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Nottingham Forest, da Odoi a Espirito Santo: tutti i segreti

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Nuno Espirito Santo, dalle origini alla Premier League: principi e analisi delle fasi di gioco del suo Nottingham Forest terzo in classifica.

Nato nel 1974 a Sao Tomé, capitale della Repubblica Democratica di São Tomé e Príncipe ed ex colonia portoghese, Nuno Espirito Santo, attuale allenatore del Nottingham Forest, ha in pochi anni dimostrato che l’esperienza nel calcio non è tutto e che a volte mentalità, convinzione e lavoro, tanto lavoro, possono fare la differenza.

La sua carriera da allenatore, infatti, parte de un piccolo villaggio vicino Glasgow. Largs, un paesino di 11 mila abitanti nel quale il portoghese muove i primi passi da allenatore dopo aver abbandonato la carriera da portiere. Qui le capacità sono già ben visibili, tanto che arriva la chiamata del Rio Ave: club portoghese con il quale Nuno disputa la sua prima esperienza da allenatore professionista. Tanto da arrivare, nella stagione 2012/2013, a 3 punti dalla qualificazione ai preliminari di Europa League, che centrerà l’anno successivo.

Dopo le soddisfazioni portoghesi, nel 2014 riceve la chiamata del Valencia: dove conquista il 4° posto in classifica, la qualificazione alla Champions League e un clamoroso successo contro il Real Madrid.

Nel novembre del 2015 lascerà poi il club per alcuni dissidi con la società e tornerà così in Portogallo alla guida del Porto, con cui non riesce ad ottenere gli stessi risultati.

Sarà proprio l’esonero dalla società portoghese a spalancargli le porte della Premier League, prima a Wolverhampton e Tottenham e, dopo una breve esperienza Araba, al Nottingham Forest.

Nottingham Forest

Come fa una squadra ultima nelle statistiche ad essere terza in Premier League? Nuno Espirito Santo e il suo Nottingham Forest.

Allenatore particolarmente attento alle individualità dei propri uomini, la sua idea è chiara: la squadra è la cosa più importante. Tanto che appena approdato in Inghilterra ha fatto disegnare sui muri della palestra due scritte diventate in brevissimo tempo dei veri e propri dogmi: “Stay Humble” e “Protect the team”, tradotto “Restare umili e proteggere la squadra”.

La sua squadra è ultima in parecchie statistiche come: possesso palla, numero di passaggi, tocchi palla e intensità di pressing nella metà campo avversaria con numeri da retrocessione, ma allora come fa ad essere attualmente terza in Premier League?

La squadra in fase difensiva si posiziona con un 4-4-2 o un 3-5-2 in base all’avversario e gioca principalmente nella propria metà campo, spingendo l’avversario nella parte esterna del campo e costringendolo a cross e tiri da lontano. Infatti è prima nelle statistiche come quella dei clean sheet, dei tiri non concessi e terza come gol subiti.

La squadra è sempre molto attenta a non volere il pallone e a lavorare sempre su posture e appoggi corretti dei loro calciatori, in modo da concedere meno spazio e profondità possibile all’avversario.

Di questa fase difensiva molto organizzata ne nasce il suo principio offensivo, che tende, dopo aver recuperato palla possibilmente in zona esterna, a innescare in maniera rapida i due esterni (Elanga e Hudson Odoi) in modo da arrivare il più velocemente verso la porta avversaria.

Articolo di Stefano Nestasio.

Premier League

Premier League, All Eyes On Me – il focus sul 30° turno di Premier League

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Premier League

Appuntamento e format rinnovati: All Eyes On Me, la rubrica di Calcio Style dedicata alla Premier League, cambia look, ma non la sostanza dando libero sfogo a quella bruciante passione che unisce tutto il popolo britannico e non solo. Di seguito il resoconto dettagliato dei principali avvenimenti della 30°giornata della nuova stagione.

Il fascino unico emanato, unito alla perenne scia d’entusiasmo che pervade ogni stadio, confluisce in una commistione di spettacolo, ardore e qualità che conferisce a questo torneo l’aura di lega paradisiaca in cui solamente i migliori interpreti del gioco possono essere o diventare i protagonisti.

