Il direttore responsabile degli arbitri francesi paga un utilizzo cervellotico del VAR con il proprio lavoro: al suo posto Gautier.
Chaque week-end, c’est la même chanson. Si apre così
il pezzo di RMC Sport in cui si fa riferimento all'allontanamento di
Stéphane Lannoy: oramai ex-direttore responsabile degli arbitri presso la
FFF.
VAR, in Francia ne hanno abbastanza
Al suo posto,
ad interim sino al termine della stagione, arriva
Antony Gautier. Anche se sarebbe meglio dire torna, considerando che
il 46enne fischietto francese era già stato direttore tecnico del collegio arbitrale in passato. A lui l'arduo compito di spegnere il fuoco delle polemiche che divampa per tutta la Francia calcistica, a causa di un utilizzo (o di
non utilizzo, che dir si voglia) del VAR divenuto incomprensibile.
La mancata concessione di un calcio di rigore netto a
Nordin, nel posticipo di domenica sera fra il
Montpellier e il
PSG di cui
vi ho parlato come sempre nella mia consueta rubrica dedicata alla Ligue 1, è soltanto l'ultimo di una lunga (anzi lunghissima) lista di orrori arbitrali che hanno condizionato la stagione calcistica francese.
Qualche tempo fa
Eric Borghini, membro della
FFF e presidente della
CFA (
Commission Fédérale d’Arbitrage, ovvero la
Commissione Federali degli Arbitri francesi n.d.r.), aveva lanciato un monito alla classe arbitrale.
Ricordando loro come "
il VAR fosse uno strumento di video-assistenza e non di video-arbitraggio". A Gautier l'ingrato compito di far capire qualcosa a giocatori, allenatori e tifosi,
che si sentono persi scrutando fra le pieghe di un protocollo fin troppo cervellotico.
Una situazione che accomuna i tifosi francesi agli appassionati di calcio di tutto il mondo. Il VAR ha instaurato un nuovo modo di arbitrare le partite e di leggere le situazioni, fornendo letture che, spesso e volentieri,
non hanno nulla a che fare con il "senso calcistico". Se a questo ci aggiungiamo un livello di discrezionalità tale che
l'interpretazione dello stesso episodio varia da partita a partita, la frittata è servita.
A Gautier i nostri più sinceri auguri: ne avrà bisogno.
