La vittoria sofferta sul Venezia vale il quarto posto e l’accesso alla prossima Champions League. Ma alla luce del mercato faraonico e degli obiettivi stagionali disattesi, la stagione della Juventus non può dirsi positiva. È tempo di valutazioni: ecco il pagellone di fine anno, ruolo per ruolo.
La Juventus conquista all’ultima giornata una qualificazione alla Champions League che, solo qualche settimana fa, sembrava potesse sfuggire definitivamente di mano. A Venezia, in una gara al cardiopalma vinta per 2-3, i bianconeri si sono assicurati il 4° posto in classifica – superando di un soffio la Roma – e l’accesso diretto alla prossima edizione della coppa dalle grandi orecchie. Ma è un traguardo che lascia comunque l’amaro in bocca, considerando le aspettative ben più alte di inizio stagione.
La Juventus, guidata da Thiago Motta fino a primavera e successivamente da Igor Tudor, non ha mai trovato continuità né un’identità di gioco realmente convincente. Il mercato estivo, fra i più sontuosi degli ultimi anni, aveva fatto sognare Scudetto, una corsa importante in Champions e magari un trionfo anche in Coppa Italia. Nessuno di questi obiettivi è stato centrato.
È dunque tempo di bilanci. Di seguito le valutazioni, reparto per reparto, con un focus dettagliato sui protagonisti bianconeri.
Di Gregorio: 8.5
Una delle note più liete della stagione juventina. Alla sua prima annata in maglia bianconera, l’ex Monza ha mostrato personalità, leadership e talento tra i pali. La sua stagione è stata costellata da interventi decisivi: dalle parate salva-risultato contro Inter e Atalanta in campionato, alla prestazione sontuosa contro il PSV in Europa. Tuttavia, sarà la parata all’incrocio dei pali su Yeboah ad essere destinata a rimanere maggiormente impressa nella memoria dei tifosi. Si è trattato infatti di un intervento sontuoso che, di fatto, ha regalato alla Juve l’accesso alla Champions League. L’erede di Szczęsny ha convinto.
L’URLO DI MICHELE DI GREGORIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Perin: 6.5
Rotazioni alla mano, ha avuto diverse chance per mettersi in mostra. Meno brillante rispetto ad altre stagioni, ma comunque affidabile. Memorabile in positivo la sua prestazione contro lo Stoccarda in Champions e quella, nonostante l’epilogo amaro, nei quarti di Coppa Italia persa ai rigori contro l’Empoli. Avere un secondo portiere così esperto è un grande lusso.
Pinsoglio: S.V.
Kelly: 5
Arrivato dal Bournemouth in prestito (ma ora acquisito a titolo definitivo) ha faticato ad adattarsi alla Serie A e alle esigenze tattiche bianconere. L’assenza di alternative lo ha costretto a un impiego fuori ruolo e fuori ritmo, ma le sue sbavature – come quella clamorosa contro il PSV sul tiro di Perisic– sono costate caro.
Bremer: S.V.
L’assenza prolungata del centrale brasiliano è stata una delle chiavi del crollo difensivo bianconero. La sua leadership è mancata terribilmente e chi lo sa come sarebbero potute andare le cose con lui in campo…
Cabal: S.V.
Kalulu: 8
Una vera e propria rivelazione. Acquistato senza grandi aspettative, Kalulu ha rapidamente scalato le gerarchie grazie a prestazioni di alto livello. Qualche errore qua e là, ma il suo contributo è stato fondamentale per mantenere compatto un reparto falcidiato dagli infortuni. Insomma, Pierre Kalulu è stato uno dei migliori colpi di Giuntoli a mani basse: il suo riscatto non è mai stato messo in discussione.
Gatti: 9
L’anima della difesa. Non sarà elegante né tecnicamente sopraffino, ma la sua grinta, la leadership e il senso di appartenenza lo hanno reso imprescindibile. Ha spesso messo ordine nel caos difensivo e, con la sua determinazione, è diventato simbolo di questa stagione altalenante.
FEDERICO GATTI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Cambiaso: 6
Stagione dai due volti per lui. Fino a dicembre, è stato uno dei migliori esterni del campionato. Dopo l’infortunio contro il Bologna – e le numerose voci che lo vedevano a un passo dal Manchester City – si è assistito ad un crollo verticale che ha sorpreso tutti. Le qualità ci sono, ma serve ritrovare fiducia e condizione.
Savona: 5
Stagione altalenante per il giovane difensore. Il gol all’Udinese aveva fatto ben sperare, ma troppi errori lo hanno rispedito indietro nelle gerarchie. Ha potenziale, ma la maglia bianconera pesa.
Alberto Costa: 6-
Oggetto misterioso per mesi, si è poi ritagliato uno spazio nelle rotazioni. Buona spinta sulla fascia, ma pesa come un macigno l’occasione fallita contro il Bologna che, per sua fortuna, non è costata la Champions alla Juventus. Nel finale di stagione ha comunque mostrato segnali incoraggianti che spingono i tifosi a guardare il suo futuro con maggiore ottimismo.
Renato Veiga: 6
Buttato anche lui nella mischia in piena emergenza, ha saputo reggere la pressione meglio di altri. La sua grinta è piaciuta ai tifosi – come in occasione dell’esultanza sotto la curva durante Juve-Inter – ma l’infortunio e la clausola troppo alta con il Chelsea ne complicano la permanenza.
McKennie: 8
L’americano si conferma una pedina fondamentale per il centrocampo bianconero. È quasi paradossale che ogni anno si metta in dubbio il suo rinnovo, considerando quanto si sia sempre sacrificato per la squadra. Ha ricoperto ruoli improbabili con dedizione e prestazioni solide. Insomma, Mckennie dovrebbe essere un riferimento per molti.
