Pradè e quelle parole che fanno discutere: la sua è realtà o semplice pretattica?

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Pradè e quelle parole che fanno discutere: la sua è realtà o semplice pretattica?
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Oggi alle ore 12:00 Daniele Pradè ha preso parte alla conferenza stampa di inizio stagione e, come al solito, le sue parole non hanno entusiasmato i tifosi viola. Partiamo dal presupposto che il ds romano non ama sbilanciarsi o meglio, non ama parlare di eventuali trattative in corso: la domanda sorge spontanea: che sia realtà o pretattica la sua?

No al centravanti

Come immaginavamo, anche questa volta Pradè non si è esposto più di tanto: è ormai noto, infatti, l'interesse della Fiorentina per Torreira (come confermato da Barone ieri) e l'imminente arrivo di Borja Valero: nonostante ciò, sul primo si è soffermato riconoscendo che è un grande play; sul secondo, invece, che si sta prendendo 24 ore di tempo per decidere (anche qui per modo di dire, visto che è già preso!). A preoccupare maggiormente il tifo, però, è il discorso riguardante il centravanti: il ds viola, di fatto, ha negato ogni tipo di interesse per i vari Piatek, Milik e Mandzukic (oltre che per Thiago Silva e De Paul) affermando come questa squadra sia già sistemata con cinque attaccanti.

Basta errori

Questo errore non deve essere commesso. Come fa una squadra che vuole ambire alle posizioni alte della classifica puntare su due giovani come Cutrone e Vlahovic (non contiamo Haaland, è un caso eccezionale) e non avere in rosa un bomber da 20 reti? Bisogna fare una scelta, o l'uno o l'altro e l'ex Milan, al momento, ha dato più garanzie, con il serbo che potrebbe andare a farsi le ossa per lasciare spazio al nuovo 9. Tutte le squadre - o quasi - dispongono di un centravanti che possa andare in doppia cifra o comunque avvicinarsi; per esempio il Brescia, nonostante sia retrocesso, ha avuto a disposizone due come Torregrossa e Donnarumma, capaci di garantire entrambi 7 reti (oltre alle tante occasioni offensive create), oppure la Spal con Petagna, autore di ben 12 reti. Un'altra cosa da non fare assolutamente è considerare Chiesa una seconda punta: non lo sa fare e lo ha dimostrato più volte. Staremo a vedere da qui al 5 ottobre, con la speranza che venga allestita una grande squadra.
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