Premier League
All Eyes On Me – il focus sul 17° turno di Premier League
Nuovo appuntamento con All Eyes On Me, la rubrica di Calcio Style dedicata alla Premier League. Di seguito il resoconto dettagliato della diciassettesima giornata del campionato più seguito al mondo.
Il fascino unico emanato, unito alla perenne scia d’entusiasmo che pervade ogni stadio, confluisce in una commistione di spettacolo, ardore e qualità che conferisce a questo torneo l’aurea di lega paradisiaca in cui solamente i migliori interpreti del gioco possono essere o diventare i protagonisti.
Diciassettesimo turno: tragedia sfiorata a Bournemouth, l’Arsenal torna in vetta. Il City si fa rimontare nel finale.
ARSENAL 2-0 BRIGHTON (53′ G. Jesus, 87′ Havertz)
Si rialza l’Arsenal dopo la sconfitta di misura al Villa Park battendo senza ammissioni di replica il Brighton e tornando da solo in vetta alla classifica.
I Gunners mettono in fila la settima vittoria interna consecutiva tra campionato e Champions League con un netto 2-0 dietro il quale si celano innumerevoli occasioni da gol sprecate. Sin dalle prime battute l’undici di Arteta, reduce dall’ininfluente pareggio europeo in casa della rivelazione stagionale Psv, dà l’impressione di avere una marcia in più costringendo il Brighton, che in questo stadio aveva vinto 0-3 lo scorso maggio, prettamente nella sua metà metà campo con un’avvolgente manovra e gli strettissimi tempi di recupero palla.
Tra i più attivi Saka, costante spina nel fianco di Milner adattato a sinistra per le ormai consuete assenze di Estupinan e Lamptey, e Odegaard, dal cui mancino si alternano traiettorie visionarie e conclusioni a fil di palo o respinte da Verbruggen. Il risultato si sblocca, però, solamente ad inizio ripresa, dopo un’altra grande opportunità cestinata da Martinelli, con il colpo di testa di Gabriel Jesus sul corner calciato da Saka e goffamente prolungato sul capo del brasiliano da Van Hecke. L’ex City ritrova così il gol che all’Emirates in Premier gli mancava dal 3 settembre.
I Seagulls, costretti a schierare nuovamente Hinshelwood sulla destra per l’infortunio occorso a Veltman al 27′, hanno solo un sussulto poco dopo l’80’ con il cross basso di Mitoma non capitalizzato da Gross a pochi passi da Raya. Davvero troppo poco per impensierire la miglior difesa del torneo, da cui parte l’azione del raddoppio che si sfoga poi in ripartenza con i tre tocchi di Odegaard, Nketiah e Havertz, bravo nel punire in diagonale Verbruggen per il suo quarto centro in campionato.
L’Arsenal ottiene, dunque, il dodicesimo successo in questa Premier fornendo una delle migliori prestazione stagionali e riesce a scavalcare il Liverpool proprio prima dello scontro al vertice con i Reds in programma sabato prossimo. L’undici di De Zerbi, reduce dall’1-0 sul Marsiglia valso il primato nel girone di Europa League, scivola al nono posto e avrà l’onere di ripartire sul campo del Crystal Palace nel prossimo turno.
LIVERPOOL 0-0 MANCHESTER UNITED
Pari senza gol a sorpresa ad Anfield nel classico del calcio d’oltremanica tra Liverpool e Manchester United. Lo 0-0 finale non rispecchia, però, l’andamento del match e, soprattutto, non rende giustizia all’enorme mole di occasioni create dai padroni di casa.
Ai Reds non bastano 34 conclusioni, di cui 8 nello specchio, per bucare Onana e riprendersi la testa della classifica, incappando, dunque, in un pareggio senza gol in casa che interrompe la striscia di sette successi interni consecutivi e quella di diciassette incontri interni di fila con gol all’attivo (l’ultima uscita senza reti ad Anfield era datata 21 gennaio 2023 contro il Chelsea).
