Premier League
All Eyes On Me – il focus sul 9° turno di Premier League
Nuovo appuntamento con All Eyes On Me, la rubrica di Calcio Style dedicata alla Premier League. Di seguito il resoconto dettagliato della nona giornata del campionato più seguito al mondo.
Il fascino unico emanato, unito alla perenne scia d’entusiasmo che pervade ogni stadio, confluisce in una commistione di spettacolo, ardore e qualità che conferisce a questo torneo l’aurea di lega paradisiaca in cui solamente i migliori interpreti del gioco possono essere o diventare i protagonisti.
Nono turno: Tottenham solo al comando, rialza la testa il City. Pari pirotecnico tra Chelsea e Arsenal
TOTTENHAM 2-0 FULHAM (36′ Son, 54′ Maddison)
La Premier League ha un’unica squadra al comando: il meraviglioso Tottenham di Postecoglu. Gli Spurs ora possono guardare tutti dall’alto grazie al convincente successo ottenuto nel monday night ai danni del Fulham.
La gara viene decisa dalla nuova coppia del momento, quella ritratta nella foto. Per Son sono sette le reti in campionato più un assist sfornato proprio in questo incontro a beneficio di Maddison, che di passaggi vincenti ne conta già cinque e di segnature tre. Che la “Maddison to Son” possa sostituire o equiparare in termini di spauracchio per gli avversari la “De Bruyne to Haaland” dello scorso anno?
In attesa del responso Postecoglu, arrivato a tagliare il traguardo delle cinquantadue partite interne consecutive senza sconfitte, si gode i frutti dell’ottimo lavoro svolto fin qui: tra questi annoveriamo un ritrovato Hojbjerg, alla prima da titolare in stagione vista la squalifica di Bissouma, da cui parte l’azione del raddoppio, un sempre più determinante Van de Ven, decisivo nel recupero palla alto nel gol che sblocca il risultato, e la solita saracinesca Vicario, autore di due parate strepitose su Palhinha e Raul Jimenez.
Non si deve, inoltre, dimenticare che il Tottenham non è coinvolto in alcuna manifestazione europea ed ha subìto l’eliminazione nel secondo turno di Coppa di Lega proprio dal Fulham ai calci di rigore, e dunque potrà concentrare le proprie forze interamente o quasi, considerata la FA Cup, sul campionato, al contrario di tutte le dirette rivali.
Per i Cottagers, invece, prosegue la maledizione negli scontri diretti con gli Spurs: la vittoria nei 90 minuti manca infatti dal marzo 2013, 0-1 targato Berbatov nell’allora White Hart Lane.
MANCHESTER CITY 2-1 BRIGHTON (7′ J.Alvarez, 19′ Haaland, 73′ Ansu Fati)
Ventunesima vittoria casalinga consecutiva in tutte le competizioni che coincide con l’ennesimo record ottenuto dai Guardiola boys: nessuna squadra inglese, infatti, aveva mai messo a referto una così lunga striscia di successi tra le mura amiche.
Tutto merito, stringendo il campo all’ultima uscita, di un imprendibile Doku e del solito Haaland che torna al gol dopo tre gare di digiuno. Se per il norvegese sono già nove le volte in cui ha gonfiato la rete avversaria in stagione, undici se aggiungiamo la doppietta contro Cipro in nazionale, per Alvarez il conto si ferma a sette, equivalenti a ben otto punti sui 27 complessivi ottenuti dai Citizens tra campionato e Champions.
Il Manchester City del rientrante Rodri torna dunque al successo dopo tre ko di fila tra Premier e Coppa di Lega, di cui l’ultimo beffardo all’Emirates con l’Arsenal, contro un Brighton falcidiato dagli infortuni, Lamptey, Estupinan ed Enciso a cui si sono aggiunti March e Welbeck nel corso del match, ma comunque dimostratosi all’altezza delle aspettative della vigilia.