Trentesimo turno: “Night Train”

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DIOGO JOTA DECIDE IL DERBY DEL MERSEYSIDE

Il Liverpool torna a far propria la stracittadina del Merseyside dopo un anno e mezzo composto da una sconfitta e un pareggio maturati a Goodison Park, interrompendo la striscia di nove risultati utili consecutivi dell’Everton.

L’inizio gara viene squarciato dal pericolosissimo intervento su Mac Allister da parte di Tarkowski, incredibilmente solo ammonito (per la 63esima volta senza ricevere un’espulsione, record nel campionato inglese). I Reds, reduci dall’eliminazione in Champions League per mano del PSG e dalla finale di Coppa di Lega persa contro il Newcastle, provano a scuotere una prima parte di partita soporifera con gli sporadici lampi di Diogo Jota e Luis Diaz, ma rischiano grosso poco prima della mezz’ora quando Beto vede annullarsi un gol da puro centravanti a causa di una millimetrica posizione di fuorigioco sul lancio profondo proprio di Tarkowski.

L’ex Udinese ci va nuovamente vicino poco prima dell’intervallo quando, dopo aver stravinto il duello individuale con Van Dijk all’altezza della metà campo, si invola verso la porta e, a tu per tu con Kelleher, colpisce in pieno il palo. Al 57′, però, sono i Reds a sbloccare la sfida con il guizzo di Diogo Jota, al sesto centro in campionato e a secco dal 14 gennaio, che duetta nello stretto al limite dell’area con Luis Diaz prima di seminare in dribbling due difensori avversari e battere Pickford, preso in controtempo dal suo potente destro. In seguito allo svantaggio i Toffees non riescono più a rendersi pericolosi, rischiando anche di prendere il 2-0, sventato dal salvataggio di Branthwaite su Luis Diaz, incassando la sconfitta numero 100 contro il Liverpool in tutte le competizioni.

La formazione di Slot torna, quindi, a vincere 1-0 ad Anfield dopo quasi due anni (l’ultimo risaliva al maggio 2023 contro il Brentford) restando a +12 sull’Arsenal.

SAKA IS BACK, IL NOTTINGHAM LA VINCE NEL SEGNO DELL’EX

Secondo successo di misura consecutivo in un derby casalingo per l’Arsenal dopo l’1-0 pre-sosta targato Merino ai danni del Chelsea.

Dopo l’infortunio occorso al 16′ a Gabriel, sostituito da Kiwior, è proprio il numero 23 di casa ad avere sui piedi la prima occasione da gol del match, prontamente sventata da Leno. Al 37′, però, lo spagnolo, smarcato al tiro da Nwaneri (secondo calciatore più giovane dopo Lamine Yamal a raggiungere i dieci coinvolgimenti diretti in gol nei top 5 campionati europei), centra il bersaglio grosso grazie a un destro provvidenzialmente deviato da Cuenca che gli vale il sesto centro in campionato (record personale in una singola stagione). Nella prima parte della ripresa i Gunners, sulle ali del vantaggio acquisito, vanno a più riprese vicini al raddoppio prima con Odegaard e Nwaneri e successivamente con Martinelli dal solito calcio d’angolo, per poi trovarlo con merito al 73′ con Saka, al rientro dopo poco più di tre mesi, che spinge di testa in porta il cross teso di Merino prolungato da Martinelli trovando anche lui la via per il suo sesto gol nel torneo, arrivando a toccare la “doppia-doppia” stagionale per la terza annata consecutiva (l’unico a riuscirci con i Gunners era stato Alexis Sanchez).

Nel finale il Fulham ha un moto d’orgoglio con protagonista prima in negativo e successivamente in positivo Rodrigo Muniz. Poco dopo l’80’ il brasiliano fallisce incredibilmente di testa a pochi passi dalla porta di Raya, mentre nel recupero riesce ad accorciare le distanze approfittando della deviazione di Saliba sul suo destro ravvicinato trovando il suo sesto acuto da subentrato (solo Le Fondre con 8 ne ha fatti di più in una singola annata con la maglia del Fulham).