L’undici di Klopp imprime sin da subito il proprio ritmo alla sfida insidiando la porta dei Red Devils con due traversoni avvolgenti di Alexander–Arnold non tramutati in gol da Nunez e Salah e due colpi di testa da corner di Van Dijk e Konaté che esaltano i riflessi del portiere camerunense. La ripresa è un vero e proprio assedio dei rossi che ostruiscono tutte le fonti di gioco avversarie e sfrecciano a velocità doppia sulle corsie: Alexander–Arnold va vicino alla gloria personale con due conclusioni che si spengono ad un palmo dal palo, mentre Salah e Luis Diaz vedono i rispettivi tentativi murati in qualche modo dalla difesa ospite.
I Red Devils si affacciano solamente due volte nell’area del Liverpool, prima con Garnacho e poi con Hojlund che occhi negli occhi spara con il piede debole sul petto di Alisson. Nel finale c’è spazio per un sospetto tocco di braccio di Shaw nel cuore dell’area e l’espulsione di Diogo Dalot per un eccesso di proteste.
I Reds restano, dunque, con l’amaro in bocca e prima dello scontro con l’Arsenal saranno di scena nei quarti di Coppa di Lega nuovamente in casa con il West Ham, gara in cui dovranno rinunciare anche a Gravenberch, il cui infortunio verrà valutato nei prossimi giorni, oltre che a Mac Allister, assente già in questa uscita.
I Red Devils, orfani di Casemiro, Mount ed Eriksen in mediana, e affidatisi nuovamente al giovane Mainoo, possono tornare a mostrare un pallido sorriso dopo l’ultimo posto ottenuto nel girone di Champions ed il 7-0 incassato nella tana del Liverpool nella scorsa stagione, ma le enormi difficoltà realizzative restano il principale problema a cui Ten Hag è chiamato urgentemente a porre rimedio.
BRENTFORD 1-2 ASTON VILLA (45′ Lewis-Potter, 77′ A. Moreno, 85′ Watkins)
L’Aston Villa passa anche sul campo del Brentford e si porta a -1 dal primo posto al termine di una gara sofferta, ma vinta da grande squadra.
I Villans approcciano in maniera analoga all’ultima trasferta di campionato disputata a Bournemouth concedendo campo e occasioni ai padroni di casa che sfiorano il vantaggio con l’ex Sampdoria Damsgaard e Wissa, entrambe fermati da due interventi super di Martinez. “El Dibu”, però, non può fare nulla al tramonto del primo tempo sulla battuta ravvicinata del 22enne Lewis–Potter, schierato al posto dell’infortunato Mbeumo, che scarica in porta la corta respinta della difesa ospite sul corner di Janelt per il suo primo gol in carriera in Premier League.
Le Bees iniziano meglio anche nella ripresa ancora con Lewis–Potter che spreca il raddoppio da posizione favorevole e Wissa che di testa non riesce a dare angolo. Il momento chiave della sfida arriva, però, al 71′ quando Mee viene espulso, tramite revisione al Var, per un intervento con il piede a martello sulla caviglia di Bailey.
L’undici di Emery sfrutta al meglio la superiorità numerica pervenendo al pareggio appena sei minuti dopo con il traversone proprio di Bailey spinto in porta da Alex Moreno, al primo centro in Premier con la maglia dei Villans, e mettendo la freccia a cinque dal 90′ con il solito Watkins, nona rete nel torneo, che di testa punisce Flekken. Nel recupero arriva il rosso anche per Kamara in seguito ad una rissa accesasi in seguito allo screzio tra Martinez e Maupay.
Prosegue la sua volata verso il paradiso, dunque, l’Aston Villa che fa 12 su 17 in campionato, mentre il Brentford, che avrebbe meritato qualcosa in più, cade per la terza volta di fronte al proprio pubblico.
MANCHESTER CITY 2-2 CRYSTAL PALACE (24′ Grealish, 54′ Lewis, 76′ Mateta, 95′ (rig.) Olise)
Il City si butta via per l’ennesima volta nel finale e viene costretto sul 2-2 da un Crystal Palace comunque tenace e lucido fino al triplice fischio.
I Citizens incassano il terzo gol stagionale nei minuti di recupero (dopo quelli con Chelsea e Tottenham) e gettano alle ortiche due punti pesanti che potrebbero costar caro nella lotta al titolo. Il dominio di 3/4 della gara frutta all’undici dii Guardiola il doppio vantaggio firmato Grealish e Lewis. Il 10 trova la via giusta per il suo terzo centro consecutivo piazzando il piattone destro sul secondo palo al 24′ sugli sviluppi di una manovra condotta da Ruben Dias e rifinita dall’imbucata di Foden, mentre il classe 2004 al 54′ spedisce in porta un pallone vagante con il collo destro che gli vale la prima gioia in carriera in Premier League.
