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Champions League

Monaco-Benfica, probabili formazioni e dove vederla

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Monaco-Benfica, match valido per i playoff di Champions League, mette di fronte i monegaschi (padroni di casa) e i lusitani.

Benfica secondo in classifica nella Liga Portugal, a -4 dallo Sporting Lisbona primo (nonostante la dolorosa rinuncia ad Amorim) e con la stessa distanza (+4) dal Porto (prossimo avversario della Roma nei playoff di Europa League) terzo. Monaco che arriva a questa partita con l’incombenza di dover difendere il posto Champions in Ligue 1, dopo che una crisi di risultati (e di infortuni) ha rallentato i monegaschi.

Qui Monaco

E’ lunga, come sempre ultimamente, la lista degli indisponibili per Hutter. Fuori Teze e l’ex-Torino Singo in difesa, che si aggiungono allo squalificato Mawissa. A centrocampo ancora out il titolarissimo Lamine Camara, mentre in attacco daranno di nuovo forfait Balogun ed Ilenikhena: lasciando l’adattato Embolo e il nuovo arrivato Biereth come uniche alternative per il ruolo di centravanti.

Dubbi anche in porta per il tecnico austriaco, con Majecki che è stato disastroso venerdì sul primo gol (la punizione di Vitinha) del PSG. Vediamo se Hutter confermerà la fiducia al polacco o se ci sarà un avvicendamento con Kohn fra i pali. In difesa l’unico cambio atteso è il ritorno da titolare di Salisu al posto dello squalificato Mawissa, con Kehrer, Vanderson e Caio Henrique a completare il quartetto difensivo.

Il brasiliano è insidiato da Ouattara e dal rientrante Diatta, ma è comunque in vantaggio. In mezzo, per ovviare all’assenza di Camara, ci sono due opzioni. L’inserimento di Magassa (che ha giocato bene contro il PSG, fornendo anche un assist) o l’arretramento di Golovin in mediana, per affiancare Zakaria. Sulle fasce attesa la conferma di Akliouche a destra, mentre è ballottaggio Minamino-Ben Seghir a sinistra.

Davanti in campionato Embolo e Biereth hanno giocato assieme, ma senza fare faville. Non è la prima volta che Hutter vara il doppio centravanti, ma considerata l’esiguità di risorse in panchina (con solo il classe 2005 Lucas Michal come alternativa di ruolo) si potrebbe tornare all’unica punta. L’ex-Sturm Graz è in stato di grazia ed è ovviamente favorito, con Minamino e Golovin che si giocano la palma di trequartista alle sue spalle.

Monaco-Benfica

Qui Benfica

Bruno Lage si prepara a viaggiare per il Principato di Monaco senza Alexander Bah e Manu Silva: dato che entrambi hanno finito anzitempo la propria stagione per un infortunio al crociato. Sono le assenze principali della squadra lusitana, con il solito Renato Sanches e il lungodegente Tiago Gouveia a completare l’infermeria. Nonostante ciò, il tecnico portoghese ha le idee chiare.

Fin qui in sostituzione del terzino danese è sempre stato adattato Tomas Araujo da laterale destro, con l’inserimento dell’ex-obiettivo di mercato di Juventus e Milan Antonio Silva al fianco di capitan Otamendi. A sinistra pronto Alvaro Carreras, mentre a centrocampo Florentino Luis dovrebbe rilevare l’altro infortunato Manu Silva e completare il terzetto nevralgico assieme ad Aursnes e Kokcu.

Davanti sicuri del posto Pavlidis (in forma smagliante) e l’eterno Di Maria, tenuto a riposo contro la Moreirense. Con loro a completare il tridente ci sarà uno fra Akturkoglu (favorito) e Schjelderup.

Monaco-Benfica, probabili formazioni

Monaco (4-2-3-1): Kohn; Caio Henrique, Salisu, Kehrer, Vanderson; Magassa, Zakaria; Ben Seghir, Golovin, Akliouche; Biereth.

Benfica (4-3-3): Trubin; Alvaro, Otamendi, A.Silva, T.Araujo; Aursnes, Florentino, Kokcu; Akturkoglu, Pavlidis, Di Maria.

Monaco-Benfica, dove vederla

Monaco-Benfica, in diretta dalle 21:00 di Mercoledì 12 Febbraio allo Stade Louis-II, sarà visibile in diretta sul canale Sky Sport 253 e in streaming su NOW TV/Sky GO.

Champions League

Ranking UEFA, serve di più dalle italiane per ottenere il 5° posto in Champions League

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UEFA

Italia in corsa per il quinto posto in Champions League secondo il ranking UEFA, confermando la sua posizione tra le prime cinque.

Implicazioni per la Serie A

L’Italia mantiene saldamente il quinto posto nel ranking UEFA, una posizione cruciale che al momento non garantirebbe un ulteriore posto per le squadre italiane nella prestigiosa Champions League. Questo risultato è fondamentale per il calcio italiano, che continua a dimostrare competitività e qualità nei tornei europei.

Confermarsi tra le prime nazioni nel ranking UEFA non è solo una questione di prestigio, ma ha anche implicazioni dirette sulla partecipazione delle squadre italiane nelle competizioni europee.

Un altro posto in Champions League significherebbe maggiori opportunità per i club di Serie A di mostrare il loro valore sul palcoscenico europeo, portando benefici economici e sportivi. L’attenzione resta alta mentre le squadre italiane continuano a lottare per punti preziosi nelle competizioni attuali.