La squadra di Arteta resta, quindi, salda al secondo posto, mentre il Fulham, reduce dal k.o. nei quarti di FA Cup con il Crystal Palace, scivola al nono posto.

Terza vittoria consecutiva, la quinta considerando la FA Cup dove nello scorso weekend è arrivato il successo ai rigori contro il Brighton nei quarti, per il Nottingham che nonostante lo 0,48 di xG prodotto la spunta di misura sul Manchester United.

I Red Devils iniziano bene con la conclusione da fuori di Bruno Fernandes allungata in angolo da Sels. Proprio da quel corner respinto nasce l’incredibile coast to coast dell’ex di serata Elanga che si fa 54 metri palla al piede (nuovo record in Premier League, battuto quello di Daka di 41 in un LeicesterWest Ham) prima di depositare il pallone alle spalle di Onana. Sesto centro in campionato per lo svedese, il primo in casa da dicembre.

Gli ospiti, dopo aver concesso il 23esimo “opening goal” stagionale (solo il Leicester ha fatto peggio con 25) reagiscono bene, colpendo una traversa da angolo con Dalot e sfiorando i pali di Sels con due tentativi da fuori di Casemiro. Anche nella ripresa il refrain non cambia: la formazione di Amorim tambureggia in avanti, specie con Garnacho che va sensibilmente vicino al pari a più riprese, mentre il Forest pensa principalmente a difendere il risultato. L’imponderabile accade, però, nel recupero: Murillo compie due autentici miracoli nel giro di pochi minuti, prima cancellando con un tuffo di testa il tap-in di Maguire sul cross teso di Garnacho e poi murando sulla linea di porta il tentativo ravvicinato ancora del numero 5 avversario, permettendo al Forest di salire a quota 57 punti (secondo miglior risultato nella storia del club, dopo i 67 raggiunti nel 1977-78, anno dell’unico titolo conquistato).

Lo United incassa, invece, la 114esima sconfitta dall’addio di Ferguson (448 partite), le stesse accumulate sotto la guida dello scozzese (810 partite), restando al 13esimo posto.

TRE PUNTI PESANTI PER IL CHELSEA, CITY FACILE SUL LEICESTER

Quarto successo consecutivo per il Chelsea negli scontri diretti con il Tottenham che vale la conferma momentanea del quarto posto a +1 sul Manchester City.

A Stamford Bridge la gara, di fatto, si rivela sin da subito un prolungamento del roboante 3-4 dell’andata con Nicolas Jackson che dopo neanche un minuto si ritrova davanti a Vicario sbattendo sul palo in seguito a un contrasto con il recuperante Van de Ven. Qualche minuto più tardi, invece, è Malo Gusto con un destro al volo a dare l’illusione del gol all’impianto blu trovando l’esterno della rete sul cross di Cucurella. Gli Spurs si fanno vivi dalle parti di Sanchez intorno al 35′ con il portiere spagnolo attento sul cross rasoterra di Son, pur rischiando nuovamente grosso nel finale, quando Vicario cala una super parata sul mancino a botta sicura di Sancho.

Il vantaggio dei padroni di casa arriva al 50′ con Enzo Fernandez, terzo centrocampista nella storia del club blu a segnare in questa sfida in entrambi i match stagionali dopo Di Matteo e Poyet, che spinge di testa in porta il vellutato cross dalla sinistra di Palmer, assente in zona bonus da gennaio. Sette giri d’orologio più in là la formazione di Maresca raddoppia con la girata mancina da fuori area di Caicedo, cancellata dal Var a causa di una posizione di partenza irregolare a inizio azione di Jackson. Discorso analogo per gli Spurs, la cui gioia del pareggio resta strozzata in gola in seguito alla revisione Var sul contatto, poi giudicato falloso, di Sarr, autore del gol, ai danni di Caicedo. Nel finale Sanchez deve superarsi per evitare l’1-1 di Son, permettendo ai suoi di battere il Tottenham senza concedere gol in casa per la 14esima volta nella storia (solo con il Newcastle hanno fatto meglio).