Le Eagles vengono graziate in un’occasione da Alvarez, anche in questa sfida chiamato a fare le veci dell’assente Haaland, salvate a ripetizione dal portiere ex United Dean Henderson, che si oppone strepitosamente ai tentativi di Gvardiol, Bernardo Silva e Foden, e rimesse in partita da Mateta, bravo a spingere in porta il cross basso di Schlupp infilatosi in ripartenza nell’inspiegabilmente scoperta difesa di casa. La rete del definitivo 2-2 arriva nel recupero a maturazione di un forcing di cinque minuti su un calcio di rigore causato dall’ingenuo intervento di Foden, atto a spazzare il pallone, sulla tibia di Mateta e trasformato con freddezza da Olise, al suo secondo acuto in campionato.
Per i campioni in carica arriva, dunque, il quarto pareggio nelle ultime sei, figlio di una fragilità prima gestionale e poi difensiva che ricorda molto il primo periodo dell’era Guardiola, e nettamente in controtendenza rispetto a quanto mostrato nella seconda parte della scorsa annata.
Il City non scenderà in campo nella prossima giornata complice gli impegni nel mondiale per club e vedrà rinviata la propria partita contro il Brentford, mentre il Crystal Palace, che può ritenersi più che soddisfatto del punto strappato nonostante le assenze pesanti di Eze, Edouard e Ayew, ospiterà il Brighton nella gara d’apertura del 18° turno.
NOTTINGHAM FOREST 0-2 TOTTENHAM (47’pt Richarlison, 65′ Kulusevski)
Passa il Tottenham al City Ground nel match di apertura della 17° giornata, ottenendo con merito tre punti che lontano da casa mancavano dal 27 ottobre e alimentando le proprie speranze di insidiare le prime posizioni dopo il largo successo sul Newcastle di settimana scorsa.
L’assoluto protagonista della gara contro il Nottingham è, senza dubbio, Dejan Kulusevski, mascherato per l’occasione a causa della rottura del naso subìta dieci giorni fa contro il West Ham per una gomitata di Paquetà. Lo svedese fa il bello e il cattivo tempo sin dai primi minuti quando con due suggerimenti smarca al tiro Son, che conclude su Turner a tu per tu, ed il grande ex della gara Brennan Johnson, il cui tentativo di punta viene cancellato da un ottimo riflesso del portiere statunitense.
Nonostante i primi due tentativi andati a vuoto, l’ex Juve riesce comunque a mettere a referto l’assist nel secondo minuto di recupero del primo tempo: il suo cross pennellato si spegne sulla testa di Richarlison che prende il tempo a Turner e sigla il terzo gol nelle ultime due gare giocate, regalando ai suoi un vantaggio preziosissimo.
Il Forest, colpito nell’orgoglio, alza il ritmo nei primi minuti della ripresa, alla ricerca di una reazione alla rete incassata, ma il momento propizio si esaurisce poco prima del 60′ quando il Var annulla il pari di Elanga per posizione di offside sul cross basso di Neco Williams. Poco dopo il 60′, invece, è di nuovo Kulusevski a prendersi la scena, approfittando del rinvio errato di Turner e punendolo con il piede debole sul primo palo, chiudendo la partita e salendo a quota cinque nella classifica marcatori.
Il match prova a riaprirlo Bissouma a cui l’arbitro Gillett a venti minuti dal termine mostra il rosso diretto, dopo check al Var, per un intervento sconsiderato con la gamba alta su Yates. Sull’onda di questo episodio i padroni di casa generano due occasioni da corner che, però, si infrangono rispettivamente su Vicario e sul palo.
Gli Spurs, dunque, si portano a 33 punti in classifica, mettendo a referto un clean sheet che mancava da quasi due mesi, ma continuano a perdere pezzi, proprio quando Postecoglu iniziava a poter contare su importanti rientri: Brennan Johnson è uscito malconcio dopo un brutto colpo alla testa, Udogie salterà il prossimo turno per squalifica, considerata la quinta ammonizione rimediata, così come Bissouma, per cui i turni di stop saranno tre.
