Lamine Yamal es una bestia, come direbbero gergalmente in Spagna per indicare un crack del calcio. Il ragazzino ha illuminato il Benabeu
Dopo aver frantumato ogni record, il ragazzo cresciuto nella
Masia non è più una sorpresa, ma una dolce realtà – se non per i difensori che devono marcarlo. Solo qualche settimana fa,
Rüdiger aveva dichiarato al podcast
The Inside Scoop che il 17enne spagnolo
"fa abbastanza paura". Probabilmente, dopo ieri sera, avrà gli incubi per un ben po'.
Il calcio di Yamal ha un'estetica superiore
Il calcio di Yamal è pura estetica, lo si vede dal modo in cui tocca, anzi, accarezza la palla, sfiorandola con l'interno e l'esterno del piede come se stesse levigando una scultura. È un movimento impossibile da imparare, un dono che solo madre natura può concedere. La straripante vittoria nel
Clásico lo dimostra. Nel gol del 4-0,
Rafinha apre a destra, Yamal controlla con il giusto tempismo e sfiora il pallone con l'esterno del piede sinistro per rallentarne la traiettoria; subito dopo, con il destro (il suo piede debole), scaglia un missile incredibile sotto l’incrocio del primo palo. Nel post-partita, in zona mista, ha scherzato: "
Quelli del Real non sapevano che avevo anche il piede destro."
Pura goliardia
Come in ogni
Clásico che si rispetti, non può mancare un po’ di scherno tra avversari. Il sedicenne prende tutto alla lettera e, dopo il gol che spegne definitivamente le speranze dei blancos, si dirige verso la curva avversaria imitando l'iconico gesto di un certo CR7:
"Calmi, io sono qui." Un'esultanza che scatena l’ira dei tifosi madridisti.
La prova di quanto Yamal sia fatto per atmosfere di questo tipo arriva anche durante un calcio d'angolo; un gruppo di tifosi rivali gli urla insulti razzisti (la Liga sta già prendendo provvedimenti in merito).
Lui li guarda fa un occhiolino e ride, una chiara manifestazione di superiorità.
Lamine Yamal è appena nato calcisticamente (e non), ma in campo si comporta da veterano, come se avesse già giocato partite del genere in un'altra vita.