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Coppa d’Africa 2025

Il Camerun mette fine alle sorprese. Dominio sul Gambia eliminato da Ekambi

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Toko-Ekambi

Il Camerun trova un Gambia rinunciatario, Ekambi lo condanna nella ripresa con due reti.

Camerun

 

Camerun in grande spolvero nel quarto di finale di Coppa d’Africa contro il Gambia davanti al pubblico di Douala. I leoni vincono facilmente sui rivali fin qui sorprendenti ma oggi troppo rinunciatari.

Prima vera occasione al 14′ per il Camerun con Aboubakar che ci prova di tacco sul cross di Ngamaleu.
L’ex Porto è il più pericoloso e preoccupa ancora le tigri con un bel dribbling al 20′, poco dopo Sonko Sundberg rimedia un giallo. Il Gambia prova a farsi vedere con un’imbucata del solito Musa Barrow per Badamosi ma è bravo Onana nella lettura in uscita.

Collins Fai prova la sventola dai 30 metri al 29′ ma Gayé non viene impensierito.
Il Camerun va però ad un millimetro dal vantaggio al 31′ con un gran colpo di testa di Aboubakar su traversone dalla trequarti di Gouet che lambisce il palo. Il Gambia è in difficoltà palesi ed il Capitano Modou Jagne viene ammonito 1′ più tardi. Sulla punizione rovesciata di Castelletto murata da Gomez.
L’ex Porto sempre più pericoloso della sfida: al 35′ Gouet crossa da destra per il 10 che trova il corpo di Gayé.


La sblocca Toko-Ekambi che concretizza l’assedio in avvio di ripresa al 51′ con la zuccata di sul cross da destra di Fai. Proprio Collins Fai potrebbe raddoppiare sul servizio di Anguissa poco dopo ma l’inserimento del terzino dello Standard viene chiuso con una svirgolata sul primo palo.

Gli italiani Darboe (Roma) ed Ebrima Colley (Spezia) entrano in campo al 54′ insieme a Modou Barrow ma Ekambi fa doppietta al 57′ su cross di Martin Hongla da sinistra. Aboubakar ritenta la via del gol al 71′ su una ripartenza giostrata da Zambo Anguissa.

All’86’ Ekambi si divora il tris lanciato a tu per tu con Gayé con un pallonetto moscio e sulla respinta del portiere Aboubakar manda alto con la volée.
Nel recupero si vede in campo anche Christian Bassogog che subentra all’infortunato Ngamaleu. Nell’occasione l’arbitro burundese Pacifique Ndabihawenimana non vede il giocatore del Camerun uscire e nasce un piccolo siparietto con il quarto uomo: nulla di paragonabile a quanto visto qualche partita fa. La gara si chiude con Aboubakar che dribbla tutti dalla sinistra e trova una respinta gambiana.

Ora i padroni di casa attendono la vincente di EgittoMarocco di domani in semifinale, mentre questa sera si gioca BurkinaTunisia la cui vincente si giocherà l’accesso in finale contro Senegal o Guinea Equatoriale.

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Coppa d’Africa 2025

Coppa d’Africa 2025: quando il calcio brilla più dei diritti

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Coppa d'africa

La Coppa d’Africa 2025 è stata presentata come il grande salto definitivo del Marocco nel calcio globale, ma cosa viene trascurato dai media?

Come spesso accade con i grandi eventi sportivi, non tutto finisce sotto i riflettori. E infatti, anche nei primi giorni di AFCON, media indipendenti e organizzazioni internazionali hanno continuato a segnalare le ombre che accompagnano questo torneo.

Secondo l’Agenzia Nazionale per le Strutture Pubbliche, i cantieri degli stadi hanno lavorato senza sosta fino all’ultimo per rispettare le scadenze e permettere l’avvio della competizione, oggi seguita in tutto il mondo. Hespress e Morocco World News hanno raccontato turni di lavoro durissimi e cantieri sovraffollati, soprattutto a Rabat e Casablanca.

Lo stadio Prince Moulay Abdellah è diventato il simbolo di questa corsa contro il tempo. È un impianto imponente, un vero capolavoro architettonico. Ma Atalayar ha riportato che, per consegnarlo nei tempi promessi, sono state spostate risorse umane da altri progetti pubblici. Una scelta che, secondo osservatori locali, ha mostrato come il calcio sia diventato una priorità assoluta, anche rispetto a servizi essenziali.

Coppa d’Africa, cosa c’è dietro

Coppa d'Africa

Stadium in the costruction site, Rabat, Morocco

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro continua a ricordare che l’edilizia è il settore più pericoloso del Marocco. Eppure, anche dopo l’inizio del torneo, il tema delle condizioni di lavoro è rimasto quasi assente nei comunicati ufficiali.

Human Rights Watch ha sottolineato che la pressione delle scadenze sportive ha aumentato il rischio di incidenti e ridotto i controlli sulla sicurezza. I salari, secondo Salary Expert, sono rimasti bassi e spesso non sufficienti a reggere il costo della vita.

Il torneo è cresciuto, lo spettacolo è iniziato, ma chi ha costruito gli stadi è rimasto fuori dal racconto principale.

