Premier League
All Eyes On Me – il focus sul 12° turno di Premier League
Nuovo appuntamento con All Eyes On Me, la rubrica di Calcio Style dedicata alla Premier League. Di seguito il resoconto dettagliato della dodicesima giornata del campionato più seguito al mondo.
Il fascino unico emanato, unito alla perenne scia d’entusiasmo che pervade ogni stadio, confluisce in una commistione di spettacolo, ardore e qualità che conferisce a questo torneo l’aurea di lega paradisiaca in cui solamente i migliori interpreti del gioco possono essere o diventare i protagonisti.
Dodicesimo turno: clamoroso harakiri del Tottenham, l’Arsenal mette la freccia. Pari pirotecnico tra Chelsea e City
CHELSEA 4-4 MANCHESTER CITY (25′ (rig.), 47′ Haaland, 29′ Thiago Silva, 37′ Sterling, 46’pt Akanji, 67′ Jackson, 86′ Rodri, 95′ (rig.) Palmer)
Partita thriller allo “Stamford Bridge”, tra giocate visionarie, reti memorabili e altre quantomeno rivedibili, e clamorosi ribaltoni. Alla fine l’intricata sfida tra Chelsea e Manchester City termina con un roboante pareggio che riassume in 100 minuti l’intera essenza di questo campionato.
I Citizens si fanno recuperare tre volte da situazione di vantaggio, e vengono trafitti dal doppio colpo inferto dagli illustri ex Sterling e Palmer, oltre che dall’incornata di Thiago Silva ed il tap-in di Jackson.
I ragazzi di Guardiola tornano a concedere quattro gol in un singolo match dopo tre anni (2-5 contro il Leicester del 27 settembre 2020) e vanificano la solita strabiliante prova offensiva che porta ad esultare due volte Haaland, tredici reti in tredici match, Akanji, che bissa l’acuto di settimana scorsa con il Bournemouth, e Rodri che trova nella punta del piede di Thiago Silva un amico inaspettato. I blu Manchester mantengono comunque il primato solitario in classifica, ma con il vantaggio su Arsenal e Liverpool ridotto ad un punto.
Dopo le quattro stoccate rifilate al Tottenham i Blues di Pochettino si ripetono anche contro i campioni in carica, restando in partita fino all’ultimo respiro e costringendoli al primo pari stagionale. I blu di Londra tornano, dunque, a segnare al City dopo ben sei scontri diretti e si candidano prepotentemente per un prosieguo di stagione sulla cresta dell’onda, sperando di recuperare al più presto elementi fondamentali come Chilwell e Nkunku.
LIVERPOOL 3-0 BRENTFORD (9′, 62′ Salah, 74′ D. Jota)
Sei su sei per il Liverpool ad “Anfield”. Diciassette reti nelle ultime quindici partite interne per Salah. Un’altra doppietta per il fulmineo esterno egiziano che permette ai Reds di restare in scia e di superare un eccessivamente timido Brentford, che di gol ne concederebbe cinque considerati i due annullati a Nunez per fuorigioco.
A rendere ancor più rotondo il risultato ci pensa Diogo Jota, salito già a quota otto stagionali, che entra positivamente nel tabellino al contrario di quanto accaduto giovedì nella sconfitta europea di Tolosa. Ancora una volta positivo Tsimikas nel sostituire Robertson, bene Endo nel non far rimpiangere Mac Allister. Nel finale si vede anche Luis Diaz, finalmente uscito dall’incubo che ha coinvolto la sua famiglia.
Le Bees tornano alla sconfitta dopo tre successi di fila e scivolano all’undicesimo posto. Il rientro di Toney è ancora troppo lontano, gennaio 2024, e senza un bomber di tale pedigree il possibile accesso o la concreta possibilità di competere per un posto in Europa resta una semi-utopia.
ARSENAL 3-1 BURNLEY (46’pt Trossard, 54′ Brownhill, 57′ Saliba, 74′ Zinchenko)
Tutto come da copione all’Emirates dove l’Arsenal, seppur con qualche patema di troppo, riesce ad avere la meglio sul Burnley ottenendo la quarta vittoria consecutiva in casa, la seconda a pochi giorni di distanza dopo quella europea ai danni del Siviglia.