Per l’undici di Cooper, invece, arriva la quinta sconfitta nelle ultime sei con soli cinque gol realizzati. La situazione di classifica inizia a farsi preoccupante, al contrario di quanto si potesse pensare dopo i funzionali movimenti di mercato effettuati in estate.
NEWCASTLE 3-0 FULHAM (57′ Miley, 64′ Almiron, 82′ Burn)
Dopo la scottante eliminazione in Champions League maturata con l’1-2 in rimonta subìto dal Milan, il Newcastle torna a ruggire davanti al proprio pubblico rifilando un secco 3-0 al Fulham.
La chiave di volta della sfida arriva al 22′ quando Raul Jimenez rimedia un rosso diretto, mostrato dall’arbitro Barrott dopo la revisione al Var, per uno scellerato intervento a metà campo ai danni di Longstaff. Senza il proprio ariete i Cottagers, reduci da sedici reti all’attivo nelle ultime cinque gare, perdono gran parte del loro smalto offensivo e si rendono pericolosi solamente a metà della prima frazione con l’iniziativa personale di Iwobi neutralizzata da Dubravka.
La superiorità numerica detta, di fatto, i ritmi e gli equilibri della gara che con il passare dei minuti pendono fortemente dalla parte dei Magpies, che colpiscono una traversa con Gordon e passano in vantaggio al 57′ con il primo gol in carriera del 2006 Lewis Miley, a cui Howe, anche complice le numerose defezioni, sta concedendo sempre più ampio minutaggio, bravo nel tramutare in rete la serpentina di Bruno Guimaraes con un destro incrociato. Il raddoppio arriva pochi minuti dopo e consacra il ritorno al gol di Miguel Almiron, a secco in Premier dal 30 settembre, sugli sviluppi di uno scambio nello stretto tra Gordon e Longstaff, a cui segue il movimento ingannante di Wilson, mentre il tris giunge nel finale con il colpo di testa del rientrante Burn sullo splendido cross d’esterno ancora di Bruno Guimaraes.
Torna, dunque, a sorridere Howe dopo i tre ko di fila tra campionato e Champions, mettendo a referto la settima vittoria interna consecutiva in campionato, che, però, costa cara in termini di infortuni. Nel giorno dei reintegri di Burn, Longstaff e Botman, infatti, i Magpies perdono a gara in corso Schar e Joelinton (alla presenza numero 150), le cui condizioni andranno valutate nei prossimi giorni, a testimonianza dei numerosi errori commessi nella preparazione estiva, come ammesso anche dal tecnico dei bianconeri nel post-gara.
Sicuramente i due non ci saranno nel quarto di finale di Coppa di Lega contro il Chelsea in programma martedì, lo stesso impegno a cui dovrà prendere parte anche il Fulham, ospite dell’Everton nello stesso giorno.
WEST HAM 3-0 WOLVERHAMPTON (22′, 32′ Kudus, 74′ Bowen)
Dopo il 2-0 rifilato al Friburgo valso il primo posto nel girone di Europa League il West Ham sbriga con un secco 3-0 la pratica Wolverhampton riscattando i cinque gol incassati dal Fulham nell’ultimo turno.
Vittoria nel segno del solito Mohammed Kudus, di cui abbiamo tessuto le lodi anche nelle precedenti settimane, che tra il 23′ ed il 32′ indirizza definitivamente il match con una doppietta in cui racchiude gran parte del suo potenziale qualitativo. La prima rete arriva con un sinistro stretto sul primo palo da fuori area che prende in controtempo Bentley, la seconda con un destro incrociato dai 16 metri che vale il nono centro stagionale per l’ex Ajax. In entrambe i casi risultano fondamentali i suggerimenti illuminanti di Paquetà.
I Wolves abbozzano una reazione nella prima parte della ripresa, ma riescono a produrre soltanto un gol annullato a Sarabia per posizione irregolare sul cross basso di Semedo. Anche nel 3-0 che chiude definitivamente i giochi c’è lo zampino del centrocampista brasiliano ex Milan che scambia sulla trequarti con Bowen, bravo poi ad incrociare il destro per il decimo centro personale in campionato.