L’undici di De Zerbi, lodato sia nel pre che nel post-partita da Pep, dopo un avvio shock causato anche dal mismatch atletico tra Milner e Doku è, infatti, riuscito a prendere le misure agli avversari e con un pizzico di sana spregiudicatezza ha prima accorciato le distanze con Ansu Fati, agevolato da una delle tante sgasate di Mitoma, e poi sfiorato la rete del pari allegando a tutto ciò anche l’espulsione di Akanji nel finale. I tre punti mancano, però, dal 24 settembre per i Seagulls che possono ricostruire il feeling con il successo già giovedì contro l’Ajax in Europa League.
CHELSEA 2-2 ARSENAL (15′ (rig.) Palmer, 48′ Mudryk, 77′ Rice, 84′ Trossard)
Portieri protagonisti in negativo nel delicatissimo derby di Londra andato in scena a Stamford Bridge tra Chelsea e Arsenal. Prima Raya si fa scavalcare dal cross di Mudryk in occasione del 2-0 dei Blues, e per poco non regala il 3-0 a Palmer incespicando con il pallone tra i piedi, poi Sanchez rimette in partita i Gunners consegnando, proprio con i piedi, il pallone a Rice che lo punisce da fuori area.
Ai poli opposti dei gol intermedi ci sono gli acuti di Palmer, freddo dal dischetto dopo il tocco di mano di Saliba su un suo colpo di testa in area, e Trossard, entrato in campo sei minuti prima e scaltro nel chiudere sul secondo palo l’ennesimo cross panoramico del ristabilito Saka.
Ai ragazzi di Pochettino resta l’amaro in bocca considerato il doppio vantaggio gettato alle ortiche, ma anche la consapevolezza di essere usciti dal buio pesto di inizio stagione. Senza un punto di riferimento in attacco hanno messo in seria difficoltà quella che era la miglior difesa del torneo, riscoprendo Mudryk, al secondo gol nelle ultime tre di Premier, ed eleggendo Palmer, che aveva già punito i Gunners nel Community Shield di agosto con la maglia del City, a leader tecnico e all’occorrenza falso nueve.
L’undici di Arteta, dal canto suo, riesce a mantenere l’imbattibilità in campionato ottenendo il terzo pari per 2-2, dopo quelli maturati negli altri due derby con Fulham e Tottenham, dando fondo a tutte le energie residue che per poco non si sono tramutate in vittoria con il destro velenoso di Nketiah che accarezza il palo in chiusura di match. Il doppio play sembra irrobustire le certezze di questa squadra che grazie alla seconda rete in questa Premier di Trossard prolunga anche la striscia senza sconfitte a Stamford Bridge in auge ormai dal 2018.
LIVERPOOL 2-0 EVERTON (75′ (rig.), 97′ Salah)
Sette gol e seconda doppietta in dieci match contro l’Everton per Mohamed Salah che si porta a quota otto marcature stagionali. I Reds si affidano per l’ennesima volta al quinto miglior marcatore della loro gloriosa storia, Liddell, il quarto, dista 34 lunghezze, per avere la meglio nel terzo derby di giornata.
Ad Anfield accade tutto o quasi, considerata la precoce espulsione di Young al 37′ per doppio giallo, dal 75′ in poi con l’egiziano che si prende la ribalta grazie alla trasformazione del rigore causato dal tocco di mano di Keane sul cross dell’incontenibile Luis Diaz e al comodo sinistro che spinge in porta il tocco smarcante di Darwin Nunez sugli sviluppi di contropiede.
Klopp si impone così per l’undicesima volta su diciotto nel derby del Merseyside, nonostante defezioni importanti quali quelle di Robertson, Jones e Gakpo, anche complice una prestazione monstre dell’esterno colombiano, artefice anche del rosso rifilato a Young, e all’ottimo inserimento a gara in corso di Elliott
Per i Toffees la stracittadina resta una maledizione, specie se si considerano i soli due successi ottenuti ad Anfield negli ultimi ventiquattro anni, e dopo le tre vittorie nelle ultime quattro uscite tra campionato e coppa che avevano disteso il clima nello spogliatoio arriva un altro stop che potrebbe complicare nuovamente le cose.
