L'ex portiere della Juventus, Wojciech Szczesny, ha parlato ai microfoni del Mundo Deportivo soffermandosi sulla sua nuova avventura al Barcellona.Wojciech Szczesny ha le idee chiare per la sua avventura al Barcellona. L'ex portiere della Juventus aveva appeso i guanti al chiodo al termine della stagione scorsa ma la chiamata improvvisa del club spagnolo, causa infortunio di Ter Stegen, lo ha riportato sui campi di gioco.
L'ex Arsenal ha rilasciato una breve intervista ai microfoni del Mundo Deportivo soffermandosi proprio sul trasferimento in blaugrana.
Wojciech Tomasz Szczęsny guarda avanti ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Barcellona, le parole di Szczesny
"Sono freddo e ambizioso, sono venuto al Barcellona per vincere. Vorrei vincere trofei che non ho mai vinto prima; c'è la Coppa, il Campionato e la Champions League e spero di vincerne almeno due e di alzarli al cielo.
È una storia molto strana per me perché il giorno prima che Marc si infortunasse ero sicuro al 100% che avrei detto di no a chiunque. Ma quando ho ricevuto la chiamata del Barça è cambiato tutto: Ho guardato mia moglie sperando che mi dicesse "non farlo". Ma non si può dire no al Barcellona. La storia del club e l'onore di indossare questa maglia mi ha fatto cambiare idea. E non credo che lo avrei fatto per nessun altro. Probabilmente era il destino. Comunque quella che mi ha spinto di più è stata mia moglie.
Ho giocato più di 600 partite nella mia carriera e non mi interessa se devo tornare in campo contro una squadra più piccola o contro il Bayern. Voglio essere preparato prima perché mi aspetto molto da me stesso. Il livello richiesto per rappresentare Il Barcellona è altissimo.
Quindi non rimetterei me stesso o il club prima di essere pronto. Non ha senso. Quando accadrà non lo so, potrebbe essere alla prossima partita o tra due mesi. È una decisione dell'allenatore. Io devo solo prepararmi al 100% e fare del mio meglio, ma al momento non sono ancora pronto".
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Il terzino spagnolo è tra i profili seguiti dai giallorossi. Il Barcelona valuta nuove soluzioni per il suo futuro, mentre il precedente con il Manchester United riporta al centro la formula del trasferimento.
Le scuse pubbliche non sono bastate a placare la tempesta diplomatica e mediatica che sta travolgendo Kylian Mbappé in Estremo Oriente. Il caso legato alle dichiarazioni del fuoriclasse francese sull'ex leader cinese Mao Zedong continua a produrre pesanti ripercussioni istituzionali e commerciali. Nelle ultime ore, la televisione di Stato cinese CCTV ha deciso di inasprire ulteriormente la linea, chiedendo al Real Madrid una presa di posizione ufficiale e subordinando qualsiasi futuro confronto a scuse formali da parte del club spagnolo.
All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.