Locatelli: 9
Stagione da incorniciare per il nuovo capitano bianconero, che ha vissuto una vera rinascita. Fischiato a inizio stagione dai propri tifosi, ha saputo ribaltare la narrazione con prestazioni maiuscole, culminate nel rigore decisivo di ieri sera che ha sancito l’accesso in Champions League. Grazie anche al lavoro di Thiago Motta, ha mostrato grande versatilità, giocando persino da difensore centrale in Coppa Italia contro il Cagliari. Nulla da aggiungere se non un bel Chapeau!
MANUEL LOCATELLI RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Thuram: 8.5
Il cognome pesante non lo ha frenato, anzi. Kephren ha mostrato talento e potenziale in una stagione complicata per la squadra. Forza fisica, dribbling e progressione lo rendono un centrocampista moderno su cui la Juventus farà bene a puntare. Meritava più spazio, questo è certo. Assurdo pensare al fatto che spesso sia stato ingiustamente relegato in panchina da Motta, persino in gare decisive come il ritorno contro il PSV.
Adžić: S.V.
Douglas Luiz: S.V
Arrivato per 50 milioni, doveva essere il faro del centrocampo. Invece, complice una serie di infortuni e forse qualche problema extracampo, è stato un fantasma. Addio ormai scontato.
Koopmeiners: 4
Una grave delusione. I 60 milioni spesi in estate sembravano garantire un grande innesto sulla trequarti, ma l’olandese ha deluso su tutta la linea. Per lui solo 4 gol e 3 assist in stagione, a cui si aggiungono numerosi errori tecnici, poca incisività e uno status di titolare mai realmente giustificato. Un flop difficile da giustificare.
Milik: S.V.
Kolo Muani: 6
Partenza scintillante con 5 gol e un assist in 3 partite. Poi, un blackout di due mesi e mezzo che ne ha compromesso il rendimento. Si è poi ripreso nel finale con 3 gol importanti, ma il rendimento altalenante e il prezzo del riscatto rendono improbabile la sua permanenza.
RANDAL KOLO MUANI FA IL SEGNO OK ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Nico Gonzalez: 6+
Fino a primavera era da bocciare. L’arrivo di Tudor lo ha però restituito al suo ruolo naturale, migliorandone rendimento e impatto. Tuttavia, 5 gol e 2 assist in tutta la stagione sono numeri troppo bassi per un attaccante costato 38 milioni. Ha qualità, questo è certo, ma serve continuità.
Conceição: 7-
Una stagione dai due volti per Chico: esplosivo nella prima parte, deludente nella seconda, complice anche un infortunio che lo ha bloccato per un mese circa. Il portoghese ha comunque mostrato un talento cristallino e una capacità di dribbling rara nel nostro campionato. Se ben gestito, può diventare una risorsa preziosa per il futuro. Giuntoli: tira subito fuori 30 milioni, li vale!
Weah: 6
Estremamente duttile, ha giocato sia a destra che a sinistra offrendo affidabilità e spirito di sacrificio. Ottimo nella sfida contro il PSV. Non imprescindibile, ma utile.
Yildiz: 7,5
Prima stagione con la maglia numero 10 con tante luci, ma anche tante ombre. Tecnicamente sopra la media, ha chiuso la stagione solo con 9 gol e 7 assist. Tuttavia, va dato atto del fatto che abbia giocato spesso lontano dalla porta pagando l’inesperienza, come dimostra l’espulsione contro il Monza che gli ha fatto saltare due partite cruciali. Ha margini enormi, ma serve maturità.
Mbangula: 6
Un sei politico. Poco spazio, ma si è fatto notare con un gran gol contro il Bologna. Merita più considerazione il prossimo anno poiché può essere un’ottima riserva.
Vlahović: 5
Deludente, questo è poco ma sicuro. I 15 gol stagionali non bastano, soprattutto considerando le occasioni sprecate e lo stipendio elevatissimo che non ha mai voluto abbassarsi. L’unico lampo degno di nota in questa stagione è stata la splendida doppietta al Lipsia. Dopo due allenatori diversi e ancora gli stessi errori tecnici, è però chiaro che il problema è lui. L’addio appare inevitabile.
DUSAN VLAHOVIC FA IL SEGNO OK ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Thiago Motta: 4
L’idea di gioco era più dinamica rispetto al passato, ma l’esecuzione è stata disastrosa. L’epidemia di pareggi e le rotazioni continue hanno privato la squadra di identità. Errori tattici, assenza di un capitano fisso, dichiarazioni fuori luogo (come dopo il disastro col PSV nel quale ha affermato che avrebbe rifatto tutte le sue scelte). Insomma, Motta non era pronto per un club come la Juventus.
Tudor: 6
Un sei politico anche per lui, assegnato unicamente per aver centrato l’obiettivo Champions e ricompattato in parte lo spogliatoio. Tuttavia, anche lui ha commesso degli errori, come le discutibili sostituzioni contro la Lazio. Ancora troppo acerbo nella gestione di una piazza complessa come quella bianconera. Vedremo cosa saprà dare alla Juventus in occasione del Mondiale per Club…
Aggiornato al 28/05/2025 11:23
Frattesi svela i retroscena del passaggio alla Lazio. La spinta di Gattuso, il riscatto dopo…
Alaba è arrivato a Villa Stuart per le visite mediche con l'Udinese. Accordo verbale raggiunto…
Il contratto del centrocampista turco scade nel giugno 2027. Il futuro resta aperto: fisico e…
L'austriaco ha un accordo verbale con il club friulano: dietro la scelta c'è una difesa…
Il Napoli riapre il dossier legato al futuro di Kevin De Bruyne: le ultime indiscrezioni…
Il polacco ha raccolto appena 120 minuti nelle prime cinque giornate di Serie A. Le…