Champions League
Real Madrid-Salisburgo: probabili formazioni e dove vederla
Real Madrid-Salisburgo è uno dei match validi per la 7° giornata di Champions League, ed è in programma domani alle 21:00.
Il Real Madrid arriva alla sfida con il Salisburgo con il morale in leggero rialzo, grazie alla cruciale vittoria ottenuta contro l’Atalanta, che ha permesso alla squadra di rimanere nella zona playoff. Con 9 punti raccolti in 6 partite, i Blancos si trovano attualmente appena sopra la linea di qualificazione, ma non possono permettersi passi falsi. Le prime posizioni della classifica, ormai difficilmente raggiungibili, rendono ancora più importante la gestione delle prossime partite per evitare complicazioni.
Carlo Ancelotti ha attraversato un periodo difficile, segnato dalla pesante sconfitta in Supercoppa contro gli storici rivali del Barcellona. Tuttavia, le recenti vittorie contro il Celta Vigo in Coppa del Re e contro il Las Palmas in Liga hanno riportato serenità nell’ambiente madridista. Nonostante questi successi, la Champions League rimane la priorità assoluta per il Real, deciso a riscattare la deludente sconfitta casalinga contro il Milan (3-1).
La sfida contro il Salisburgo rappresenta un’opportunità fondamentale per consolidare la qualificazione ai playoff, soprattutto in una stagione che segna l’addio annunciato di Ancelotti alla panchina del club. Il tecnico italiano, alla sua ultima avventura con i Blancos, è determinato a chiudere nel miglior modo possibile, regalando un’ulteriore gioia ai tifosi madridisti.
La situazione del Salisburgo in Champions League è estremamente critica. Ultimi in classifica con soli 3 punti, gli austriaci devono necessariamente vincere le prossime due partite contro il Real Madrid e l’Atletico Madrid per sperare di mantenere vive le proprie chance di qualificazione. Tuttavia, anche con due vittorie, la qualificazione potrebbe non essere sufficiente, lasciando la squadra in balia dei risultati degli altri match del girone.
L’arrivo di Thomas Letsch in panchina, subentrato a Pep Lijnders dopo il recente esonero, non sembra aver ribaltato una situazione che appare ormai compromessa. L’assenza di partite ufficiali dal 14 dicembre, giorno della vittoria contro il Klagenfurt in campionato, rappresenta un ulteriore ostacolo per il Salisburgo, che si trova costretto a dover ritrovare ritmo e concentrazione contro avversari di altissimo livello.
La sfida con il Real Madrid assume i contorni di una vera e propria missione impossibile, ma il Salisburgo sa di non avere più nulla da perdere e di dover puntare tutto sull’orgoglio per tenere vivo il sogno europeo, anche solo per un’altra partita.
Qui Real Madrid
Per la sfida di domani Ancelotti schiererà il modulo 4-3-3. In porta ci sarà Courtois, mentre la linea a 4 di difesa sarà composta da Valverde, Asencio, Rudiger e Mendy. In mediana partiranno titolari Modric, Ceballos e Bellingham. L’attacco vedrà dall’inizio i soliti Rodrygo e Vinicius Jr sulle fasce, al centro ci sarà Mbappé.

Qui Salisburgo
Il mister Letsch risponderà con lo stesso modulo. I pali saranno difesi da Schlager e avanti a lui agirà la difesa a 4 composta da Capaldo, Dedic, Piatkowski e Terzic. A centrocampo ci saranno Clark, Gourna-Douath e Diambou. L’attacco a 3 vedrà titolari Daghim, Konatè e Gloutkh.
Probabili formazioni Real Madrid-Salisburgo
Real Madrid (4-3-3) Courtois; Valverde, Asencio, Rudiger, Mendy; Modric, Ceballos, Bellingham; Rodrygo, Mbappé, Vinicius Jr. All. Ancelotti
Salisburgo (4-3-3) Schlager; Capaldo, Dedic, Piatkowski, Terzic; Clark, Gourna-Douath, Diambou; Daghim, Konatè, Gloutkh. All. Letsch
Dove vedere Real Madrid-Salisburgo
Il match Real Madrid-Salisburgo, in programma domani, mercoledì 22 gennaio alle ore 21, sarà visibile su Sky Sport. In streaming la gara di Champions League sarà visibile su SkyGo e NOW.
Champions League
Ranking UEFA, serve di più dalle italiane per ottenere il 5° posto in Champions League
Italia in corsa per il quinto posto in Champions League secondo il ranking UEFA, confermando la sua posizione tra le prime cinque.
Implicazioni per la Serie A
L’Italia mantiene saldamente il quinto posto nel ranking UEFA, una posizione cruciale che al momento non garantirebbe un ulteriore posto per le squadre italiane nella prestigiosa Champions League. Questo risultato è fondamentale per il calcio italiano, che continua a dimostrare competitività e qualità nei tornei europei.
Confermarsi tra le prime nazioni nel ranking UEFA non è solo una questione di prestigio, ma ha anche implicazioni dirette sulla partecipazione delle squadre italiane nelle competizioni europee.
Un altro posto in Champions League significherebbe maggiori opportunità per i club di Serie A di mostrare il loro valore sul palcoscenico europeo, portando benefici economici e sportivi. L’attenzione resta alta mentre le squadre italiane continuano a lottare per punti preziosi nelle competizioni attuali.
Dopo questa giornata delle coppe europee è ovviamente cambiata la classifica del ranking UEFA: Con la vittoria della Roma e della Juventus, i pareggi di Napoli e Bologna e le sconfitte di Inter e Atalanta.
La classifica del Ranking Uefa
1) Inghilterra 16.847 punti (9 squadre su 9 in corsa); 2) Germania 14.035 (7 su 7); 3) Polonia 13.625 (3 su 4); 4) Spagna 13.312 (8 su 8); 5) Italia 13.071 (7 su 7); 6) Portogallo 13.050 (4 su 5); 7) Francia 12.071 (7 su 7); 8) Cipro 11.406 (3 su 4); 9) Grecia 10.650 (4 su 5); 10) Danimarca 10.500 (2 su 4).