Proprio come contro gli andalusi a sbloccare il match è Leandro Trossard, schierato nuovamente al centro dell’attacco in attesa dei rientri a pieno regime di Gabriel Jesus e Nketiah. Il belga spinge in porta con la testa, scontrandosi anche con il portiere avversario Trafford, il suo sesto gol stagionale sfruttando come meglio non poteva la sponda dell’altro eroe di Champions Saka.
I Gunners risolvono l’enigma Burnley, nel frattempo pervenuto al pareggio con la conclusione di capitan Brownhill sporcata dal centrale Gabriel e propiziata dalla fuga di Koleosho, grazie a due calci d’angolo disegnati da Trossard e trasformati in rete dall’altro baluardo difensivo Saliba e dall’ex City Zinchenko, entrambe alla prima esultanza sia in stagione che nello stadio di casa, considerate le quattro marcature complessive messe a referto lo scorso anno tutte in trasferta. L’undici di Arteta completa dunque il sorpasso in classifica ai danni del Tottenham e dopo la sosta spera di poter tornare a contare anche su Odegaard, assente di lusso nelle ultime uscite.
I Clarets proseguono, invece, nel senso di marcia opposto rispetto allo scorso anno. I sei ko di fila tra campionato e coppa ed i soli 4 punti ottenuti fin qui devono obbligatoriamente far rendere conto alla società di quanto ci sia bisogno di nuovi innesti nel mercato di riparazione e a Kompany, la cui panchina inizia a scricchiolare, che probabilmente sia arrivato il momento di cambiare qualcosa sia nella disposizione che nella mentalità del gruppo.
WOLVERHAMPTON 2-1 TOTTENHAM (3′ Johnson, 91′ Sarabia, 97′ Lemina)
Continua a mietere vittime illustri il “Molineux”. Il Wolverhampton batte il Tottenham con lo stesso risultato rifilato al Manchester City lo scorso 30 settembre. Al contrario della gara contro i Citizens, questa volta i Wolves ribaltano lo svantaggio iniziale tra il 91′ ed il 96′ distribuendo pura estasi tra i tifosi di casa.
Pablo Sarabia sale in cattedra nei minuti finali e si regala un pomeriggio da star come i vecchi tempi: prima il gol, che gli mancava dal 12 giugno 2022 con la Spagna, del momentaneo pareggio e successivamente il passaggio smarcante per la seconda gioia consecutiva tra le mura amiche di Lemina, che consente ai lupi d’oltremanica di riscattare il tonfo maturato fuori tempo massimo a Sheffield nella precedente giornata, e allo stesso tempo di scalare posizioni in classifica.
Gli Spurs vedono sfumare i tre punti proprio sulla linea del traguardo e non riescono, quindi, a portarne a casa neanche uno. Secondo stop di fila per Postecoglu, costretto ad inventarsi, di fatto, l’undici iniziale considerate le contemporanee assenze tra infortuni e squalifiche di Romero, Van de Ven, Udogie, Maddison e Richarlison a cui vanno sommate quelle di lunga data di Perisic e Sessegnon. Gli adattati Davies e Dier al centro della difesa reggono l’urto finché possono, ma la doppia imbucata subìta negli ultimi cinque minuti di gara che costa la vittoria evidenzia la scarsa profondità della rosa, principalmente per ciò che concerne il reparto arretrato.
La sosta arriva nel momento giusto per i bianchi di Londra che in vista del prossimo impegno contro l’Aston Villa sperano di recuperare qualche pedina e di continuare a contare sulla miglior versione dell’appena ristabilito Brennan Johnson, a cui spetterà il compito di arricchire il suo score dopo aver trovato il primo acuto con questa maglia.