Durante i preparativi, il Parlamento marocchino aveva approvato la Legge Organica 97.15 sul diritto di sciopero. Secondo la Confederazione Democratica del Lavoro e l’Unione Marocchina del Lavoro, questa legge ha limitato fortemente la possibilità di protesta proprio nei settori legati ai grandi eventi sportivi.

Il Global Rights Index 2025 ha collegato questa scelta a un clima di maggiore controllo sociale in vista di appuntamenti come l’AFCON. Il messaggio è stato chiaro: i cantieri non dovevano fermarsi, nemmeno per rivendicare diritti. Le proteste dei giovani, esplose nei mesi precedenti al torneo, sono nate proprio da qui.

Secondo Middle East Eye e Human Rights Watch, la domanda posta dai giovani è stata semplice e diretta: perché investire miliardi negli stadi mentre sanità e istruzione restano in difficoltà?

Il Ministero della Salute marocchino ha confermato che la spesa sanitaria è rimasta invariata. Le manifestazioni sono state represse con forza, con arresti e condanne documentati da diverse organizzazioni per i diritti umani.

Anche in questo caso, il calcio non è stato il vero problema. È stato ciò che il calcio ha rappresentato.

Amnesty International e il Comitato ONU sui Diritti Umani hanno segnalato che molti cantieri dell’AFCON hanno impiegato lavoratori migranti subsahariani in condizioni di forte vulnerabilità.

Subappalti informali, assenza di contratti, nessuna tutela reale. È stato il lato più silenzioso del torneo, quello che difficilmente trova spazio nei video promozionali o nelle conferenze stampa dei primi giorni.

Secondo Bloomberg e Morocco World News, il governo ha puntato su turismo e investimenti esteri per giustificare le spese legate alla Coppa d’Africa. Ma analisti citati da Atalayar hanno avvertito che il rischio è quello di trasformare il calcio in una vetrina costosa, lontana dai bisogni reali della popolazione.

Il debito pubblico è rimasto alto e le promesse di benefici futuri non sono bastate a spegnere il malcontento sociale.

Conclusione

La Coppa d’Africa 2025 non è stata solo una competizione di calcio. È stata uno specchio. Ha mostrato un Marocco moderno, ambizioso e organizzato. Ma ha mostrato anche un paese dove diritti del lavoro, dissenso e priorità sociali sono stati spesso messi in secondo piano.

Come ha osservato Human Rights Watch, il vero risultato di questo torneo non si leggerà solo nei tabellini, ma nel modo in cui il paese affronterà le sue contraddizioni quando i riflettori si spegneranno.

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Coppa d’Africa 2025

Marocco fa sul serio: partita pulita e senza rischi

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CAF - Depositphotos

Marocco ha battuto la Tanzania con una partita solida e ordinata. Non è stata una gara spettacolare, ma è stata una partita gestita bene.

Marocco, Coppa d'Africa

Fin dai primi minuti il Marocco ha preso in mano il gioco. Più possesso palla, più ordine e maggiore qualità tecnica. La Tanzania ha provato a difendersi bassa, chiudendo gli spazi, ma ha fatto fatica a uscire dalla propria metà campo.

Il Marocco ha costruito le sue azioni con calma, senza forzare. Non c’è stata frenesia. La squadra ha mosso il pallone da una fascia all’altra, cercando il momento giusto per colpire. Anche quando il gol tardava ad arrivare, non si è mai vista confusione. La Tanzania ha corso molto, ha messo fisicità e impegno, ma ha creato poche vere occasioni. Ogni volta che provava ad attaccare, il Marocco era ben messo in campo e pronto a recuperare palla.

Nel secondo tempo il copione non è cambiato. Il Marocco ha continuato a controllare il ritmo, gestendo il vantaggio e abbassando i rischi. Nessuna giocata inutile, nessuna perdita di equilibrio. Una partita da squadra matura.

Non è stata una vittoria rumorosa, ma una vittoria intelligente. Di quelle che servono nei tornei, dove conta andare avanti e risparmiare energie. In sintesi, il Marocco ha dimostrato di sapere adattarsi anche a partite meno aperte, usando testa, organizzazione e pazienza. Non sempre serve brillare: a volte basta fare le cose semplici nel modo giusto è il Marocco lo ha fatto.

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Coppa d’Africa 2025

Marocco, i padroni di casa vanno ai quarti: decisivo B. Diaz

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brahim diaz

Dopo aver dominato il girone A di Coppa d’Africa, il Marocco padrone di casa batte la Tanzania per 1-0 e accede ai quarti di finale.

Il Marocco non fallisce la prima gara ad eliminazione diretta. La squadra padrone di casa, e tra le favorite assolute per la vittoria della Coppa d’Africa, sconfigge la Tanzania a Rabat per 1-0. Decide la sfida il gol firmato dal trequartista del Real Madrid Brahim Diaz al 64′. L’ex Milan porta così a quota 4 il numero di gol realizzati nella competizione, diventando il capocannoniere del torneo.

La nazionale guidata dal ct Walid Regragui accede così ai quarti di finale. I Leoni dell’Atlantico aspettano il risultato dell’ottavo di finale tra Sudafrica e Camerun, in programma questa sera, per conoscere il loro prossimo avversario.

Coppa d'africa

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