La Fiorentina è tornata a vincere contro il Lecce, ma la prova dei viola non ha spazzato via il brutto momento tecnico.
Un piccolo ricostituente per la squadra di Palladino che si assicura tre punti preziosissimi contro i salentini, ma non hanno spazzato via quei dubbi sulla condizione mentale dei giocatori, che spesso si ritrovano a dover rincorrere l’avversario anziché aggredirlo. Tracce di gioco, nel 3-5-2 proposto da Palladino contro Giampaolo, se ne sono viste poche, se non nei primi minuti arrembanti dei viola, che hanno portato al gol del vantaggio con Gosens, ma poi la lampadina del gioco si è spenta quasi subito.
Palleggio rallentato e spesso palla indietro, ai difensori, a De Gea. Qualche rumoroso mugugno dal Franchi, soprattutto nella ripresa si è sentito. L’invito dei tifosi ad attaccare la difesa del Lecce, che non sembrava impenetrabile, ha trovato pochissima sponda nei giocatori viola, che avevano il timore di scoprirsi e lasciare il fianco alla rimonta dei salentini.
I tre punti erano troppo importanti, vitali, per lasciarne qualcuno per strada. Contava la vittoria, è arrivata: ma contro Napoli, Juventus, Atalanta e in Conference League servirà ben altro. A cominciare da qualche recupero dall’infermeria.
Le note positive sono sicuramente Gosens, che nel suo ruolo antico da esterno a tutta fascia ha dimostrato di poter essere molto prezioso anche in attacco; Pablo Marì, che alla prima da titolare si è preso il ruolo di leader della difesa e praticamente reso innocuo un cliente non così semplice come Krstovic. Qualche lampo di futuro è arrivato anche Ndour, un centrocampista che può rendersi utili nelle due fasi, seppur a corrente alternata qualche segnale positivo lo ha fatto intravedere.
Aggiornato al 01/03/2025 8:30
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