Liga
Barcellona, un ex calciatore rivela proposte soldi in nero
L’ex calciatore Antonio Betancort, in un intervista rilasciata ad un canale YouTube, ha rivelato proposte in nero da parte del Barcellona negli anni 2000.
Un ex calciatore, Antonio Bentancort, in un intervista rilasciata ad un canale YouTube, ha rivelato di proposte in nero fatte dal Barcellona negli anni 2000, quando l’ex giocatore era considerato una promessa del calcio spagnolo.

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Barcellona, un ex giocatore rivela proposte in nero da parte dei blaugrana negli anni 2000 “Ti daremo soldi in nero, sei di famiglia umile”
Il nome di Antonio Guayre Betancort per molti addetti ai lavori calcistici non dice molto, però questo ex giocatore circa una ventina d’anni fa era considerato una promessa del calcio spagnolo, tanto da vestire la maglia delle furie rosse durante una partita di qualificazione per i Mondiali del 2006 contro San Marino nel 2005, ma il suo nome è tornato in auge dopo un intervista rilasciata ad un canale YouTube che rivela pesanti retroscena sul calciomercato del Barcellona di quelli anni.
Betancort ha rivelato così che per due volte è stato vicino giocare con i blaugrana: “Sono stato sul punto di firmare per il Barcellona due volte. Quando avevo 20 anni e giocavo per il Las Palmas, salii su un aereo e andai a Barcellona senza che nessuno lo sapesse”.
Ma la rivelazione scottante è quella della proposta fatta dal dirigente catalano dell’epoca Carles Rexach: “Mangiai con Carles Rexach, che era il direttore sportivo dei blaugrana e mi disse: ‘Ti daremo soldi in nero, sei di famiglia umile’. Mi chiesero di restare al Las Palmas. Soldi in nero? Proprio così. Ed è stata la prima volta, ero nel panico”.
Insomma, distanza di più di vent’anni rivelazioni pesanti che gettano ombre sull’operato del club catalano dell’epoca, però poi non se ne fece più nulla come lo stesso Betancort, visto che arrivò l’offerta del Villareal come ha detto concludendo l’intervista: “La stagione finì e arrivò il Villarreal, che pagò 6 milioni per il mio cartellino”.
Liga
Atletico Madrid, Oblak difende Álvarez: “Dà il massimo”
Atletico Madrid, Oblak blinda Álvarez verso il Real Madrid: “Tutta la squadra lo sostiene. L’obiettivo dell’Atlético resta vincere la Liga”.

JAN OBLAK ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Atletico Madrid, Oblak difende Álvarez
In occasione del Media Day organizzato dall’Atlético Madrid alla vigilia dell’attesissima sfida casalinga contro il Real Madrid al Civitas Metropolitano, Jan Oblak è stato il primo tesserato dei colchoneros ad analizzare il momento della squadra. Il portiere e capitano sloveno ha voluto spendere parole di forte vicinanza e protezione verso Julián Álvarez, finito al centro di indiscrezioni e voci di mercato legate al Barcellona.
Oblak ha fugato ogni dubbio sulla compattezza del gruppo nei confronti del centravanti argentino, confermando la totale fiducia di compagni e ambiente: “È con noi, lo stiamo sostenendo e sta dando il massimo”. Spostando l’attenzione sulla stracittadina, l’estremo difensore ha invitato a mantenere equilibrio e lucidità, senza farsi schiacciare dalla pressione mediatica: “È una partita importante, ma non credo che domenica cambierà il percorso della stagione”.
L’elogio a Koke e l’obiettivo dichiarativo sulla Liga
Oltre alla gestione del caso Álvarez, il capitano biancorosso si è soffermato sul ruolo centrale ricoperto da Koke all’interno dell’organico guidato da Diego Simeone. Definendo il centrocampista spagnolo come una vera e propria leggenda di questo club, Oblak ha rimarcato come l’impiego costante del compagno sia il naturale frutto delle eccellenti prestazioni offerte quotidianamente in allenamento, oltre alla leadership morale che garantisce allo spogliatoio.
Infine, il portiere dell’Atlético ha tracciato con decisione la rotta da seguire per il prosieguo della campagna calcistica, fissando un traguardo ambizioso e chiaro a tutta la piazza: “Proveremo a vincere la Liga”. Un cammino lungo e privo di scorciatoie, nel quale i colchoneros dovranno misurarsi con la spietata concorrenza di Real Madrid e Barcellona mantenendo continuità di rendimento sia nei momenti favorevoli sia nelle inevitabili fasi di flessione.
Liga
Mbappé, record ne LaLiga: gol a 23 squadre su 23
Mbappé fa il pieno in Spagna. Segnando all’Elche ha punito tutte le 23 avversarie incrociate. La Sociedad resta la sua vittima preferita.