Come detto, dunque, i ragazzi di Maresca restano in quarta posizione, mentre quelli di Postecoglou incassano il 16esimo k.o. nel torneo restando al quattordicesimo posto.

Torna a vincere in casa dopo quasi due mesi il Manchester City che sbriga senza eccessiva difficoltà la pratica Leicester, bissando il successo in rimonta nei quarti di finale di FA Cup ai danni del Bournemouth.

I Citizens, orfani di Haaland fino al termine della stagione, impiegano appena due minuti per mettere la freccia con Grealish che finalmente apre il conto in questo campionato mettendo in porta con l’interno destro il cross basso arretrato di Savinho. Le Foxes rispondono al 25esimo svantaggio stagionale (nessuno hai mai fatto peggio) con il tentativo a giro di El Khannouss che si spegne di poco a lato rispetto alla porta di Ederson, ma incassano il 2-0 al 29′ complice l’incredibile errore di lettura di Hermansen sullo spiovente in area di Ruben Dias che permette a Marmoush di siglare il più semplice dei gol a porta sguarnita, il quinto nel torneo, il sesto con la maglia dei campioni in carica.

La formazione di Guardiola, sostituito in panchina per l’occasione dal vice Juanma Lillo, legittima il risultato sfiorando a più riprese il tris, specie con Doku e Savinho, e non rischiano praticamente più nulla fino al termine della sfida ottenendo il quinto clean sheet nel 2025 in tutte le competizioni, proiettandosi al meglio al derby di domenica. Settima sconfitta consecutiva per il Leicester senza gol all’attivo (solo Sunderland e Crystal Palace con 8 hanno fatto peggio nella storia): questo fa di Van Nistelrooy l’unico tecnico insieme a Freddie Cox ad aver messo a referto due strisce di sette k.o. di fila nella stessa stagione.

IL NEWCASTLE RESTA IN SCIA, VILLA: CHE COLPO!

Dopo la storica conquista della Coppa di Lega dello scorso 16 marzo valsa la vittoria di un titolo domestico dopo 70 lunghi anni il Newcastle prosegue la propria marcia verso l’Europa ottenendo tre punti pesanti nella sfida interna con il sempre probante Brentford.

I Magpies aggrediscono la sfida sin dalle prime battute con protagonista il solito Isak che semina il panico in ripartenza sterzando e contro-sterzando sul malcapitato Collins prima di scavalcare con un dolcissimo tocco sotto Flekken, salvato dal tocco di testa di Barnes, in fuorigioco, che vanifica il tutto. Lo stesso ex Leicester sfiora l’1-0 con un notevole destro a giro dal limite dell’area terminato di poco fuori, prima che proprio Isak, mattatore anche nella finale contro il Liverpool, nel recupero della prima frazione trasformi in oro il cross arrotato dalla destra di Murphy salendo a quota 20 in campionato (perfettamente ripartiti tra casa e trasferta, 10 e 10, il terzo a fare ciò nella storia del club dopo Cole e Shearer).

Le Bees, reduci da ben cinque successi esterni consecutivi, approcciano decisamente meglio alla ripresa, tornando sul livello del mare al 66′ grazie al penalty conquistato da Wissa e trasformato con freddezza da Mbeumo che si porta a 16 marcature nel torneo. I padroni di casa, però, rispetto alla scorsa stagione possono contare su un uomo in più, in grado di prendere in mano le redini di tutto il reparto: Sandro Tonali. Al 74′ l’ex Milan si inventa, non si sa quanto volontariamente, un tracciante dalla corsia di destra la cui traiettoria inganna Flekken che si ritrova a incassare un gol olimpico a tutti gli effetti.

I ragazzi di Howe restano, quindi, in scia Champions con una gara da recuperare, mentre quelli di Frank non approfittano degli scivoloni delle avversarie per accorciare sul decimo posto.

Sesto successo consecutivo in tutte le competizioni per l’Aston Villa che scavalca in classifica proprio il Brighton dopo aver staccato il pass per la semifinale di FA Cup con un secco 0-3 ai danni del Preston, rimanendo l’unica squadra inglese ad essere ancora in corsa su tre fronti.

