Pallotta-Friedkin, un binomio simboleggiante una trattativa che rischia di trasformarsi in telenovela. Lo spiraglio che i due imprenditori americani potessero riuscire a trovare un accordo è sempre rimasto aperto, ma, stando alle indiscrezioni trapelate nella giornata di oggi, ora rischia di chiudersi in via definitiva.
Se l'attuale fantasia dovesse trasformarsi in realtà la posizione dell'attuale presidente della
Roma non sarebbe destinata a subire clamorosi stravolgimenti: le volontà di
James Pallotta, infatti, rimarrebbe quella di trovare un acquirente al più presto ed abbandonare per sempre un progetto rivelatosi fallimentare.
Nel frattempo, oltre ad essere alla costante ricerca di nuovi soci disponibili ad affiancarlo nella ricapitalizzazione, il bostoniano sarà costretto a versare 20 milioni nelle casse del club giallorosso per garantire la liquidità di cui la
Roma necessita.
Pallotta-Friedkin: empasse totale
La
Roma ed i propri vertici non stanno di certo passando un momento idilliaco. L'avvento del Covid-19 si è rivelato deleterio per le sorti della trattativa inerente alla cessione del club. L'attuale fase di stand-by sembra destinata a prolungarsi perlomeno fino al 30 giugno.
Allo scadere di questo termine sapremo quali saranno le reali intenzioni di
Dan Friedkin ed i suoi soci che, al momento, sembrano non essere convinti di investire nel calcio italiano, specie a Roma che, complice la situazione stadio, mostra un quadro della situazione assai enigmatico.
In caso il magnate di origine californiana decidesse di optare per un dietrofront le cifre che gli permetterebbero di acquistare il club capitolino si aggirerebbero intorno ai 450 milioni e non più sui 700 precedentemente pattuiti.