Dopo questa giornata delle coppe europee è ovviamente cambiata la classifica del ranking UEFA: Con la vittoria della Roma e della Juventus, i pareggi di Napoli e Bologna e le sconfitte di Inter e Atalanta.

La classifica del Ranking Uefa

 1) Inghilterra 16.847 punti (9 squadre su 9 in corsa); 2) Germania 14.035 (7 su 7); 3) Polonia 13.625 (3 su 4); 4) Spagna 13.312 (8 su 8); 5) Italia 13.071 (7 su 7); 6) Portogallo 13.050 (4 su 5); 7) Francia 12.071 (7 su 7); 8) Cipro 11.406 (3 su 4); 9) Grecia 10.650 (4 su 5); 10) Danimarca 10.500 (2 su 4).

Ranking UEFA

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Fonte: l’account X di Gianluca Di Marzio

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Champions League

Juventus, tre punti con qualche sbavatura: chi ai playoff?

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Juventus-Napoli

La Juventus riesce a superare il Benfica di Mourinho, seppur non in maniera perfetta, e si assicura uno spot ai playoff di Champions League. 

Il successo bianconero porta le firme di Thuram McKennie ma a tratti la difesa ha rischiato di capitolare. Nonostante ciò il percorso continuerà e i possibili avversari sono già noti.

Juventus, il momento è d’oro e domenica arriva il Napoli

Spalletti non sbaglia una delle ultime chance per proseguire il cammino in Champions League, imponendosi contro i portoghesi e raggiungendo quota 12 punti alla pari dell’Inter e un punto sotto l’Atalanta. La vittoria di ieri rappresenta l’ennesimo passo avanti dei bianconeri da quando è arrivato il tecnico toscano in panchina.

Il rullino nella massima competizione europea racconta di 3 vittorie (consecutive) e 1 pareggio, che hanno permesso alla Juve di recuperare parte del terreno perso sotto la gestione Tudor. Sia in Serie A che in Champions infatti, dall’avvento dell’ex Napoli, la musica è cambiata radicalmente rilanciando anche le ambizioni del club.

Tuttavia, seppur il risultato racconti diversamente, per certi tratti i bianconeri hanno calato i ritmi regalando spazi e occasioni al Benfica. Errori individuali e disattenzioni in fase di impostazione hanno rischiato di compromettere un match delicato e decisivo per il proseguo della stagione. Inoltre, il calcio di rigore di Pavlidis, terminato quasi in rimessa laterale, poteva significare la perdita di punti (2 o addirittura 3).

Dal punto di vista offensivo però Yildiz e compagni sono stati efficaci, sfruttando le occasioni al momento giusto e andando in gol con due centrocampisti. Questa posizione di classifica ora mette la Juve nelle possibilità di affrontare Galatasaray o Qarabag ai playoff e una tra Arsenal Bayern Monaco agli ottavi di finale.

Ora la testa è sì alla prossima giornata in casa del Monaco in programma mercoledì 28 gennaio, ma soprattutto allo scontro diretto contro il Napoli di domenica all’Allianz Stadium. Un’occasione per vendicare la sconfitta dell’andata e ridurre sensibilmente il gap che li separa proprio dagli azzurri. La settimana di fuoco è appena iniziata ma Spalletti intende domarla cavalcando l’onda di entusiasmo creata in questi mesi.

juventus

LUCIANO SPALLETTI GUARDA AVANTI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

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Champions League

Arsenal, la notte di San Siro è una dichiarazione d’intenti europei

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Arsenal

A San Siro l’Arsenal impressiona per qualità, fluidità e organizzazione: la squadra di Arteta interpreta il calcio moderno con personalità e manda un segnale forte all’Europa

L’Arsenal visto ieri in Champions League ha dimostrato di essere, a tutti gli effetti, una squadra vera. In un panorama calcistico come quello attuale, lontano dalle grandi corazzate del recente passato – dal Barcellona della MSN al Real Madrid di Ronaldo, Bale e Benzema – le partite appaiono più equilibrate e meno scontate. Eppure, a San Siro, contro l’Inter vicecampione d’Europa, i Gunners hanno dato una lezione di calcio moderno.

La squadra di Mikel Arteta non si limita a giocare bene: interpreta il calcio contemporaneo in maniera quasi didattica. Nulla è casuale, nulla è ripetitivo. Le giocate non sono mai fini a sé stesse, ma cambiano forma e ritmo in base allo spazio, al momento e all’avversario. Rapidità di pensiero, occupazione intelligente del campo e una fluidità che ricorda quella di una playstation, ma applicata su un campo reale e contro un avversario di altissimo livello.

I numeri rafforzano le sensazioni. L’Arsenal ha incassato appena due gol nella competizione europea e continua a colpire con impressionante regolarità sui calci piazzati: sono 19 le reti realizzate su calcio d’angolo, un dato che va ben oltre la statistica se si considera che, mediamente, una squadra segna su corner una volta ogni dieci partite. Qui non è casualità, ma studio, lavoro e innovazione costante.

L’Arsenal di Arteta non è solo una squadra organizzata: è un progetto maturo, consapevole e in continua evoluzione. In un calcio che cerca nuovi riferimenti dopo l’era delle super-squadre, i londinesi si candidano seriamente a diventare un modello. E la notte di San Siro, più che una vittoria, è sembrata una dichiarazione d’intenti.

Arsenal

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