Con questi tre punti gli Hammers scavalcano il Brighton e tengono il passo del Newcastle in ottica sesto posto, mentre i lupi d’oltremanica, costretti ancora a rinunciare a Pedro Neto, scivolano in tredicesima posizione, figlia di un solo successo nelle ultime sei gare.
CHELSEA 2-0 SHEFFIELD UNITED (54′ Palmer, 61′ Jackson)
Torna al successo il Chelsea dopo le due sconfitte esterne rimediate contro Manchester United ed Everton, battendo per 2-0 lo Sheffield United nel segno di Palmer.
Proprio l’ex City, infatti, la sblocca ad inizio ripresa punendo da distanza ravvicinata e centrale l’incolpevole Foderingham sugli sviluppi di una delle tantissime iniziative di un altro ex Sky Blues: Raheem Sterling. Il 20 dei Blues si porta, così, a quota sei nella classifica marcatori e si rende protagonista anche in occasione del raddoppio con un assist, propiziato ancora dalla percussione di Sterling, che libera al più facile dei tap-in Nicolas Jackson, al settimo centro in questa Premier.
I blu di Londra legittimano il doppio vantaggio con ulteriori occasioni da rete, cestinate in sequenza da Gallagher, Mudryk e Disasi, lasciando le briciole ad uno Sheffield in grado di impensierire Petrovic, schierato tra i pali al posto dell’infortunato Sanchez, solamente con il doppio tentativo di Archer, sempre tra i più attivi.
Le Blades restano, quindi, l’unica squadra del torneo senza vittorie esterne, non riuscendo a dar seguito al successo di misura sul Brentford di settimana scorsa e vedendo allontanarsi il quartultimo posto a sei lunghezze, mentre l’undici di Pochettino riparte da questi tre punti con l’obiettivo di ritrovare nel periodo natalizio la continuità smarrita e tornare ad insidiare le zone nobili della classifica.
BOURNEMOUTH 1-1 LUTON (3′ Adebayo, 58′ Solanke) SOSPESA
Il match è stato sospeso al 60′ per il malore che ha colpito il capitano del Luton Tom Lockyer, su cui abbiamo fornito aggiornamenti qui.
Al momento dell’interruzione il match era fermo sull’1-1 in virtù delle reti di Adebayo per gli ospiti e Solanke per i padroni di casa, ma restano da capire le modalità di recupero che la FA deciderà di adottare. Infatti esiste una doppia possibilità: la prima prevede che si recuperi solamente l’ultima mezz’ora, mentre la seconda che venga recuperata l’intera partita.
Il regolamento della Federazione calcistica inglese, in tal senso, può venirci in soccorso: “Nel caso in cui una partita della competizione non venga giocata o venga abbandonata per cause su cui nessuno dei due club ha controllo, dovrebbe essere giocata nella sua interezza in una data da concordare di comune accordo tra i due club. e approvato dal concorso. In mancanza di tale accordo e notifica alla competizione entro [] giorni, la competizione avrà il potere di ordinare che la partita venga giocata entro una determinata data.”
Ad ogni modo, considerata anche la situazione molto delicata, crediamo che la scelta finale spetterà alle squadre e che, a prescindere se si disputeranno 30 o 90 minuti, la gara verrà giocata nell’anno nuovo, considerato il calendario fittissimo che attende tutte le squadre inglesi negli ultimi giorni del 2023.
BURNLEY 0-2 EVERTON (19′ Onana, 25′ Keane)
Quarta vittoria consecutiva, la quinta nelle ultime sei, per l’Everton che espugna anche Turf Moor e si mette a distanza di sicurezza dalla zona rossa. Senza penalizzazione i Toffees sarebbero in piena lotta per l’Europa.
Per superare il Burnley la squadra di Dyche, applauditissimo dai tifosi di casa considerati i dieci anni di convivenza, di cui sette nella massima serie, impiega 25 minuti. Onana la sblocca al 19′ tramutando in gol con un colpo di testa il corner calciato da McNeil, aprendo anche il proprio conto personale in questa Premier dopo la rete in Coppa di Lega sempre contro i Clarets. Passano appena sei minuti e Michael Keane, a secco dallo scorso 3 aprile, sigla il più classico dei gol dell’ex capitalizzando l’ottima transizione interna su un calcio piazzato da metà campo, sfruttando anche il favorevole rimpallo tra Trafford e O’Shea sulla sua prima conclusione per piazzare il destro vincente.
