere sacrificato potrebbe essere proprio
Ante Rebic le cui condizioni fisiche spaventano da tempo. Il croato non si discute di certo in quanto a valore. Restano però alcune perplessità legate alla tenuta fisica ed anche l’inizio di questa stagione ha restituito un giocatore
estremamente fragile e già fermo ai box, questa volta per
problemi alla schiena.
Il Milan sulla sinistra vuole avere una
valida alternativa a Rafael Leao. Il portoghese non potrà certo giocare tutte le partite ed affidarsi a Rebic, allo stato attuale, rappresenta un rischio. Pertanto l’esterno croato potrebbe a sorpresa essere ceduto in inverno. Per lui diversi estimatori in
Bundesliga.
Il giocatore chiede spazio
E veniamo ad un altro giocatore che potrebbe partire a gennaio con la formula del
prestito secco. Ci riferiamo a
Yacine Adli, giocatore arrivato a Milano in estate. Il trequartista francese sta faticando a trovare spazio nel modulo di
Stefano Pioli il quale al momento non è ancora riuscito a trovargli un’allocazione tattica adeguata.
Riteniamo che il francese classe 2000 abbia necessità di giocare con frequenza maggiore ed al momento il Milan potrebbe non rappresentare per lui la soluzione migliore avendo davanti
De Ketelaere e
Brahim Diaz.
Possibile quindi a gennaio un trasferimento sempre in Italia per monitorare meglio il giocatore ed al contempo lasciarlo lontano dalle pressioni che giocoforza rappresentano un problema, soprattutto se si viene chiamati a subentrare nei minuti finali di una gara ed in quei pochi spezzoni ci si gioca tutto.
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