Secondo la maggioranza dei tifosi, non ci sarebbe dovuta essere un’altra possibilità. Poteva già bastare così
Invece in Israele contro il Maccabi Haifa, ci sarà una nuova sfida. Stavolta in Champions League.
In altri tempi, non lontani, questa sarebbe stata una partita abbastanza abbordabile, quasi scontata.
Adesso non è così. Per i bianconeri è già una finale, contro una squadra modesta. La squadra di Massimiliano Allegri però è in evidente difficoltà, tanto che fa paura persino questo avversario.
L’unico risultato possibile è la vittoria. Un pari o una sconfitta, equivarrebbe all’eliminazione prematura dal torneo.
Estromissione che significherebbe una grave perdita di somme ingenti di denaro. Un declassamento del brand, e tutte le altre conseguenze negative che ne deriverebbero.
La presidenza e la società, a questo punto avrebbero ancora la forza e l’incoscienza di mantenere sulla panchina il tecnico livornese?
I tifosi juventini, in questo momento si sentono un po’ come circa 12-13 anni fa, quando sulla panchina siedeva Del Neri.
Il fatto che altre grosse squadre del nostro calcio, siano abituare a vincere ogni decade, non giustifica un filotto di risultati di questo genere.
Monza, Salernitana e Sampdoria, hanno portato 2 punti, sui 9 disponibili e francamente conquistabili. Ben 7 punti in meno, che sommati, avrebbero posto la Juve al pari del Milan, in piena corsa scudetto; avendo fatto solo il suo dovere, niente di eccezionale.
Queste sarebbero le riflessioni da fare in seno alla società. Le altre questioni, invece, lasciano il tempo che trovano. Allegri, essendo il tecnico, è il primo responsabile dei risultati ottenuti.
I tifosi, che ricordiamo, sono la vera linfa vitale di ogni club, non hanno mai chiesto, risultati iperbolici. Ma, come detto appena sopra, essere in corsa per i primi posti, sarebbe stato semplice e doveroso.
La situazione in Champions è ugualmente difficile. Se è vero che a Torino “Vincere è l’unica cosa che conta”, questa partita è inevitabilmente l’ultima spiaggia di Allegri.
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