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Champions League

Paris Saint Germain: il ritorno di Calciopoli

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Incredibile ciò che è successo in Champions League nel match tra Paris Saint Germain e Real Madrid.

Un intervallo particolare a Parigi, con Al Khelaifi e Leonardo, che si presentano nello spogliatoio di Orsato.

paris saint germain

Durante l’intervallo tra il primo ed il secondo tempo, con le due squadre ancora sullo 0-0, i dirigenti del PSG sono andati a “dialogare” con il Direttore di gara. Lamentavano una direzione di gara sbagliata specie per due episodi in particolare, poco graditi ai parigini.

Paris Saint Germain: lo Sceicco nello spogliatoio dell’arbitro come durante Calciopoli. Non solo stipendi faraonici e ingaggi mostruosi in barba al fair play finanziario, ma anche dirigenti nello spogliatoio degli arbitri, questo PSG parla italiano.

Era dai tempi di Calciopoli che non si assisteva ad un caso del genere.

Radio Marca per prima ha riportato la notizia di questa irregolarità avvenuta durante il match, raccontando l’atteggiamento dei vertici del club parigino  nei confronti dell’arbitro italiano Daniele Orsato e dei suoi collaboratori. “Il presidente, Al Khelaifi e Leonardo, sarebbero andati dalla terna arbitrale  per fare pressione sulla direzione di gara italiana alla fine del primo tempo, scena vista anche da alcuni rappresentati della Uefa  che erano sul posto”.

Secondo la ricostruzione dei fatti il Psg contestava ad Orsato una condotta troppo permissiva ed indulgente nei confronti degli spagnoli, con due episodi principali che non sono piaciuti: la mancata espulsione di Casemiro che da ammonito per un fallo su Paredes, prende l’avversario per il collo e gli dà uno spintone; e l’ammonizione data a Verratti per fallo sullo stesso Casemiro.

La gara, che ricordiamo è stata corretta, nonostante gli animi si siano infuocati nella ripresa, non ha  messo in grosse difficoltà la terna arbitrale italiana. Giusto il rigore assegnato ai padroni di casa per un  atterramento di Mbappé, ma secondo i dirigenti del PSG, ce n’era ancora un altro per il  contatto tra Militão e Verratti in area, che non viene ritenuto falloso da Orsato e al Var Irrati non interviene.

Il Paris Saint-Germain comunque esce vincitore dal parco dei principi, grazie ad un grande gol di Mbappé. Vittoria arrivata con una prodezza in pieno recupero al 94° dopo la disperazione per il calcio di rigore tirato malissimo da Messi e parato dall’ottimo Courtois, che aveva a più riprese salvato la propria porta.

C’è voluto il colpo del fuoriclasse per scardinare la difesa del Real che stavano per portare a casa un ottimo pari dopo una prestazione un po’ scialba, complice anche la qualità dei giocatori avversari. Il Real infatti non è riuscito a fare nemmeno un tiro nello specchio della porta in 94 minuti. Purtroppo però della serata al Parco dei Principi con la vittoria dei parigini,  un gesto antisportivo e da condannare si è preso la scena ed ha messo in ombra la bella prestazione dei francesi.

Cosa sarebbe potuto accadere se il risultato fosse stato un altro (non gradito al PSG), e quali reazioni sarebbero scaturite?

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Champions League

Ranking UEFA, serve di più dalle italiane per ottenere il 5° posto in Champions League

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UEFA

Italia in corsa per il quinto posto in Champions League secondo il ranking UEFA, confermando la sua posizione tra le prime cinque.

Implicazioni per la Serie A

L’Italia mantiene saldamente il quinto posto nel ranking UEFA, una posizione cruciale che al momento non garantirebbe un ulteriore posto per le squadre italiane nella prestigiosa Champions League. Questo risultato è fondamentale per il calcio italiano, che continua a dimostrare competitività e qualità nei tornei europei.

Confermarsi tra le prime nazioni nel ranking UEFA non è solo una questione di prestigio, ma ha anche implicazioni dirette sulla partecipazione delle squadre italiane nelle competizioni europee.

Un altro posto in Champions League significherebbe maggiori opportunità per i club di Serie A di mostrare il loro valore sul palcoscenico europeo, portando benefici economici e sportivi. L’attenzione resta alta mentre le squadre italiane continuano a lottare per punti preziosi nelle competizioni attuali.

Dopo questa giornata delle coppe europee è ovviamente cambiata la classifica del ranking UEFA: Con la vittoria della Roma e della Juventus, i pareggi di Napoli e Bologna e le sconfitte di Inter e Atalanta.

La classifica del Ranking Uefa

 1) Inghilterra 16.847 punti (9 squadre su 9 in corsa); 2) Germania 14.035 (7 su 7); 3) Polonia 13.625 (3 su 4); 4) Spagna 13.312 (8 su 8); 5) Italia 13.071 (7 su 7); 6) Portogallo 13.050 (4 su 5); 7) Francia 12.071 (7 su 7); 8) Cipro 11.406 (3 su 4); 9) Grecia 10.650 (4 su 5); 10) Danimarca 10.500 (2 su 4).

