Il Manchester City conclude la stagione tra infortuni, basso rendimento e rivoluzione in corso. Per Guardiola è l’inizio di un nuovo ciclo o la fine di un’era.
Milano, Italy. 06th November 2019. Uefa Champions League . Atalanta Calcio vs Manchester City Fc. Josep Guardiola, head coach of Manchester City Fc,
Il Manchester City non è più quello che faceva tremare l’Europa. O meglio, non così tanto. L’annata appena conclusa ha segnato un prima e un dopo. Il club è uscito dalla Champions con largo anticipo, fuori dalla Premier League in corsa. E, per non farsi mancare niente, adesso anche fuori dal Mondiale per Club, eliminato ai supplementari dall’Al-Hilal di Simone Inzaghi con un incredibile 4-3. Un epilogo amarissimo che sancisce la crisi profonda di una squadra che, fino a poco tempo fa, sembrava non avere punti deboli.
Il 2023, con il Treble (per noi il Triplete) entrato nella storia del club e del calcio inglese, sembra lontano anni luce. Guardiola si è ritrovato a gestire un gruppo svuotato, falcidiato dagli infortuni. Su tutti quello di Rodri, assenza chiave per il crollo dell’equilibrio tattico. E forse anche appesantito da un ciclo vincente che ora presenta il conto. L’aria nello spogliatoio non è più la stessa. Sembra che qualcosa si sia rotto, o quantomeno incrinato.
L’ESULTANZA RABBIOSA DI SIMONE INZAGHI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
A gennaio, la svolta. Il club ha investito pesantemente su profili giovani, inediti per la filosofia City degli ultimi anni: Marmoush, Nico Gonzalez, Khusanov, Vitor Reis, Bah. A questi si aggiungono ora Cherki, Aït-Nouri e Reijnders. Nomi che parlano una lingua nuova, fatta di talento grezzo e fame. Ma anche di scommesse. Guardiola sta ricostruendo, ridisegnando le fondamenta. Ma lo fa rinunciando a quella colonna vertebrale che aveva trasformato il City in una macchina perfetta. Come si dice? Non lasciare la strada vecchia, per una nuova?
L’impressione è, però, che si sta chiudendo un ciclo. E forse se ne sta aprendo un altro. Il problema è che, nel frattempo, il Manchester City ha perso quella sensazione d’onnipotenza che lo aveva reso intoccabile. Ora gli avversari lo guardano senza paura. E Guardiola, più che mai, è chiamato a un atto di fede. Il tecnico dovrà rigenerare un’identità vincente partendo quasi da zero. Non è mai stato così difficile.
Aggiornato al 01/07/2025 12:32
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