ASTON VILLA 3-1 FULHAM (27′ (aut.) Robinson, 42′ McGinn, 64′ Watkins, 70′ Jimenez)
Il Villa Park è ormai un fortino. Tredicesimo successo consecutivo tra le mura amiche per l’Aston Villa che spazza via anche il Fulham piazzando tre gol e sfiorandone altri quattro.
Il minuto spartiacque del match è il 27′ quando Robinson beffa Leno nel tentativo di sventare il minaccioso cross teso di Douglas Luiz, mettendo a referto la sua seconda autorete in campionato. La spallata definitiva alla gara arriva al tramonto della prima frazione con il quinto gol stagionale di capitan McGinn che scarica in porta una bordata mancina imprendibile per il portiere tedesco. Il tris porta invece la firma d’autore di Ollie Watkins, sei in questa Premier, che finalizza un’azione da stropicciarsi gli occhi.
L’undici di Emery si porta ad una sola lunghezza dal quarto posto e riscatta la brutta sconfitta di Nottingham della precedente giornata, dando continuità al 2-1 inferto all’AZ in Conference.
Terzo ko nelle ultime quattro per il Fulham che retrocede al sedicesimo posto con un margine di sei punti sulla terzultima posizione. L’unica nota positiva del momento grigio tendente al nero dei Cottagers resta Raul Jimenez, tornato al gol in Premier dopo un anno e mezzo.
MANCHESTER UNITED 1-0 LUTON (59′ Lindelof)
Quarta vittoria per 1-0 del Manchester United sulle sette ottenute fin qui in campionato. Questa volta a farne le spese è il Luton, caduto sotto il colpo di un Lindelof a secco addirittura dalla gara interna con il Leeds del dicembre 2020. Il centrale svedese consegna tre punti che sanno di ossigeno puro per i Red Devils, dopo il rocambolesco 4-3 incassato a Copenaghen, con un potente destro da posizione centrale atto a risolvere una mischia in area generata da un corner.
I ragazzi di Ten Hag tornano a sorridere e a sfatare il tabù Old Trafford, ormai tramutatosi in “Theatre of Nightmares” per riprendere la citazione dei supporters danesi, dopo oltre un mese: l’ultimo successo, infatti, risaliva alla clamorosa rimonta nel finale ai danni del Brentford dello scorso 7 ottobre. I rossi di Manchester conquistano, inoltre, il sesto posto in classifica scavalcando il Newcastle caduto sul campo del Bournemouth.
Al Luton non sono bastati un super Kaminski, più volte protagonista nel negare la prima gioia in Premier a Hojlund dopo le cinque trovate in Champions, ed una prestazione intrisa di sudore e compattezza per ripetere l’impresa compiuta con il Liverpool la scorsa settimana. Il successo del Bournemouth fa scivolare gli Hatters a -3 dalla zona salvezza, ma il percorso è ancora lungo e può riservare numerose sorprese.
BOURNEMOUTH 2-0 NEWCASTLE (60′, 73′ Solanke)
Dopo sette incontri di campionato senza perdere il Newcastle torna ad assaporare il sapore amaro della sconfitta anche in patria, dopo aver incassato il 2-0 in Champions League dal Borussia Dortmund martedì scorso. Il passivo finale del “Vitality Stadium” è lo stesso del “Signal Iduna Park”, così come il livello della prestazione offerta: incolore, piatto e dai rarissimi sprazzi individuali.
Ai Magpies c’è comunque da riconoscere l’attenuante delle assenze: quelle croniche di Botman, Isak, Barnes e ovviamente Tonali a cui vanno sommate quelle di Burn, Wilson, Bruno Guimaraes (squalifica), Murphy, Targett e l’infortunio al 30′ di Miguel Almiron. Certamente anche per loro la pausa nazionali potrebbe essere un vero e proprio toccasana.
Tre punti pesanti, invece, per il Bournemouth guidato da un Solanke in stato di grazia, arrivato a toccare già quota sei nella classifica marcatori. Il successo interno che bissa quello di due settimane fa nello scontro diretto con il Burnley permette alle Cherries di uscire dalla relegation zone e restare aggrappate al gruppone della parte destra della classifica.
