Mondiale per Club, trofeo
Mondiale per Club, i sudamericani brillano europei arrancano il nuovo format a 32 squadre regala sorprese e polemiche. Ma restano ombre su pubblico, orari e clima.
Si è conclusa la fase a gironi della prima, storica edizione del Mondiale per Club, e i primi verdetti sono già eloquenti. A dominare la scena, almeno in termini di entusiasmo e prestazioni, sono state le squadre brasiliane, vere protagoniste di un torneo che fatica ancora a trovare una sua identità sul piano logistico e del coinvolgimento del pubblico.
Il Brasile calcistico può sorridere dal momento che tutte e quattro le squadre qualificate – Palmeiras, Botafogo, Flamengo e Fluminense – hanno conquistato con pieno merito l’accesso agli ottavi di finale. A colpire non sono solo i risultati, ma anche il modo in cui sono arrivati. Il Botafogo ha stupito il PSG con una vittoria di misura ma meritata (1-0), mentre il Flamengo ha travolto il Chelsea, evidenziando non solo brillantezza atletica ma anche compattezza e qualità tecnica.
Il rendimento delle brasiliane appare figlio anche di un fattore spesso sottovalutato, ovvero quello che si trovano nel pieno della stagione agonistica, con ritmi e condizione fisica ottimali. Lo stesso non si può dire per altre grandi del Sud America: Boca Juniors e River Plate hanno deluso le aspettative, mancando clamorosamente l’accesso alla fase a eliminazione diretta. Un flop che fa rumore.
Sul fronte europeo, invece, il bilancio è in chiaroscuro. Ben 9 squadre su 12 sono riuscite a strappare il pass per gli ottavi, ma quasi tutte con evidenti difficoltà. PSG, Real Madrid, Bayern Monaco, Juventus, Chelsea, Inter, Borussia Dortmund e Benfica hanno sofferto più del previsto contro avversari meno blasonati. L’unica vera eccezione è il Manchester City, che ha dominato il proprio girone vincendo tutte le partite con autorevolezza e confermandosi una delle favorite assolute.
A pagare dazio, invece, Atletico Madrid, Porto e Salisburgo, eliminate al termine di un percorso deludente, penalizzate da una condizione atletica appannata dopo una lunga stagione europea appena conclusa.
Se sul campo non sono mancate emozioni e colpi di scena, fuori dal rettangolo verde il torneo ha mostrato limiti evidenti. Il dato che più preoccupa è quello delle presenze negli stadi, con appena 3.400 spettatori per la gara tra Mamelodi Sundowns e Ulsan Hyundai a Orlando, ma anche in partite di cartello gli spalti sono rimasti tristemente semivuoti. Un colpo d’occhio desolante per una manifestazione che vorrebbe rilanciare l’interesse globale per il calcio per club.
Una delle scelte più discusse della FIFA è stata quella di puntare su impianti da 60.000 a 80.000 posti, troppo grandi per partite di seconda fascia e spesso inadeguati a creare un’atmosfera coinvolgente. A questo si aggiunge la decisione di disputare le partite in fasce orarie inadatte, spesso in pieno pomeriggio sotto un sole implacabile con temperature che hanno toccato anche i 35°C. In alcune occasioni, i match sono stati interrotti da temporali improvvisi, aggravando ulteriormente i problemi organizzativi.
Aggiornato al 27/06/2025 14:56
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