La reazione dell’undici di Kompany è affidata ad Amdouni, a cui prima viene cancellato il tap-in da un miracoloso intervento di Godfrey e poi disinnescato il destro diretto all’incrocio da un ottimo riflesso di Pickford, e Berge che a dieci dalla fine colpisce la traversa su cui si infrangono tutte le velleità di rimonta.
La quarta affermazione senza reti concesse permette all’Everton di essere la squadra ad aver collezionato il maggior numero di clean sheet (6) e certificare il proprio status di outsider. Il Burnley, invece, resta inchiodato al penultimo posto con la panchina di Kompany sempre più scricchiolante e la speranza di recuperare al più presto Koleosho.
Classifica e prossimo turno
| 1 |
Arsenal |
39 | 17 | 12 | 3 | 2 | 35:15 | +20 |
| 2 |
Liverpool |
38 | 17 | 11 | 5 | 1 | 36:15 | +21 |
| 3 |
Aston Villa |
38 | 17 | 12 | 2 | 3 | 37:21 | +16 |
| 4 |
Manchester City |
34 | 17 | 10 | 4 | 3 | 40:20 | +20 |
| 5 |
Tottenham |
33 | 17 | 10 | 3 | 4 | 35:23 | +12 |
| 6 |
Newcastle |
29 | 17 | 9 | 2 | 6 | 36:21 | +15 |
| 7 |
Manchester United |
27 | 17 | 9 | 1 | 7 | 18:21 | -3 |
| 8 |
West Ham |
27 | 17 | 8 | 3 | 6 | 29:30 | -1 |
| 9 | Brighton | 26 | 17 | 7 | 5 | 5 | 33:30 | +3 |
| 10 | Chelsea | 22 | 17 | 6 | 4 | 7 | 28:26 | +2 |
| 11 | Fulham | 21 | 17 | 6 | 3 | 8 | 26:29 | -3 |
| 12 |
Brentford |
19 | 17 | 5 | 4 | 8 | 24:24 | 0 |
| 13 |
Wolverhampton |
19 | 17 | 5 | 4 | 8 | 21:29 | -8 |
| 14 |
Bournemouth* |
19 | 16 | 5 | 4 | 7 | 21:30 | -9 |
| 15 |
Crystal Palace |
17 | 17 | 4 | 5 | 8 | 17:25 | -8 |
| 16 |
Everton |
16 | 17 | 8 | 2 | 7 | 22:20 | +2 |
| 17 |
Nottingham Forest |
14 | 17 | 3 | 5 | 9 | 17:30 | -13 |
| 18 |
Luton Town* |
9 | 16 | 2 | 3 | 11 | 17:32 | -15 |
| 19 |
Burnley |
8 | 17 | 2 | 2 | 13 | 16:36 | -20 |
| 20 |
Sheffield United |
8 | 17 | 2 | 2 | 13 | 12:43 | -31 |
– Everton 10 punti di penalizzazione
* Una partita in meno
Prossimo turno:
Giovedì 21 dicembre
Crystal Palace 21:00 Brighton
Venerdì 22 dicembre
Aston Villa 21:00 Sheffield United
Sabato 23 dicembre
Manchester City RINVIATA Brentford
West Ham 13:30 Manchester United
Tottenham 16:00 Everton
Nottingham Forest 16:00 Bournemouth
Fulham 16:00 Burnley
Luton 16:00 Newcastle
Liverpool 18:30 Arsenal
Domenica 24 dicembre
Wolverhampton 14:00 Chelsea
Premier League
Liverpool, Chiesa bocciato: fuori dalla lista Champions
Chiesa tagliato da Iraola nella lista Champions del Liverpool. Insieme a Endo resta ai margini, riaprendo gli scenari di mercato a gennaio.