Dopo un avvio da incubo con zero vittorie nelle prime nove, i ragazzi di Iraola hanno iniziato ad ingranare e, specie sotto l’aspetto delle prestazioni, sembrano aver intrapreso la strada giusta per ottenere la salvezza.
BRIGHTON 1-1 SHEFFIELD UNITED (6′ Adingra, 74′ (aut.) Webster)
Terzo 1-1 di fila per il Brighton, quarto pareggio nelle ultime cinque uscite. I ragazzi di De Zerbi non riescono a ritrovare il feeling con la vittoria, che manca in campionato dal 24 settembre, neanche nel match interno dominato e gestito contro lo Sheffield United.
I Seagulls si portano subito in vantaggio con Adingra, quarta rete in stagione, al termine di un sofisticato dialogo con Buonanotte. Dopo l’1-0, al netto del riposo di un tempo concesso a Mitoma e Joao Pedro dopo il produttivo sforzo europeo con l’Ajax, la gara è a senso unico ma i padroni di casa non sfruttano l’enorme quantità di occasioni prodotte, su tutti con Ansu Fati e Lallana, e al 69′ restano in dieci per il tanto ingenuo quanto scriteriato intervento di Dahoud su Osborn.
Le Blades tornano sul livello del mare dopo appena cinque minuti grazie alla decisiva deviazione di Webster sul tiro-cross di Bogle. Gli ospiti rischiano addirittura di vincerla nel finale con la girata di Archer, ma possono comunque accontentarsi di un punto d’oro che dà morale ed irrobustisce qualche certezza dopo la vittoria all’ultimo respiro con il Wolverhampton.
WEST HAM 3-2 NOTTINGHAM FOREST (3′ Paquetà, 44′ Awoniyi, 63′ Elanga, 65′ Bowen, 88′ Soucek)
Vince in rimonta il West Ham contro un Nottingham che, come spesso accaduto in questa stagione, vende cara la pelle.
Dopo il vantaggio iniziale firmato Paquetà, primo gol su azione in questa Premier dopo i tre in Europa League tra cui quello decisivo di giovedì con l’Olympiacos, gli ospiti ribaltano l’inerzia della gara con il tap-in Awoniyi, a secco dal 26 agosto, sulla corta respinta di Areola, ed Elanga, che finalizza l’ottima iniziativa di Ola Aina. Dopo lo svantaggio gli Hammers, reduci da una striscia negativa equivalente ad un solo punto raccolto nelle ultime quattro di Premier, trovano la forza di reagire e contro ribaltare il risultato con due colpi di testa, prima di Bowen, all’ottavo gol in campionato, e successivamente di Soucek, fermato in precedenza da una traversa e da una splendida parata di Vlachodimos.
Il Forest torna a casa con zero punti, ma con la nitida consapevolezza di poter davvero impensierire qualunque avversario. La crescita sia in termini temperamentali che qualitativi della squadra appare evidente e una buona parte del merito va senza dubbio a mister Cooper.
CRYSTAL PALACE 2-3 EVERTON (1′ Mykolenko, 5′ (rig.) Eze, 49′ Doucouré, 73′ Edouard, 86′ Gueye)
L’Everton strappa la quarta vittoria nelle ultime sei uscite tra campionato e coppa al termine di un match al cardiopalma, ricco di gol e costanti alterazioni di equilibrio.
Il terzo risultato imposto agli avversari in trasferta dai Toffees matura grazie alla seconda rete consecutiva di Mykolenko, bravo a svettare su Ward dopo 52 secondi, al quarto acuto di Doucouré, il più lesto a ribadire la palla in porta dopo il palo colpito sempre dal terzino ucraino, e alla prima esultanza dal 2017 in Premier League di Gueye, smarcato al tiro dal filtrante di Doucouré. I ragazzi di Dyche allungano a +8 sul terzultimo posto e ridefiniscono il proprio status: da squadra in lotta per non retrocedere a possibile outsider per l’Europa.
