ZLATAN IBRAHIMOVIC PENSIEROSO GUARDA IN ALTO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic volano a Vienna per incontrare il tecnico tedesco. Sul tavolo il ruolo di capo dell’area tecnica del Milan
ZLATAN IBRAHIMOVIC ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Il Milan si appresta a vivere l’ennesima estate di profondi cambiamenti strutturali e la proprietà guidata dal fondo statunitense RedBird sembra intenzionata ad affidarsi a profili di grandissimo spessore internazionale per avviare la ricostruzione. Nelle ultime ore, un clamoroso ritorno di fiamma ha infiammato l’ambiente di via Aldo Rossi. La dirigenza rossonera ha riallacciato i contatti con Ralf Rangnick, figura già accostata con forza al club in passato.
Il proprietario Gerry Cardinale, accompagnato dal consulente speciale Zlatan Ibrahimovic e dagli uomini di fiducia del club, ha effettuato un blitz segreto a Vienna per incontrare direttamente il sessantasettenne manager di Backnang. Il faccia a faccia, svelato sulle colonne della Gazzetta dello Sport, ha permesso alle parti di confrontarsi in un clima di reciproca stima. Sebbene non si sia ancora giunti alla definitiva fumata bianca, le sensazioni emerse dal vertice sono estremamente positive e testimoniano la ferma volontà del Milan di sondare il terreno per un progetto a lungo termine.
Durante la riunione operativa, Rangnick ha dimostrato di possedere idee chiarissime, illustrando nei minimi dettagli le proprie precondizioni per accettare l’incarico. A differenza di quanto programmato nel 2020, quando il tedesco avrebbe dovuto accomodarsi direttamente sulla panchina rossonera per sostituire Stefano Pioli, l’attuale proposta prevede un vestito radicalmente diverso. L’ex stratega della galassia Red Bull Lipsia assumerebbe l’incarico strategico di capo dell’area tecnica, un ruolo dirigenziale con ampi poteri decisionali. Le sue richieste per dare il proprio benestare sono state perentorie:
Garantirsi l’assoluta libertà nella scelta del futuro allenatore della prima squadra, potendo così indicare un profilo perfettamente in linea con i suoi principi calcistici.
Avere il via libera per portare a Milanello un cospicuo nucleo di collaboratori di fiducia, con un numero di professionisti stimato in doppia cifra, destinati principalmente a occupare ruoli chiave nell’area dello scouting internazionale.
Ottenere il mandato per avviare una radicale ristrutturazione delle metodologie di lavoro del settore giovanile rossonero, applicando la propria filosofia incentrata sulla ricerca precoce e sullo sviluppo programmatico dei migliori talenti mondiali.
Questo impatto, tutt’altro che morbido, costringerà Cardinale e l’amministratore delegato Giorgio Furlani a una profonda riflessione interna insieme a Giorgio Calvelli, per valutare la sostenibilità di una simile rivoluzione all’interno dell’attuale assetto societario.
Un nodo centrale della complessa trattativa è rappresentato dall’attuale vincolo contrattuale che lega Rangnick alla Nazionale dell’Austria. Il commissario tecnico è interamente focalizzato sulla preparazione della spedizione oltreoceano in vista delle imminenti sfide del Mondiale, dove la sua selezione affronterà nel girone eliminatorio Giordania, Argentina e Algeria. Interpellato a margine di un evento benefico organizzato dalla sua fondazione, l’allenatore ha cercato di gettare acqua sul fuoco per non destabilizzare l’ambiente:
“Probabilmente tutti si sono accorti che lo scorso fine settimana è successo qualcosa di straordinario al Milan. Tuttavia, l’unico referente per me in merito alle questioni contrattuali è e rimane la federazione austriaca. Qui sto molto bene”.
Rangnick percepisce attualmente un ingaggio base pari a circa un milione di euro netto a stagione, una cifra che il Milan sarebbe ampiamente disposto a superare. Per scongiurare il rischio di perderlo subito dopo la rassegna iridata, la federcalcio austriaca si è già mossa per attivare un piano di fidelizzazione con il coinvolgimento di importanti sponsor commerciali, con l’obiettivo di raddoppiare lo stipendio attuale fino a due milioni di euro annui, ricalcando la celebre operazione strutturata a suo tempo dalla Figc per trattenere Antonio Conte sulla panchina dell’Italia.
L’eventuale sbarco di Ralf Rangnick a Milano comporterebbe inevitabilmente la risoluzione di una questione diplomatica interna di non poco conto, legata alla figura di Zlatan Ibrahimovic. I due non si sono mai incrociati direttamente, ma i loro passati rapporti a distanza sono stati caratterizzati da dichiarazioni a dir poco taglienti. Nel gennaio del 2020, quando il dirigente tedesco stava già pianificando il Milan del futuro sotto la gestione, si espresse in modo scettico sull’opportunità di investire su atleti avanti con l’età, dichiarando che non rientrava nel suo stile insistere su calciatori di 38 anni.
La replica dell’asso svedese fu immediata e sprezzante, liquidando la questione con un laconico: “Rangnick? Non so chi sia”. A distanza di sei anni da quel duro botta e risposta, il destino potrebbe clamorosamente portarli a cooperare e a condividere le responsabilità all’interno della medesima area sportiva. La capacità di far coesistere due personalità così forti, carismatiche e accentratrici rappresenterà senza ombra di dubbio il vero banco di prova e il nodo cruciale su cui si reggeranno le sorti del nuovo Milan.
Aggiornato al 28/05/2026 12:19
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