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Fonte: l’account X di Gianluca Di Marzio
Ranking UEFA, corsa al quinto posto in Champions League: Italia ancora 5ª gianlucadimarzio.com/ranking…
— Gianluca Di Marzio (@DiMarzio) Jan 23, 2026
Champions League
Juventus, tre punti con qualche sbavatura: chi ai playoff?
La Juventus riesce a superare il Benfica di Mourinho, seppur non in maniera perfetta, e si assicura uno spot ai playoff di Champions League.
Il successo bianconero porta le firme di Thuram e McKennie ma a tratti la difesa ha rischiato di capitolare. Nonostante ciò il percorso continuerà e i possibili avversari sono già noti.
Juventus, il momento è d’oro e domenica arriva il Napoli
Spalletti non sbaglia una delle ultime chance per proseguire il cammino in Champions League, imponendosi contro i portoghesi e raggiungendo quota 12 punti alla pari dell’Inter e un punto sotto l’Atalanta. La vittoria di ieri rappresenta l’ennesimo passo avanti dei bianconeri da quando è arrivato il tecnico toscano in panchina.
Il rullino nella massima competizione europea racconta di 3 vittorie (consecutive) e 1 pareggio, che hanno permesso alla Juve di recuperare parte del terreno perso sotto la gestione Tudor. Sia in Serie A che in Champions infatti, dall’avvento dell’ex Napoli, la musica è cambiata radicalmente rilanciando anche le ambizioni del club.
Tuttavia, seppur il risultato racconti diversamente, per certi tratti i bianconeri hanno calato i ritmi regalando spazi e occasioni al Benfica. Errori individuali e disattenzioni in fase di impostazione hanno rischiato di compromettere un match delicato e decisivo per il proseguo della stagione. Inoltre, il calcio di rigore di Pavlidis, terminato quasi in rimessa laterale, poteva significare la perdita di punti (2 o addirittura 3).
Dal punto di vista offensivo però Yildiz e compagni sono stati efficaci, sfruttando le occasioni al momento giusto e andando in gol con due centrocampisti. Questa posizione di classifica ora mette la Juve nelle possibilità di affrontare Galatasaray o Qarabag ai playoff e una tra Arsenal e Bayern Monaco agli ottavi di finale.
Ora la testa è sì alla prossima giornata in casa del Monaco in programma mercoledì 28 gennaio, ma soprattutto allo scontro diretto contro il Napoli di domenica all’Allianz Stadium. Un’occasione per vendicare la sconfitta dell’andata e ridurre sensibilmente il gap che li separa proprio dagli azzurri. La settimana di fuoco è appena iniziata ma Spalletti intende domarla cavalcando l’onda di entusiasmo creata in questi mesi.

LUCIANO SPALLETTI GUARDA AVANTI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Champions League
Arsenal, la notte di San Siro è una dichiarazione d’intenti europei
A San Siro l’Arsenal impressiona per qualità, fluidità e organizzazione: la squadra di Arteta interpreta il calcio moderno con personalità e manda un segnale forte all’Europa
L’Arsenal visto ieri in Champions League ha dimostrato di essere, a tutti gli effetti, una squadra vera. In un panorama calcistico come quello attuale, lontano dalle grandi corazzate del recente passato – dal Barcellona della MSN al Real Madrid di Ronaldo, Bale e Benzema – le partite appaiono più equilibrate e meno scontate. Eppure, a San Siro, contro l’Inter vicecampione d’Europa, i Gunners hanno dato una lezione di calcio moderno.
La squadra di Mikel Arteta non si limita a giocare bene: interpreta il calcio contemporaneo in maniera quasi didattica. Nulla è casuale, nulla è ripetitivo. Le giocate non sono mai fini a sé stesse, ma cambiano forma e ritmo in base allo spazio, al momento e all’avversario. Rapidità di pensiero, occupazione intelligente del campo e una fluidità che ricorda quella di una playstation, ma applicata su un campo reale e contro un avversario di altissimo livello.
I numeri rafforzano le sensazioni. L’Arsenal ha incassato appena due gol nella competizione europea e continua a colpire con impressionante regolarità sui calci piazzati: sono 19 le reti realizzate su calcio d’angolo, un dato che va ben oltre la statistica se si considera che, mediamente, una squadra segna su corner una volta ogni dieci partite. Qui non è casualità, ma studio, lavoro e innovazione costante.
L’Arsenal di Arteta non è solo una squadra organizzata: è un progetto maturo, consapevole e in continua evoluzione. In un calcio che cerca nuovi riferimenti dopo l’era delle super-squadre, i londinesi si candidano seriamente a diventare un modello. E la notte di San Siro, più che una vittoria, è sembrata una dichiarazione d’intenti.

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