Terzo ko nelle ultime quattro, invece, per le Eagles che in casa non riescono proprio ad ingranare. Il numero delle vittorie interne resta fermo ad uno nonostante il ritorno al gol di Eze, che di rigori ne guadagnerebbe due se soltanto il direttore di gara avesse assegnato anche il secondo piuttosto che ammonire il 10 per simulazione, ed Edouard, a secco dal 16 settembre. Al rientro dalla sosta Hodgson dovrà essere in grado di rimettere insieme i pezzi per restituire continuità di risultati, contando anche su un Olise in più.
Classifica e prossimo turno
| 1 |
Manchester City |
28 | 12 | 9 | 1 | 2 | 32:12 | +20 |
| 2 |
Liverpool |
27 | 12 | 8 | 3 | 1 | 27:10 | +17 |
| 3 |
Arsenal |
27 | 12 | 8 | 3 | 1 | 26:10 | +16 |
| 4 |
Tottenham |
26 | 12 | 8 | 2 | 2 | 24:15 | +9 |
| 5 |
Aston Villa |
25 | 12 | 8 | 1 | 3 | 29:17 | +12 |
| 6 |
Manchester United |
21 | 12 | 7 | 0 | 5 | 13:16 | -3 |
| 7 |
Newcastle |
20 | 12 | 6 | 2 | 4 | 27:13 | +14 |
| 8 |
Brighton |
19 | 12 | 5 | 4 | 3 | 25:21 | +4 |
| 9 |
West Ham |
17 | 12 | 5 | 2 | 5 | 21:22 | -1 |
| 10 | Chelsea | 16 | 12 | 4 | 4 | 4 | 21:16 | +5 |
| 11 | Brentford | 16 | 12 | 4 | 4 | 4 | 19:17 | +2 |
| 12 |
Wolverhampton |
15 | 12 | 4 | 3 | 5 | 16:20 | -4 |
| 13 |
Crystal Palace |
15 | 12 | 4 | 3 | 5 | 12:16 | -4 |
| 14 |
Everton |
14 | 12 | 4 | 2 | 6 | 14:17 | -3 |
| 15 |
Nottingham Forest |
13 | 12 | 3 | 4 | 5 | 14:18 | -4 |
| 16 |
Fulham |
12 | 12 | 3 | 3 | 6 | 10:20 | -10 |
| 17 |
Bournemouth |
9 | 12 | 2 | 3 | 7 | 11:27 | -16 |
| 18 |
Luton Town |
6 | 12 | 1 | 3 | 8 | 10:22 | -12 |
| 19 |
Sheffield United |
5 | 12 | 1 | 2 | 9 | 10:31 | -21 |
| 20 |
Burnley |
4 | 12 | 1 | 1 | 10 | 9:30 | -21 |
Prossimo turno:
Sabato 25 novembre
Manchester City 13:30 Liverpool
Newcastle 16:00 Chelsea
Nottingham Forest 16:00 Brighton
Burnley 16:00 West Ham
Luton 16:00 Crystal Palace
Sheffield United 16:00 Bournemouth
Brentford 18:30 Arsenal
Domenica 26 novembre
Tottenham 15:00 Aston Villa
Everton 17:30 Manchester United
Lunedì 27 novembre
Fulham 21:00 Wolverhampton
Premier League
Liverpool, Chiesa bocciato: fuori dalla lista Champions
Chiesa tagliato da Iraola nella lista Champions del Liverpool. Insieme a Endo resta ai margini, riaprendo gli scenari di mercato a gennaio.

Federico Chiesa of Liverpool during the Premier League match Liverpool vs Bournemouth at Anfield, Liverpool, United Kingdom, 21st September 2024
(Photo by Cody Froggatt/News Images)
Liverpool, Iraola lo esclude dalla lista Champions
Non cambia la musica per Federico Chiesa ad Anfield. Nonostante l’avvicendamento in panchina e l’arrivo del nuovo tecnico Andoni Iraola, l’attaccante italiano continua a trovarsi ai margini del progetto tecnico del Liverpool. La conferma ufficiale è arrivata con la consegna della lista per la fase a gironi della UEFA Champions League, nella quale il nome dell’ex Juventus spicca tra gli esclusi illustri insieme a quello del centrocampista Wataru Endo.