ASTON VILLA 4-1 WEST HAM (30′, 52′ (rig.) Douglas Luiz, 56′ Bowen, 74′ Watkins, 89′ Bailey)
“Six in a row at Villa Park” come recita il post celebrativo dell’Aston Villa dedicato a Douglas Luiz. Sesta partita consecutiva a segno nello stadio di casa per il centrocampista brasiliano che con una doppietta spiana la strada ai propri compagni verso l’undicesima vittoria di fila al Villa Park in campionato.
A rifinire il risultato per i Villans in un match senza storia ci pensano Watkins e Bailey con due marcature da stropicciarsi gli occhi, rispettivamente la quinta e la terza in questa Premier. Secondo miglior attacco, miglior rendimento e miglior attacco interno, quinto posto in solitaria conquistato: soltanto alcuni numeri che certificano l’estrema bontà del lavoro di Emery unita alla crescente qualità e consapevolezza del gruppo.
Resta al palo il West Ham che torna a perdere in quel di Birmingham dopo tre successi negli ultimi tre anni e vede ridimensionate le proprie velleità europee. Non basta il sesto acuto di Bowen in stagione, agevolato dalla deviazione di Pau Torres nell’occasione, per evitare il naufragio: ora i ragazzi di Moyes dovranno rialzare la testa nei prossimi impegni con Olympiacos ed Everton.
NEWCASTLE 4-0 CRYSTAL PALACE (4′ Murphy, 44′ Gordon, 47’pt Longstaff, 66′ Wilson)
Match impari anche al St. James’ Park tra il Newcastle due ed il Crystal Palace. Nonostante le scelte conservative di Howe in vista della sfida di Champions contro il Borussia Dortmund i Magpies dominano, gestiscono e stritolano la partita già nel primo tempo con un Murphy in forma smagliante.
L’alter ego di Almiron ripaga la fiducia concessagli dal mister sbloccando l’incontro dopo quattro minuti con un lob che sorprende Johnstone e risultando determinante con due passaggi vincenti in occasione del 2-0 di Gordon e del 4-0 di Wilson, stanziatosi già a quota cinque in classifica marcatori dopo la splendida campagna da diciotto gol dello scorso anno. L’altra rete porta la firma di Longstaff, schierato al posto di Tonali a cui è stata tributata una splendida standing ovation, al terzo timbro nelle ultime cinque uscite.
Miglior attacco del campionato, sesta vittoria negli ultimi otto match e sorti della stagione momentaneamente ribaltate dopo un avvio difficile. In contrapposizione a tutto ciò c’è il momento del Crystal Palace, orfano sia di Eze che di Olise, con uno dei reparti offensivi meno prolifici anche in virtù della fallace campagna acquisti che non ha portato in dote un degno sostituto di Zaha.
SHEFFIELD UNITED 1-2 MANCHESTER UNITED (28′ McTominay, 34′ (rig.) McBurnie, 77′ Dalot)
Il Manchester United passa a Bramall Lane soffrendo oltre il previsto contro il fanalino di coda Sheffield United. Al contrario del match pre-sosta contro il Brentford McTominay, partito titolare anche per l’infortunio occorso nei giorni scorsi a Casemiro, si rivela come croce e delizia agli occhi dei suoi, prima siglando il gol del vantaggio e successivamente procurando con un tocco di braccio il rigore del pari avversario trasformato da McBurnie.