Federico Chiesa of Liverpool during the Premier League match Liverpool vs Bournemouth at Anfield, Liverpool, United Kingdom, 21st September 2024
(Photo by Cody Froggatt/News Images)
Liverpool, Iraola lo esclude dalla lista Champions
Non cambia la musica per Federico Chiesa ad Anfield. Nonostante l’avvicendamento in panchina e l’arrivo del nuovo tecnico Andoni Iraola, l’attaccante italiano continua a trovarsi ai margini del progetto tecnico del Liverpool. La conferma ufficiale è arrivata con la consegna della lista per la fase a gironi della UEFA Champions League, nella quale il nome dell’ex Juventus spicca tra gli esclusi illustri insieme a quello del centrocampista Wataru Endo.
Per il reparto avanzato, il manager dei Reds ha preferito puntare su Alexander Isak, Cody Gakpo, Hugo Ekitike e il nuovo innesto estivo Bradley Barcola. Un verdetto pesante che rispecchia una gerarchia rigida e penalizzante per il calciatore azzurro, relegato a semplice alternativa di ripiego per le sole competizioni nazionali.
Il parallelo con la gestione Slot e gli scenari di mercato per gennaio
La decisione di Iraola ricalca fedelmente quanto accaduto un anno fa sotto la gestione di Arne Slot. Nella passata stagione, Chiesa fu inizialmente depennato ed entrò in lista unicamente a causa del grave infortunio subito dal giovane difensore Giovanni Leoni. Il bilancio europeo della scorsa annata si chiuse con appena 5 apparizioni per un totale di 78 minuti giocati e una rete firmata nel netto 6-0 contro il Qarabag. Quest’anno Leoni torna a far parte dell’elenco ufficiale, chiudendo definitivamente ogni porta ad un eventuale ripescaggio per l’attaccante.
L’ennesima bocciatura stride fortemente con le dichiarazioni rilasciate dallo stesso Chiesa a fine luglio, quando si diceva pronto ad affrontare un nuovo capitolo ed a mettersi a disposizione del nuovo allenatore dopo i troppi panchina-show dell’anno prima. Questa nuova esclusione apre di fatto le porte ad un possibile addio durante la finestra invernale di calciomercato a gennaio, con diverse società pronte a riportare il giocatore in Serie A o a offrirgli spazio da titolare altrove.
Calciomercato
Liverpool, accordo con Ngumoha: contratto fino al 2031 e ingaggio rivisto
Il Liverpool ha trovato l’intesa di principio con Rio Ngumoha: manca soltanto la firma sul nuovo contratto a lungo termine.
L’annuncio è questione di settimane
Secondo quanto riferito da Graeme Bailey per TEAMtalk, l’accordo è stato raggiunto in linea di principio e restano da limare solo i dettagli. Il club spera di annunciare il rinnovo nelle prossime settimane.
Di ufficiale, però, non c’è ancora nulla: il condizionale resta d’obbligo finché non arriverà la nota di Anfield.
Perché il rinnovo arriva soltanto adesso
Ngumoha ha compiuto 18 anni il 29 agosto e solo da quel momento può legarsi a un accordo di lunga durata, perché i minorenni non possono firmare oltre i tre anni. Il primo contratto da professionista, del 25 settembre 2025, scade infatti nel 2028.
Le informazioni di Paul Joyce per il Times indicano un quinquennale fino al 2031 con un forte adeguamento dell’ingaggio. Capology colloca lo stipendio attuale sui 25.000 sterline a settimana, tra i più bassi dell’intera rosa.
Bayern, Real e Barcellona: da qui nasce la fretta
A inizio estate il Bayern Monaco si è mosso concretamente sull’esterno, come riferito da Christian Falk, mentre TEAMtalk indica in Real Madrid e Barcellona due grandi ammiratrici del giocatore. I Reds non hanno mai aperto alla cessione, respingendo le voci su un’intesa già trovata tra i bavaresi e l’entourage.
Il passaggio dal Chelsea nel 2024 aveva incrinato i rapporti tra i due club: il 5 febbraio 2026 un tribunale del PFCC ha stabilito che il Liverpool deve versare ai londinesi almeno 2,8 milioni di sterline per la formazione del ragazzo.
Barcola e Munoz alzano la concorrenza sulle corsie
L’estate ha portato ad Anfield l’arrivo di Barcola dal Paris Saint-Germain e Victor Munoz dall’Osasuna per 34,5 milioni di sterline, entrambi più a loro agio a sinistra come Ngumoha. A questo si aggiunge la permanenza di Cody Gakpo, con il domino sulle fasce che alla fine non si è sbloccato.
