Arne Slot Head Coach of Liverpool ahead of the Premier League match Liverpool vs Bournemouth at Anfield, Liverpool, United Kingdom, 21st September 2024 (Photo by Cody Froggatt/News Images)
PSG-Liverpool ha sollevato una domanda che molti giornalisti e addetti ai lavori si pongono: conta davvero più vincere giocando bene o giocando male?
In realtà, la domanda stessa è sbagliata, perché il calcio è ben diverso da come lo raccontiamo noi cronisti, pieni di epiteti e parole che arricchiscono il racconto. È la professione che impone una certa narrazione. Ma se il punto di vista non è più quello del foglio o del PC, quando il campo è il vero scenario, l’unica cosa che conta è il risultato – in questo caso (PSG-Liverpool), il passaggio del turno di Champions League.
Il PSG, con i suoi 27 tiri in porta contro i soli 2 del Liverpool, avrebbe probabilmente meritato di vincere. Ma il risultato dice 0-1 per i Reds, che hanno sopportato l’assalto dei parigini per quasi 85 minuti, con Barcola, Kvaratskhelia, e Dembélé a bombardare la porta di Alisson, che è stato eletto MVP per aver salvato il risultato in numerose occasioni. Le parole di Slot a fine partita riassumono perfettamente ciò che è il calcio, forse davvero “inventato dal diavolo”; un’affermazione che, pur in tono metaforico, calza perfettamente alla partita di ieri sera a Parigi.
Arne Slot, in conferenza stampa post-partita, ha ammesso: “Penso che se avessimo pareggiato qui, saremmo già stati fortunati, questo è chiaro per tutti. Oggi sono stati una squadra migliore, soprattutto nel primo tempo, hanno avuto molte occasioni aperte: tre o quattro grandi occasioni. Nel secondo tempo, erano ancora la squadra migliore, avevano ancora molti tiri in porta, ma provenivano principalmente da fuori area. Ma sapevo prima della partita, e l’ho visto anche oggi, quanta qualità hanno questa squadra e questi singoli giocatori”. Eppure, il caro Slot ammette che abbiamo assistito a qualcosa di unico in PSG-Liverppol: una resilienza straordinaria da parte dei Reds, che hanno saputo sferrare il colpo del KO nel momento di massima vulnerabilità, all’86esimo, con i due subentrati Nunez ed Elliott, quest’ultimo autore del gol decisivo.
Signore e signori, è il calcio, lo sport più strano e bello del mondo, dove non esiste morale, a meno che non siamo noi a inventarla e promuoverla per altri interessi.
Aggiornato al 06/03/2025 12:48
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