Per fortuna dello scozzese e dell’intero gruppo Red Devils a risolvere l’intricato enigma Sheffield ci pensa Diogo Dalot con un poderoso destro dalla distanza che vale tre punti ed il suo ritorno al gol dopo sei mesi. Ten Hag inizia così a recuperare terreno in classifica, uomini a disposizione, considerato il reinserimento in rosa di Antony e l’ingresso in campo di Varane e Mount, e a godere del miglior Amrabat, decisivo nell’azione del definitivo vantaggio in seguito allo scambio di posizione con Dalot, che poi punisce Foderingham dalla stessa porzione centrale di campo dalla quale proprio il centrocampista marocchino aveva colpito la traversa qualche istante prima.
Per ciò che concerne le Blades siamo costretti a ripeterci: momentaneamente la squadra non sembra avere i requisiti giusti per mantenere la categoria, al netto di una prestazione generosa contro un avversario nettamente superiore in termini di qualità.
BOURNEMOUTH 1-2 WOLVERHAMPTON (17′ Solanke, 47′ Cunha, 88′ Kalajdzic)
Dopo aver sconfitto il City ed inchiodato sul pari l’Aston Villa i Wolves espugnano il Vitality Stadium con il solito Pedro Neto in stato di grazia e agevolati dalla clamorosa ingenuità del tandem Neto–Billing in uscita palla nel frangente che ha portato alla rete decisiva del gigante austriaco Kalajdzic.
Rilevante anche l’apporto di Hee–Chan Hwang, autore dell’assist vincente per l’1-2 e principale responsabile della reazione scomposta a palla lontana e conseguente espulsione di Cook che ha spostato gli equilibri dalla parte dei lupi d’oltremanica.
Per il Bournemouth non è sufficiente lo sfavillante gol di tacco di Solanke per evitare la quarta sconfitta consecutiva ed il penultimo posto in classifica, sintomo di una squadra in costante debito fisico che potrebbe correre il rischio di far restare incompiuto il proprio potenziale fino al termine della stagione.
BRENTFORD 3-0 BURNLEY (25′ Wissa, 62′ Mbeumo, 87′ Ghoddos)
Il Brentford torna a sorridere in campionato dopo due lunghi mesi fatti di perplessità, calo di rendimento e scarsa compattezza. Le Bees superano senza difficoltà l’ostacolo Burnley con un perentorio 3-0 marchiato da un Mbeumo sugli scudi, tornato al gol che mancava dal due settembre.
Anche un assist per l’attaccante camerunense per il compagno di reparto Wissa che dopo le due marcature messe a referto nelle prime due giornate sembrava aver smarrito la sua vena realizzativa. Il bellissimo 3-0 realizzato dalla distanza porta invece la firma di Ghoddos, centrocampista offensivo iraniano che proprio contro il Burnley aveva trovato la sua ultima gioia il 30 ottobre 2021.
Restano al terzultimo posto i Clarets di Kompany che non riescono proprio ad imboccare nuovamente il percorso che li ha portati a dominare la Championship lo scorso anno. La squadra concede troppo e sembra patire eccessivamente il salto di categoria.
NOTTINGHAM FOREST 2-2 LUTON (48′, 76′ Wood, 83′ Ogbene, 92′ Adebayo)
Clamorosa rimonta nel finale del Luton al City Ground che vale agli uomini di Edwards un punto d’oro in ottica salvezza. Grande rammarico, invece, per il Nottingham che lascia per strada due punti preziosi e ottiene il quarto pareggio nelle ultime cinque uscite.
La doppietta di Wood, propiziata da due assist di Elanga, mancava dall’ormai lontano 21 settembre 2019 contro il Norwich quando ancora vestiva la maglia del Burnley e sembrava aver messo in discesa il match per i padroni di casa, ma le reti di Ogbene, alla sua prima esultanza in carriera in Premier League, e Adebayo tra l’83’ e il 92′ hanno sovvertito qualunque tipo di pronostico.
Con il quarto punto ottenuto in trasferta gli Hatters escono per la prima volta dalla zona retrocessione e possono guardare al prosieguo della stagione con maggiore fiducia.