Ad agosto il diretto interessato ha spiegato che l’obiettivo è essere imprevedibile su entrambe le corsie: a sinistra lo conoscono tutti, a destra sente di stare migliorando. Andoni Iraola lo considera un elemento fisso delle proprie rotazioni offensive, utilizzabile su una fascia come sull’altra.
I numeri e i record dietro al nuovo accordo
Nella stagione 2025-26 l’esterno ha messo insieme 29 presenze, nove da titolare, con i gol contro Newcastle e Fulham in Premier League. Il salto di qualità è arrivato tutto in un anno, da osservato speciale tra i giovani del calcio inglese.
L’11 gennaio 2025 era diventato il più giovane calciatore a partire titolare in una gara del Liverpool, a 16 anni e 135 giorni contro l’Accrington Stanley. Il 25 agosto 2025, al debutto in Premier League, ha deciso al 100′ la sfida di Newcastle: più giovane marcatore nella storia del club.
L’11 aprile 2026 è arrivato il primo gol ad Anfield, contro il Fulham, a 17 anni e 225 giorni, battendo il record di Raheem Sterling. Il 6 giugno, a Tampa, è entrato nella ripresa dell’1-0 contro la Nuova Zelanda: quinto debuttante più giovane dei Three Lions e Player of the Match.
Ora resta da capire quando arriverà la comunicazione ufficiale: staremo a vedere.
Calciomercato
Como-Liam Delap, il Chelsea e il dettaglio che cambia la trattativa
Il Como valuta Liam Delap per rinforzare l’attacco: un dettaglio sulle origini del contatto con il Chelsea può però cambiare la lettura dell’operazione.
Como-Delap, chi ha mosso il primo passo
Secondo Fabrizio Romano, il Como avrebbe già effettuato un primo approccio per Delap. L’attaccante sarebbe in alto nella lista dei profili valutati per rinforzare il reparto offensivo di Cesc Fàbregas.
Inoltre, gli ottimi rapporti con il Chelsea, ulteriormente consolidati dalla recente operazione Trevoh Chalobah, potrebbero agevolare eventuali negoziati tra i due club.
La ricostruzione di Gianluca Di Marzio introduce però un dettaglio importante: Delap sarebbe stato proposto alla dirigenza del Como, che avrebbe poi iniziato a valutare la fattibilità di un trasferimento in prestito.
La differenza può sembrare minima, ma cambia gli equilibri dell’operazione e soprattutto il peso delle parti al tavolo.
Delap come opportunità di mercato per il Como
Se l’iniziativa fosse arrivata dall’esterno, Delap non sarebbe necessariamente un obiettivo da prendere a ogni costo. Il suo profilo potrebbe invece rappresentare un’opportunità di mercato, legata alle condizioni tecniche ed economiche dell’affare.
Anche la formula del prestito si inserirebbe bene in questo scenario. Il 23enne è reduce da una stagione complicata al Chelsea dopo aver impressionato con la maglia dell’Ipswich Town.
Delap è legato ai Blues da un contratto fino al 2031 ed è stato acquistato soltanto la scorsa estate per circa 35,5 milioni di euro.
Dopo una prima stagione poco brillante a Stamford Bridge, una cessione immediata alle condizioni economiche desiderate potrebbe risultare complicata. Un trasferimento temporaneo, invece, potrebbe garantirgli maggiore continuità e la possibilità di recuperare valore sul mercato.
Il Como tiene aperte più strade per l’attacco
Delap non sembra essere l’unica soluzione valutata dalla dirigenza. Il suo nome continua infatti a essere affiancato a quello di Moise Kean, altro profilo seguito dal club lombardo per completare il reparto offensivo di Fàbregas.
Questo elemento rende ancora più significativo capire da quale parte sia arrivata la spinta iniziale. Se Delap fosse stato realmente proposto al Como, il club potrebbe avere maggiore margine nella discussione sulla formula del prestito e sulle condizioni economiche dell’accordo.
La trattativa resta quindi da seguire: capire chi abbia maggiore interesse a chiudere l’operazione potrebbe incidere direttamente sui prossimi negoziati.
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