José Mourinho alla Roma e Cristiano Ronaldo al Manchester United sono stati due dei principali movimenti nell'arco della finestra di mercato estiva scorsa.
Entrambi però, stanno attraversando una stagione molto complicata e, il grande entusiasmo portato dal loro ritorno nelle terre che li hanno resi grandi, rispettivamente, Italia e Inghilterra, sta già svanendo.
La Roma di per sé, non sta facendo malissimo rispetto alla propria posizione di classifica ma, stenta nell'avere una propria identità e ciò che più Mourinho tende a sottolineare è la poca personalità riscontrata nello spogliatoio.
L'unione di intenti però tra parte sportiva e parte societaria crea positività attorno all'ambiente e, i tifosi quindi, rimangono dalla parte del proprio condottiero Mourinho mantendo le speranze riguardo a una crescita che, si spera, avverrà nei prossimi anni.
Per Cristiano, la situazione è differente: il suo United, è a venti punti di distacco dai cugini del Manchester City, ed è quarto in classifica infangato nella lotta per l'ultimo posto in Champions League con West Ham e Arsenal.
Il cambio di guida tecnica, con il passaggio dalla bandiera Ole Gunnar Solskjær al rivoluzionario e metodico tedesco Ralf Rangnik, ha peggiorato la situazione e creato una spaccatura nello spogliatoio.
Spogliatoio che si è diviso in due metà che vedono, come propri "maggiori esponenti" il recordman portoghese e mr 80mln Jerry McGuire.
Dall'arrivo di Tiago Pinto, a Roma, si è iniziato a parlare portoghese e, per forza di cose, si è andata a creare una corsia preferenziale che collega la squadra capitolina e il super agente Jorge Mendes.
L'ultimo affare è avvenuto proprio quest'inverno ed ha portato a vestire la maglia giallorossa, il centrocampista Sergio Oliveira.
In Inghilterra, l'ipotesi che Ronaldo, dopo il triennio alla Juventus, possa tornare in Serie A, prende sempre più piede e, i tifosi giallorossi sognano in grande.
Roma, la frattura nello spogliatoio ti fa sognare

José Mourinho alla Roma e Cristiano Ronaldo al Manchester United sono stati due dei principali movimenti nell'arco della finestra di mercato estiva scorsa.
Entrambi però, stanno attraversando una stagione molto complicata e, il grande entusiasmo portato dal loro ritorno nelle terre che li hanno resi grandi, rispettivamente, Italia e Inghilterra, sta già svanendo.
La Roma di per sé, non sta facendo malissimo rispetto alla propria posizione di classifica ma, stenta nell'avere una propria identità e ciò che più Mourinho tende a sottolineare è la poca personalità riscontrata nello spogliatoio.
L'unione di intenti però tra parte sportiva e parte societaria crea positività attorno all'ambiente e, i tifosi quindi, rimangono dalla parte del proprio condottiero Mourinho mantendo le speranze riguardo a una crescita che, si spera, avverrà nei prossimi anni.
Per Cristiano, la situazione è differente: il suo United, è a venti punti di distacco dai cugini del Manchester City, ed è quarto in classifica infangato nella lotta per l'ultimo posto in Champions League con West Ham e Arsenal.
Il cambio di guida tecnica, con il passaggio dalla bandiera Ole Gunnar Solskjær al rivoluzionario e metodico tedesco Ralf Rangnik, ha peggiorato la situazione e creato una spaccatura nello spogliatoio.
Spogliatoio che si è diviso in due metà che vedono, come propri "maggiori esponenti" il recordman portoghese e mr 80mln Jerry McGuire.
Dall'arrivo di Tiago Pinto, a Roma, si è iniziato a parlare portoghese e, per forza di cose, si è andata a creare una corsia preferenziale che collega la squadra capitolina e il super agente Jorge Mendes.
L'ultimo affare è avvenuto proprio quest'inverno ed ha portato a vestire la maglia giallorossa, il centrocampista Sergio Oliveira.
In Inghilterra, l'ipotesi che Ronaldo, dopo il triennio alla Juventus, possa tornare in Serie A, prende sempre più piede e, i tifosi giallorossi sognano in grande.
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