Per il reparto avanzato, il manager dei Reds ha preferito puntare su Alexander Isak, Cody Gakpo, Hugo Ekitike e il nuovo innesto estivo Bradley Barcola. Un verdetto pesante che rispecchia una gerarchia rigida e penalizzante per il calciatore azzurro, relegato a semplice alternativa di ripiego per le sole competizioni nazionali.
Il parallelo con la gestione Slot e gli scenari di mercato per gennaio
La decisione di Iraola ricalca fedelmente quanto accaduto un anno fa sotto la gestione di Arne Slot. Nella passata stagione, Chiesa fu inizialmente depennato ed entrò in lista unicamente a causa del grave infortunio subito dal giovane difensore Giovanni Leoni. Il bilancio europeo della scorsa annata si chiuse con appena 5 apparizioni per un totale di 78 minuti giocati e una rete firmata nel netto 6-0 contro il Qarabag. Quest’anno Leoni torna a far parte dell’elenco ufficiale, chiudendo definitivamente ogni porta ad un eventuale ripescaggio per l’attaccante.
L’ennesima bocciatura stride fortemente con le dichiarazioni rilasciate dallo stesso Chiesa a fine luglio, quando si diceva pronto ad affrontare un nuovo capitolo ed a mettersi a disposizione del nuovo allenatore dopo i troppi panchina-show dell’anno prima. Questa nuova esclusione apre di fatto le porte ad un possibile addio durante la finestra invernale di calciomercato a gennaio, con diverse società pronte a riportare il giocatore in Serie A o a offrirgli spazio da titolare altrove.
Calciomercato
Liverpool, accordo con Ngumoha: contratto fino al 2031 e ingaggio rivisto
Il Liverpool ha trovato l’intesa di principio con Rio Ngumoha: manca soltanto la firma sul nuovo contratto a lungo termine.
L’annuncio è questione di settimane
Secondo quanto riferito da Graeme Bailey per TEAMtalk, l’accordo è stato raggiunto in linea di principio e restano da limare solo i dettagli. Il club spera di annunciare il rinnovo nelle prossime settimane.
Di ufficiale, però, non c’è ancora nulla: il condizionale resta d’obbligo finché non arriverà la nota di Anfield.
Perché il rinnovo arriva soltanto adesso
Ngumoha ha compiuto 18 anni il 29 agosto e solo da quel momento può legarsi a un accordo di lunga durata, perché i minorenni non possono firmare oltre i tre anni. Il primo contratto da professionista, del 25 settembre 2025, scade infatti nel 2028.
Le informazioni di Paul Joyce per il Times indicano un quinquennale fino al 2031 con un forte adeguamento dell’ingaggio. Capology colloca lo stipendio attuale sui 25.000 sterline a settimana, tra i più bassi dell’intera rosa.
Bayern, Real e Barcellona: da qui nasce la fretta
A inizio estate il Bayern Monaco si è mosso concretamente sull’esterno, come riferito da Christian Falk, mentre TEAMtalk indica in Real Madrid e Barcellona due grandi ammiratrici del giocatore. I Reds non hanno mai aperto alla cessione, respingendo le voci su un’intesa già trovata tra i bavaresi e l’entourage.
Il passaggio dal Chelsea nel 2024 aveva incrinato i rapporti tra i due club: il 5 febbraio 2026 un tribunale del PFCC ha stabilito che il Liverpool deve versare ai londinesi almeno 2,8 milioni di sterline per la formazione del ragazzo.
Barcola e Munoz alzano la concorrenza sulle corsie
L’estate ha portato ad Anfield l’arrivo di Barcola dal Paris Saint-Germain e Victor Munoz dall’Osasuna per 34,5 milioni di sterline, entrambi più a loro agio a sinistra come Ngumoha. A questo si aggiunge la permanenza di Cody Gakpo, con il domino sulle fasce che alla fine non si è sbloccato.