Classifica e prossimo turno
| 1 |
Tottenham |
23 | 9 | 7 | 2 | 0 | 20:8 | +12 |
| 2 |
Manchester City |
21 | 9 | 7 | 0 | 2 | 19:7 | +12 |
| 3 |
Arsenal |
21 | 9 | 6 | 3 | 0 | 18:8 | +10 |
| 4 |
Liverpool |
20 | 9 | 6 | 2 | 1 | 20:9 | +11 |
| 5 |
Aston Villa |
19 | 9 | 6 | 1 | 2 | 23:9 | +13 |
| 6 |
Newcastle |
16 | 9 | 5 | 1 | 3 | 24:9 | +15 |
| 7 |
Brighton |
16 | 9 | 5 | 1 | 3 | 22:18 | +4 |
| 8 |
Manchester United |
15 | 9 | 5 | 0 | 4 | 11:13 | -2 |
| 9 |
West Ham |
14 | 9 | 4 | 2 | 3 | 16:16 | 0 |
| 10 | Chelsea | 12 | 9 | 3 | 3 | 3 | 13:9 | +4 |
| 11 |
Crystal Palace |
12 | 9 | 3 | 3 | 3 | 7:11 | -4 |
| 12 |
Wolverhampton |
11 | 9 | 3 | 2 | 4 | 11:15 | -4 |
| 13 |
Fulham |
11 | 9 | 3 | 2 | 4 | 8:15 | -7 |
| 14 |
Brentford |
10 | 9 | 2 | 4 | 3 | 14:12 | -2 |
| 15 |
Nottingham Forest |
10 | 9 | 2 | 4 | 3 | 10:12 | -2 |
| 16 |
Everton |
7 | 9 | 2 | 1 | 6 | 9:14 | -5 |
| 17 |
Luton Town |
5 | 9 | 1 | 2 | 6 | 8:17 | -9 |
| 18 |
Burnley |
4 | 9 | 1 | 1 | 7 | 7:23 | -16 |
| 19 |
Bournemouth |
3 | 9 | 0 | 3 | 6 | 6:20 | -14 |
| 20 |
Sheffield United |
1 | 9 | 0 | 1 | 8 | 7:24 | -17 |
Prossimo turno:
Venerdì 27 ottobre
Crystal Palace 21:00 Tottenham
Sabato 28 ottobre
Chelsea 13:30 Brentford
Arsenal 16:00 Sheffield United
Bounremouth 16:00 Burnley
Wolverhampton 18:30 Newcastle
Domenica 29 ottobre
West Ham 14:00 Everton
Brighton 15:00 Fulham
Aston Villa 15:00 Luton
Liverpool 15:00 Nottingham Forest
Manchester United 16:30 Manchester City
Premier League
Liverpool, Chiesa bocciato: fuori dalla lista Champions
Chiesa tagliato da Iraola nella lista Champions del Liverpool. Insieme a Endo resta ai margini, riaprendo gli scenari di mercato a gennaio.

Federico Chiesa of Liverpool during the Premier League match Liverpool vs Bournemouth at Anfield, Liverpool, United Kingdom, 21st September 2024
(Photo by Cody Froggatt/News Images)
Liverpool, Iraola lo esclude dalla lista Champions
Non cambia la musica per Federico Chiesa ad Anfield. Nonostante l’avvicendamento in panchina e l’arrivo del nuovo tecnico Andoni Iraola, l’attaccante italiano continua a trovarsi ai margini del progetto tecnico del Liverpool. La conferma ufficiale è arrivata con la consegna della lista per la fase a gironi della UEFA Champions League, nella quale il nome dell’ex Juventus spicca tra gli esclusi illustri insieme a quello del centrocampista Wataru Endo.
Per il reparto avanzato, il manager dei Reds ha preferito puntare su Alexander Isak, Cody Gakpo, Hugo Ekitike e il nuovo innesto estivo Bradley Barcola. Un verdetto pesante che rispecchia una gerarchia rigida e penalizzante per il calciatore azzurro, relegato a semplice alternativa di ripiego per le sole competizioni nazionali.