Ranking UEFA

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Fonte: l’account X di Gianluca Di Marzio

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Champions League

Juventus, tre punti con qualche sbavatura: chi ai playoff?

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Juventus-Napoli

La Juventus riesce a superare il Benfica di Mourinho, seppur non in maniera perfetta, e si assicura uno spot ai playoff di Champions League. 

Il successo bianconero porta le firme di Thuram McKennie ma a tratti la difesa ha rischiato di capitolare. Nonostante ciò il percorso continuerà e i possibili avversari sono già noti.

Juventus, il momento è d’oro e domenica arriva il Napoli

Spalletti non sbaglia una delle ultime chance per proseguire il cammino in Champions League, imponendosi contro i portoghesi e raggiungendo quota 12 punti alla pari dell’Inter e un punto sotto l’Atalanta. La vittoria di ieri rappresenta l’ennesimo passo avanti dei bianconeri da quando è arrivato il tecnico toscano in panchina.

Il rullino nella massima competizione europea racconta di 3 vittorie (consecutive) e 1 pareggio, che hanno permesso alla Juve di recuperare parte del terreno perso sotto la gestione Tudor. Sia in Serie A che in Champions infatti, dall’avvento dell’ex Napoli, la musica è cambiata radicalmente rilanciando anche le ambizioni del club.

Tuttavia, seppur il risultato racconti diversamente, per certi tratti i bianconeri hanno calato i ritmi regalando spazi e occasioni al Benfica. Errori individuali e disattenzioni in fase di impostazione hanno rischiato di compromettere un match delicato e decisivo per il proseguo della stagione. Inoltre, il calcio di rigore di Pavlidis, terminato quasi in rimessa laterale, poteva significare la perdita di punti (2 o addirittura 3).

Dal punto di vista offensivo però Yildiz e compagni sono stati efficaci, sfruttando le occasioni al momento giusto e andando in gol con due centrocampisti. Questa posizione di classifica ora mette la Juve nelle possibilità di affrontare Galatasaray o Qarabag ai playoff e una tra Arsenal Bayern Monaco agli ottavi di finale.

Ora la testa è sì alla prossima giornata in casa del Monaco in programma mercoledì 28 gennaio, ma soprattutto allo scontro diretto contro il Napoli di domenica all’Allianz Stadium. Un’occasione per vendicare la sconfitta dell’andata e ridurre sensibilmente il gap che li separa proprio dagli azzurri. La settimana di fuoco è appena iniziata ma Spalletti intende domarla cavalcando l’onda di entusiasmo creata in questi mesi.

juventus

LUCIANO SPALLETTI GUARDA AVANTI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

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Champions League

Arsenal, la notte di San Siro è una dichiarazione d’intenti europei

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Arsenal

A San Siro l’Arsenal impressiona per qualità, fluidità e organizzazione: la squadra di Arteta interpreta il calcio moderno con personalità e manda un segnale forte all’Europa

L’Arsenal visto ieri in Champions League ha dimostrato di essere, a tutti gli effetti, una squadra vera. In un panorama calcistico come quello attuale, lontano dalle grandi corazzate del recente passato – dal Barcellona della MSN al Real Madrid di Ronaldo, Bale e Benzema – le partite appaiono più equilibrate e meno scontate. Eppure, a San Siro, contro l’Inter vicecampione d’Europa, i Gunners hanno dato una lezione di calcio moderno.

La squadra di Mikel Arteta non si limita a giocare bene: interpreta il calcio contemporaneo in maniera quasi didattica. Nulla è casuale, nulla è ripetitivo. Le giocate non sono mai fini a sé stesse, ma cambiano forma e ritmo in base allo spazio, al momento e all’avversario. Rapidità di pensiero, occupazione intelligente del campo e una fluidità che ricorda quella di una playstation, ma applicata su un campo reale e contro un avversario di altissimo livello.

I numeri rafforzano le sensazioni. L’Arsenal ha incassato appena due gol nella competizione europea e continua a colpire con impressionante regolarità sui calci piazzati: sono 19 le reti realizzate su calcio d’angolo, un dato che va ben oltre la statistica se si considera che, mediamente, una squadra segna su corner una volta ogni dieci partite. Qui non è casualità, ma studio, lavoro e innovazione costante.

L’Arsenal di Arteta non è solo una squadra organizzata: è un progetto maturo, consapevole e in continua evoluzione. In un calcio che cerca nuovi riferimenti dopo l’era delle super-squadre, i londinesi si candidano seriamente a diventare un modello. E la notte di San Siro, più che una vittoria, è sembrata una dichiarazione d’intenti.

Arsenal

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