Ad agosto il diretto interessato ha spiegato che l’obiettivo è essere imprevedibile su entrambe le corsie: a sinistra lo conoscono tutti, a destra sente di stare migliorando. Andoni Iraola lo considera un elemento fisso delle proprie rotazioni offensive, utilizzabile su una fascia come sull’altra.
I numeri e i record dietro al nuovo accordo
Nella stagione 2025-26 l’esterno ha messo insieme 29 presenze, nove da titolare, con i gol contro Newcastle e Fulham in Premier League. Il salto di qualità è arrivato tutto in un anno, da osservato speciale tra i giovani del calcio inglese.
L’11 gennaio 2025 era diventato il più giovane calciatore a partire titolare in una gara del Liverpool, a 16 anni e 135 giorni contro l’Accrington Stanley. Il 25 agosto 2025, al debutto in Premier League, ha deciso al 100′ la sfida di Newcastle: più giovane marcatore nella storia del club.
L’11 aprile 2026 è arrivato il primo gol ad Anfield, contro il Fulham, a 17 anni e 225 giorni, battendo il record di Raheem Sterling. Il 6 giugno, a Tampa, è entrato nella ripresa dell’1-0 contro la Nuova Zelanda: quinto debuttante più giovane dei Three Lions e Player of the Match.
Ora resta da capire quando arriverà la comunicazione ufficiale: staremo a vedere.
Calciomercato
Como-Liam Delap, il Chelsea e il dettaglio che cambia la trattativa
Il Como valuta Liam Delap per rinforzare l’attacco: un dettaglio sulle origini del contatto con il Chelsea può però cambiare la lettura dell’operazione.
Como-Delap, chi ha mosso il primo passo
Secondo Fabrizio Romano, il Como avrebbe già effettuato un primo approccio per Delap. L’attaccante sarebbe in alto nella lista dei profili valutati per rinforzare il reparto offensivo di Cesc Fàbregas.
Inoltre, gli ottimi rapporti con il Chelsea, ulteriormente consolidati dalla recente operazione Trevoh Chalobah, potrebbero agevolare eventuali negoziati tra i due club.
La ricostruzione di Gianluca Di Marzio introduce però un dettaglio importante: Delap sarebbe stato proposto alla dirigenza del Como, che avrebbe poi iniziato a valutare la fattibilità di un trasferimento in prestito.
La differenza può sembrare minima, ma cambia gli equilibri dell’operazione e soprattutto il peso delle parti al tavolo.
Delap come opportunità di mercato per il Como
Se l’iniziativa fosse arrivata dall’esterno, Delap non sarebbe necessariamente un obiettivo da prendere a ogni costo. Il suo profilo potrebbe invece rappresentare un’opportunità di mercato, legata alle condizioni tecniche ed economiche dell’affare.
Anche la formula del prestito si inserirebbe bene in questo scenario. Il 23enne è reduce da una stagione complicata al Chelsea dopo aver impressionato con la maglia dell’Ipswich Town.
Delap è legato ai Blues da un contratto fino al 2031 ed è stato acquistato soltanto la scorsa estate per circa 35,5 milioni di euro.
Dopo una prima stagione poco brillante a Stamford Bridge, una cessione immediata alle condizioni economiche desiderate potrebbe risultare complicata. Un trasferimento temporaneo, invece, potrebbe garantirgli maggiore continuità e la possibilità di recuperare valore sul mercato.
Il Como tiene aperte più strade per l’attacco
Delap non sembra essere l’unica soluzione valutata dalla dirigenza. Il suo nome continua infatti a essere affiancato a quello di Moise Kean, altro profilo seguito dal club lombardo per completare il reparto offensivo di Fàbregas.
Questo elemento rende ancora più significativo capire da quale parte sia arrivata la spinta iniziale. Se Delap fosse stato realmente proposto al Como, il club potrebbe avere maggiore margine nella discussione sulla formula del prestito e sulle condizioni economiche dell’accordo.
La trattativa resta quindi da seguire: capire chi abbia maggiore interesse a chiudere l’operazione potrebbe incidere direttamente sui prossimi negoziati.
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