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Real Madrid, il gol all’Elche di Mbappe e il completamento del record spagnolo
Kylian Mbappé continua a riscrivere la storia del calcio spagnolo a suon di numeri straordinari. Con la rete messa a segno nel successo per 3-2 contro l’Elche, l’attaccante del Real Madrid ha completato un record di efficienza realizzativa unico, riuscendo a punire tutte e 23 le formazioni affrontate dal suo arrivo nel campionato di Primera División.
Non si tratta del computo totale delle reti realizzate in maglia blanca, cifra che ha già toccato quota 94 centri complessivi tra tutte le competizioni, ma di un traguardo statistico che testimonia l’impatto devastante della stella francese in Spagna, capace di andare a segno contro ogni singola difesa incontrata nel torneo.
La classifica delle sue vittime preferite ne LaLiga
L’Elche rappresenta soltanto l’ultimo tassello di una collezione di vittime distribuita in maniera costante contro l’intero tabellone della massima serie. Analizzando la classifica delle squadre più colpite dal numero 9 del Real Madrid, la Real Sociedad figura in vetta come bersaglio preferito: la compagine basca è stata punita per ben sette volte nel giro di appena quattro sfide dirette.
Subito dietro si posiziona il Villarreal, battuto in cinque occasioni dalle marcature del francese, seguito a ruota dal tandem composto da Rayo Vallecano e Barcellona. Sia i madrileños sia i rivali blaugrana hanno infatti incassato quattro reti a testa da Mbappé, confermando la sua regolarità nei momenti chiave del campionato.
Liga
Pedri e il provino al Real Madrid: “Mi scartarono”
Pedri svela a The Players’ Tribune il retroscena del provino al Real Madrid. Il no da adolescente fino a diventare stella del Barcellona.

Il retroscena di Pedri, il rifiuto del Real Madrid prima della gloria al Barcellona
La carriera di Pedri avrebbe potuto prendere una piega diametralmente opposta a quella che oggi lo vede affermato come uno dei centrocampisti più brillanti del panorama calcistico mondiale. Il talento ventitreenne del Barcellona e della selezione spagnola ha ripercorso, in un’intima intervista concessa ai microfoni di The Players’ Tribune, un retroscena risalente ai suoi primi anni da calciatore. Il provino sostenuto con la maglia del Real Madrid, conclusosi con una bocciatura da parte della società della capitale.
Prima di affermarsi come colonna portante dei blaugrana, il giovane centrocampista si era recato a Madrid accompagnato dal padre per vivere una settimana all’interno delle strutture del club merengue. Un’esperienza rivelatasi complessa sul piano umano e logistico, trascorsa in solitudine all’interno di un hotel cittadino anziché nelle residenze della cantera insieme agli altri giovani aggregati all’accademia.
La delusione del ritorno a casa e la spinta per la consacrazione blaugrana
Al termine dei sette giorni di prova, la dirigenza del Real Madrid comunicò la decisione di non tesserare il giovane calciatore, rispedendolo a casa. Un’amarezza bruciante che Pedri ha ricordato senza peli sulla lingua, evidenziando come la dirigenza madrilena lo avesse giudicato inadatto e non strutturato per i propri standard giovanili dell’epoca.
Il ritorno nel proprio ambiente domestico rappresentò un momento di dura prova psicologica per il giovane atleta, costretto a confrontarsi con il giudizio degli amici e della comunità locale dopo l’esito negativo della prova. Tuttavia, lo stesso Pedri ha sottolineato come quella bocciatura si sia trasformata in un passaggio fondamentale per la sua maturazione personale, restituendogli grande umiltà e la ferrea determinazione necessaria per costruire il percorso che lo avrebbe poi condotto a diventare un perno inamovibile del Barcellona.
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