Il passivo inferto ai Seagulls è lo stesso rifilato al Preston così come il protagonista, Marcus Rashford, reduce dalla doppietta in coppa, che, dopo il palo colpito da Ayari e l’occasione avuta da Cash nel primo tempo, al 51′ sblocca il punteggio capitalizzando con un freddo tocco sotto a tu per tu con Verbruggen un contropiede nato da un angolo avversario e alimentato dal passaggio smarcante di Morgan Rogers.

Lo stesso Rogers, dopo l’intervento del Var atto a cancellare il pari di Adingra per un tocco di mano precedente da parte di Mitoma, si ritaglia un ruolo importante anche nell’azione che porta al raddoppio, raccogliendo sulla destra il tocco in verticale di Cash e servendo al centro con un tocco arretrato l’accorrente Asensio che con l’interno mancino piazza il suo ottavo centro stagionale con la maglia del Villa (nessuno ha fatto meglio dal suo arrivo lo scorso gennaio). Nel finale c’è spazio anche per il primo acuto in campionato con la maglia del club di Birmingham, così come per Rashford, di Malen, bravo nell’incrociare il destro dall’ingresso dell’area di rigore.

La formazione di Emery ottiene, dunque, la seconda vittoria esterna consecutiva nel torneo per la prima volta da agosto piazzandosi al settimo posto, mentre quella di Hurzeler, dopo aver perso ai rigori in FA Cup con il Nottingham, torna alla sconfitta dopo due mesi.

L’IPSWICH SI MANTIENE IN VITA, PARI TRA SOUTHAMPTON E PALACE . WOLVES: TRE PUNTI AL GUSTO SALVEZZA

Arriva a sorpresa la quinta sconfitta nelle ultime sette giornate, la quarta consecutiva in casa (prima volta nella storia) per il Bournemouth che cade contro l’Ipswich, al primo successo nel 2025.

Le Cherries partono bene con la conclusione di Scott murata sulla linea di porta da O’Shea, ma incassano lo 0-1 al primo affondo degli ospiti grazie a Broadhead, primo centro in carriera in Premier League, che capitalizza la splendida azione personale di Enciso eludendo il disperato intervento di Huijsen punendo sotto le gambe con il mancino l’incolpevole Kepa. Al 60′ i Tractor Boys si portano sul +2 sfruttando una splendida manovra iniziata dai centrali e trasformata in gol da Delap, perfettamente servito da Townsend, che sale a quota 11 in classifica marcatori.

A nulla serve il settimo centro nel torneo di Evanilson, lesto nel ribadire in porta la corta respinta di Palmer sul tentativo di Cook, ai padroni di casa che restano al decimo posto, così come la formazione di McKenna che nonostante i tre punti non riesce ad accorciare sul quartultimo posto.

Torna a fare punti in casa a cinque mesi di distanza il Southampton che addirittura esce dal campo con maggiori rimpianti nella sfida contro il Crystal Palace, reduce da sei vittorie consecutive in tutte le competizioni, compreso lo 0-3 inferto nei quarti di FA Cup al Fulham.

Le Eagles partono forte con la clamorosa traversa colpita da fuori dal potente destro di Mateta, ma vanno sotto al 20′ complice la frustata aerea di Onuachu, secondo centro consecutivo, il quarto complessivo, sul cross preciso di Mateus Fernandes. Gli ospiti premono per buona parte della gara dopo l’1-0, ma Ramsdale si riscopre nel suo assoluto “prime” negando il pareggio in tutti i modi, specie a Mateta. L’ex estremo difensore dell’Arsenal, però, deve piegarsi 92′ quando Matheus França, alla prima presenza in questa Premier League, gira di testa in porta il traversone di Lerma permettendo ai suoi, comunque, di guadagnare qualcosa sul decimo posto.

La formazione di Juric, invece, resta in fondo alla classifica, nella speranza di poter quantomeno non eguagliare o peggiorare il record negativo di 11 punti in un intero campionato messo a referto dal Derby County.

 

Seconda vittoria consecutiva, la terza nelle ultime cinque, per il Wolverhampton che incrementa ulteriormente le proprie chances salvezza superando di misura il West Ham.