Il parallelo con la gestione Slot e gli scenari di mercato per gennaio
La decisione di Iraola ricalca fedelmente quanto accaduto un anno fa sotto la gestione di Arne Slot. Nella passata stagione, Chiesa fu inizialmente depennato ed entrò in lista unicamente a causa del grave infortunio subito dal giovane difensore Giovanni Leoni. Il bilancio europeo della scorsa annata si chiuse con appena 5 apparizioni per un totale di 78 minuti giocati e una rete firmata nel netto 6-0 contro il Qarabag. Quest’anno Leoni torna a far parte dell’elenco ufficiale, chiudendo definitivamente ogni porta ad un eventuale ripescaggio per l’attaccante.
L’ennesima bocciatura stride fortemente con le dichiarazioni rilasciate dallo stesso Chiesa a fine luglio, quando si diceva pronto ad affrontare un nuovo capitolo ed a mettersi a disposizione del nuovo allenatore dopo i troppi panchina-show dell’anno prima. Questa nuova esclusione apre di fatto le porte ad un possibile addio durante la finestra invernale di calciomercato a gennaio, con diverse società pronte a riportare il giocatore in Serie A o a offrirgli spazio da titolare altrove.
Calciomercato
Liverpool, accordo con Ngumoha: contratto fino al 2031 e ingaggio rivisto
Il Liverpool ha trovato l’intesa di principio con Rio Ngumoha: manca soltanto la firma sul nuovo contratto a lungo termine.
L’annuncio è questione di settimane
Secondo quanto riferito da Graeme Bailey per TEAMtalk, l’accordo è stato raggiunto in linea di principio e restano da limare solo i dettagli. Il club spera di annunciare il rinnovo nelle prossime settimane.
Di ufficiale, però, non c’è ancora nulla: il condizionale resta d’obbligo finché non arriverà la nota di Anfield.
Perché il rinnovo arriva soltanto adesso
Ngumoha ha compiuto 18 anni il 29 agosto e solo da quel momento può legarsi a un accordo di lunga durata, perché i minorenni non possono firmare oltre i tre anni. Il primo contratto da professionista, del 25 settembre 2025, scade infatti nel 2028.
Le informazioni di Paul Joyce per il Times indicano un quinquennale fino al 2031 con un forte adeguamento dell’ingaggio. Capology colloca lo stipendio attuale sui 25.000 sterline a settimana, tra i più bassi dell’intera rosa.
Bayern, Real e Barcellona: da qui nasce la fretta
A inizio estate il Bayern Monaco si è mosso concretamente sull’esterno, come riferito da Christian Falk, mentre TEAMtalk indica in Real Madrid e Barcellona due grandi ammiratrici del giocatore. I Reds non hanno mai aperto alla cessione, respingendo le voci su un’intesa già trovata tra i bavaresi e l’entourage.
Il passaggio dal Chelsea nel 2024 aveva incrinato i rapporti tra i due club: il 5 febbraio 2026 un tribunale del PFCC ha stabilito che il Liverpool deve versare ai londinesi almeno 2,8 milioni di sterline per la formazione del ragazzo.
Barcola e Munoz alzano la concorrenza sulle corsie
L’estate ha portato ad Anfield l’arrivo di Barcola dal Paris Saint-Germain e Victor Munoz dall’Osasuna per 34,5 milioni di sterline, entrambi più a loro agio a sinistra come Ngumoha. A questo si aggiunge la permanenza di Cody Gakpo, con il domino sulle fasce che alla fine non si è sbloccato.
Ad agosto il diretto interessato ha spiegato che l’obiettivo è essere imprevedibile su entrambe le corsie: a sinistra lo conoscono tutti, a destra sente di stare migliorando. Andoni Iraola lo considera un elemento fisso delle proprie rotazioni offensive, utilizzabile su una fascia come sull’altra.
