Nazionale, Spalletti: "Il fallimento è mio. Dobbiamo ripartire dai giovani."

DiMichele Capolupo·Pubblicato
Nazionale, Spalletti: "Il fallimento è mio. Dobbiamo ripartire dai giovani."
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Le parole del CT della Nazionale italiana Spalletti in conferenza stampa dopo la clamorosa eliminazione agli Europei di ieri contro la Svizzera. La Nazionale azzurra torna a casa. L'eliminazione subita dalla Svizzera nella giornata di ieri agli ottavi di finale ha sancito uno degli Europei più deludenti della storia dell'Italia. Proprio di questo fallimento ha parlato, assieme al presidente della FIGC Gravina, il CT Luciano Spalletti. Queste le sue parole.

Il fallimento agli Europei è una mia responsabilità

"Voglio ringraziare tutti per la vicinanza percepita in questi Europei, dai tifosi italiani allo staff tecnico, passando per la squadra. La responsabilità di questo fallimento è solo e soltanto mia." E' stato ferito dalle critiche? "Non mi piace questo giochino di guardarmi indietro, ma forse qualche cosa ho sbagliato. Forse ho voluto ringiovanire troppo la squadra. Ma siccome rimango qui continuerò su questo percorso." In questi 10 mesi abbiamo visto il miglior Spalletti? "Ovviamente la risposta è no, sennò sarei qui a fare dei discorsi diversi. Mi è stato attribuito di aver alzato troppo i toni. Io nella mia vita ho sempre seguito degli esempi. Il mio impegno sarà totale anche in futuro, con delle conoscenze in più. Sono arrivato qui in Nazionale e c'era subito un'urgenza di risultati. Non siamo riusciti a crescere in questo breve percorso, e ieri abbiamo fatto un passo indietro inaccettabile. Dobbiamo però ripartire da lì, e io so che cosa fare." Come pensa di cambiare? "La partita di ieri ci ributta a zero, e da lì dobbiamo ripartire. Tenterò di ringiovanire ulteriormente la rosa in futuro. Dobbiamo ripartire dal basso per cercare di trovare forze nuove dai giovani." Come si può sopperire alla mancanza di leadership come quella vista ieri? "E' chiaro che calciatori del livello di Chiellini e Bonucci è difficile poterli ritrovare, ma dando spazio a calciatori come Calafiori possiamo trovare dei leader importanti dentro il campo. Noi dobbiamo fare questo percorso qui, credendo che ci siano delle potenzialità che passano attraverso il gioco e non attraverso le parole." E' stata la notte più complicata della sua carriera? "No, la mia vita è complicata. A volte anche le vittorie diventano complicate da gestire. Un bel gesto? La telefonata di Matilde che mi dice che mi vuole bene: quella supera tutto." Il confronto con la squadra? "Ci siamo qualificati meritatamente agli Europei, ma non senza difficoltà. Fino alla qualificazione c'era stata una reazione. Ieri ci fa rimanere male, si diventa responsabili in maniera importante. Ho sempre avuto confronto giornaliero con la squadra, e non mi è sembrato di percepire particolari criticità,  ma non se vi riferite a qualcosa di particolare. Ho cercato di fare il mio lavoro al 100% senza cercare di far passare niente. Ci sono già passato. La maglia dell'Italia è il massimo a cui poter aspirare." La delusione di ieri? "Contro la Spagna c'era stata una reazione nell'ultimo quarto d'ora, ma nella partita di ieri l'ho vista molto di meno. Abbiamo fatto troppo poco, anche io devo fare qualcosa di diverso."
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Michele Capolupo
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Redattore sportivo specializzato nel mondo del calcio. Si occupa principalmente di Serie A, attualità e calcio internazionale.

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