Il Newcastle batte il Liverpool 2-1 a Wembley nella finale di Coppa di Lega inglese. Primo storico titolo dopo 70 anni dall'ultimo trofeo del club.
Il Newcastle sovverte i pronostici trionfando nella finale di Carabao Cup a Wembley contro il Liverpool. Per i Magpies decidono le reti di Dan Burn al 46' del primo tempo e di Alexander Isak all' inizio della ripresa. I Reds accorciano le distanze con Federico Chiesa, entrato per tentare la rimonta, nei minuti di recupero. Il gol dell'esterno ex Juventus arriva però troppo tardi per il Liverpool.
Settimana da incubo per Arne Slot: dopo l'eliminazione in Champions League arrivata ai calci di rigore contro il Psg, fallisce un altro obiettivo stagionale dei Reds. Salah e compagni dovranno concentrarsi sul chiudere il discorso titolo in Premier League, in cui restano saldamente al comando.
SANDRO TONALI PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Tonali protagonista nello storico successo del Newcastle
A trionfare è il Newcastle di Eddie Howe, con un altro italiano protagonista assoluto in campo, Sandro Tonali. Primo titolo per l'ex Milan lontano dall'Italia. Anche e soprattutto per i Magpies si tratta di un titolo storico: è il primo successo nella Coppa di Lega inglese, ed anche il primo trofeo nazionale a 70 anni esatti dall'ultima Fa Cup ( vinta nel 1954-1955).
Una serata indimenticabile per i molti tifosi bianconeri, che per la prima volta hanno visto alzare al cielo un trofeo dai propri giocatori. Bruno Guimaraes e compagni sono riusciti a fare l'ultimo passo in finale, dopo esserci andati molto vicino due anni prima. In quell'occasione, il Newcastle si arrese a Wembley contro il Manchester United di Erik Ten Hag.
Questo successo, oltre ad assicurare la qualificazione per il prossimo anno ad una coppa europea per il club inglese, può essere la svolta per il Newcastle. La proprietà araba ha tutto per rendere i bianconeri ancora più competitivi nei prossimi anni.
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All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.