Da due giorni si fa un gran parlare ed anche molta confusione in merito alla buonuscita di Ralf Rangnick dal gruppo Red Bull. Le cose non stanno così, è questo il momento di cercare di fare chiarezza su questa trattativa che vuole apparire complicata, ma che invece è semplicissima e sta seguendo il suo normale iter.
Rangnick è sotto contratto con la Red Bull ancora per tre anni, ma a novembre, quando ci sono stati i primi contatti con la proprietà Elliott, il tedesco è fin da subito stato chiaro che se le cose con il Milan fossero finite bene, avrebbe desiderato fare una nuova esperienza fuori dalla Germania per tentare di rilanciare si spera in grande stile un club in evidenti difficoltà. Il colosso delle bibite energetiche ha preso atto, consapevole di non potersi opporre a tale richiesta che viene appunto interpretata come un’ulteriore occasione di crescita professionale.
Siccome son state dette e scritte imprecisioni, fughiamo una volta per tutte l’ennesima castroneria, il Milan non pagherà alcuna buonuscita a Rangnick, la questione è tra la Red Bull ed il 61enne tedesco, come è giusto che sia. Le due parti stanno limando glielo ultimi dettagli ed al Professore andrà la cifra di 8 milioni di euro, sicuramente importante, ma in considerazione della crescita professionale che ha fatto fare ai club ed ai giocatori. Ricordiamo solo alcuni nomi che Rangnick quasi dal nulla ha saputo elevare: Roberto Firmino, Keita, Manè, Timo Werner, Haaland, Matip, Demme, Szoboszlai, Upamecano, Forsberg.
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