A Castel Volturno è tempo di rifinitura e concentrazione. A Napoli è in arrivo il Barcellona, un'avversaria che, seppur meno pericolosa rispetto a qualche anno fa, non va mai sottovalutata. Ancor più se consideriamo che anche il Napoli è una lontana parente della corazzata che ha dominato in Serie A la scorsa stagione.
L'allenamento della vigilia
Il primo lavoro sul campo di Francesco Calzona è stato all'insegna del ritmo e dell'intensità. Qualità fortemente richieste dal nuovo mister alla sua squadra. Come previsto, il tecnico ha provato il 4-3-3, modulo più congeniale alla sua idea di calcio. E ci sono anche buone notizie per ciò che riguarda i singoli.
Cyril Ngonge
Ngonge si è unito al gruppo
Il belga, reduce da un acciacco, ha svolto parte dell'allenamento lontano dai compagni, per poi aggregarsi e continuare con la squadra. Pare proprio che ora sia a disposizione per il Barcellona. Si sono allenati anche Demme e Zielinski, non in lista Uefa. In campo c'era anche il preparatore atletico Sinatti, gradito ritorno a Castel Volturno, nello staff di Calzona.
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Yaya Touré si presenta nella sala stampa dello Stadio Olimpico alla vigilia di Roma-Slovan Bratislava con le idee estremamente chiare. Il tecnico africano ha analizzato l'imminente e delicata contesa europea contro i giallorossi, esaltando il percorso e le qualità di Gian Piero Gasperini e ribadendo la ferma intenzione della sua squadra di giocarsi le proprie carte a viso aperto, senza alcun timore riverenziale nonostante la forza dei capitolini.
All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.