I numeri e i record dietro al nuovo accordo
Nella stagione 2025-26 l’esterno ha messo insieme 29 presenze, nove da titolare, con i gol contro Newcastle e Fulham in Premier League. Il salto di qualità è arrivato tutto in un anno, da osservato speciale tra i giovani del calcio inglese.
L’11 gennaio 2025 era diventato il più giovane calciatore a partire titolare in una gara del Liverpool, a 16 anni e 135 giorni contro l’Accrington Stanley. Il 25 agosto 2025, al debutto in Premier League, ha deciso al 100′ la sfida di Newcastle: più giovane marcatore nella storia del club.
L’11 aprile 2026 è arrivato il primo gol ad Anfield, contro il Fulham, a 17 anni e 225 giorni, battendo il record di Raheem Sterling. Il 6 giugno, a Tampa, è entrato nella ripresa dell’1-0 contro la Nuova Zelanda: quinto debuttante più giovane dei Three Lions e Player of the Match.
Ora resta da capire quando arriverà la comunicazione ufficiale: staremo a vedere.
Calciomercato
Como-Liam Delap, il Chelsea e il dettaglio che cambia la trattativa
Il Como valuta Liam Delap per rinforzare l’attacco: un dettaglio sulle origini del contatto con il Chelsea può però cambiare la lettura dell’operazione.
Como-Delap, chi ha mosso il primo passo
Secondo Fabrizio Romano, il Como avrebbe già effettuato un primo approccio per Delap. L’attaccante sarebbe in alto nella lista dei profili valutati per rinforzare il reparto offensivo di Cesc Fàbregas.
Inoltre, gli ottimi rapporti con il Chelsea, ulteriormente consolidati dalla recente operazione Trevoh Chalobah, potrebbero agevolare eventuali negoziati tra i due club.
La ricostruzione di Gianluca Di Marzio introduce però un dettaglio importante: Delap sarebbe stato proposto alla dirigenza del Como, che avrebbe poi iniziato a valutare la fattibilità di un trasferimento in prestito.
La differenza può sembrare minima, ma cambia gli equilibri dell’operazione e soprattutto il peso delle parti al tavolo.
Delap come opportunità di mercato per il Como
Se l’iniziativa fosse arrivata dall’esterno, Delap non sarebbe necessariamente un obiettivo da prendere a ogni costo. Il suo profilo potrebbe invece rappresentare un’opportunità di mercato, legata alle condizioni tecniche ed economiche dell’affare.
Anche la formula del prestito si inserirebbe bene in questo scenario. Il 23enne è reduce da una stagione complicata al Chelsea dopo aver impressionato con la maglia dell’Ipswich Town.
Delap è legato ai Blues da un contratto fino al 2031 ed è stato acquistato soltanto la scorsa estate per circa 35,5 milioni di euro.
Dopo una prima stagione poco brillante a Stamford Bridge, una cessione immediata alle condizioni economiche desiderate potrebbe risultare complicata. Un trasferimento temporaneo, invece, potrebbe garantirgli maggiore continuità e la possibilità di recuperare valore sul mercato.
Il Como tiene aperte più strade per l’attacco
Delap non sembra essere l’unica soluzione valutata dalla dirigenza. Il suo nome continua infatti a essere affiancato a quello di Moise Kean, altro profilo seguito dal club lombardo per completare il reparto offensivo di Fàbregas.
Questo elemento rende ancora più significativo capire da quale parte sia arrivata la spinta iniziale. Se Delap fosse stato realmente proposto al Como, il club potrebbe avere maggiore margine nella discussione sulla formula del prestito e sulle condizioni economiche dell’accordo.
La trattativa resta quindi da seguire: capire chi abbia maggiore interesse a chiudere l’operazione potrebbe incidere direttamente sui prossimi negoziati.
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