I Wolves sorprendono gli Hammers con un avvio forte in cui Munetsi viene fermato dalla traversa e Strand Larsen che, invece, la mette alle spalle di Areola con un preciso interno mancino dal limite dell’area tagliando il traguardo della doppia cifra in campionato (solo Raùl Jimenez con 13 nel 2018-19 ne ha fatti di più con i Wolves in una singola stagioni).

Nella ripresa gli Irons vanno sensibilmente vicini al pari con il montante alto colpito da Soucek di testa, ma non riescono a evitare la 14esima sconfitta in campionato, la sesta nella gestione Potter.

Top & Flop

TOP

Saka, Arsenal

1) Anthony Elanga – Il coast to coast contro la sua ex squadra va ad aggiungersi alle istantanee di una stagione unica nel suo genere sia per lui che per il Nottingham, sempre più vicino alla prossima Champions League.

2) Diogo Jota – Il suo guizzo decide il derby di Liverpool spegnendo ogni sorta di speranza relativa a un’improbabile rimonta delle inseguitrici. Continua a siglare gol pesanti.

3) Bukayo Saka – Rete al rientro per certificare di non aver affatto smarrito il feeling con la porta avversaria, anzi. L’Arsenal potrà tornare a goderselo a pieno in questo finale di stagione, specie in Champions League.

FLOP

1) Mads Hermansen – Il pasticcio che combina con la complicità di Faes in occasione del 2-0 del Manchester City ha del comico. Si riscatta parzialmente nel prosieguo del match, ma l’errore commesso resta la fotografia dell’annata disastrosa delle Foxes.

2) Lewis Dunk – Entra in negativo in due gol su tre dell’Aston Villa, non riuscendo a contenere il contropiede di Rashford prima e l’iniziativa di Malen poi. Non una prova horror, intendiamoci, ma il suo peso specifico si è notato.

3) Dean Huijsen – Etichettato un po’ come tutto il Bournemouth come rivelazione della stagione, non riesce a sganciarsi dal momento no della squadra andando totalmente a vuoto in occasione dello 0-1 di Broadhead. Forse è un po’ presto per accostarlo al Real Madrid.

Classifica e prossimo turno

1

Liverpool

73 30 22 7 1 70:27 +43
2 Arsenal 61 30 17 10 3 55:25 +30
3

Nottingham Forest

57 30 17 6 7 50:35 +15
4 Chelsea 52 30 15 7 8 54:37 +17
5

Manchester City

51 30 15 6 9 57:40 +17
6

Newcastle*

50 29 15 5 9 49:39 +10
7

Aston Villa

48 30 13 9 8 44:45  -1
8 Brighton 47 30 12 11 7 48:45  +3
9 Fulham 45 30 12 9 9 44:40 +4
10 Bournemouth 44 30 12 8 10 49:38 +11
11 Brentford 41 30 12 5 13 51:47 +4
12

Crystal Palace*

40 29 10 10 9 37:34 +3
13

Manchester United

37 30 10 7 13 37:41 -4
14 Tottenham 34 30 10 4 16 55:44 +11
15

Everton

34 30 7 13 10 32:37 -5
16

West Ham

34 30 9 7 14 33:50 -17
17

Wolverhampton

29 30 8 5 17 41:58 -17
18

Ipswich Town

20 30 4 8 18 30:63 -33
19

Leicester

17 30 4 5 21 25:67 -42
20

Southampton

10 30 2 4 24 22:71 -49

*Una partita in meno

Prossimo turno:

Sabato 5 aprile

Everton 13:30 Arsenal

Ipswich 16:00 Wolverhampton

Crystal Palace 16:00 Brighton

West Ham 16:00 Bournemouth

Aston Villa 18:30 Nottingham Forest

Domenica 6 aprile

Tottenham 15:00 Southampton

Brentford 15:00 Chelsea

Fulham 15:00 Liverpool

Manchester United 17:30 Manchester City

Lunedì 7 aprile

Leicester 21:00 Newcastle

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Premier League

Tottenham, è già finita la magia Postecoglou?

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Tottenham Postecoglou

Oltre al Manchester United, anche un’altra big inglese sta vivendo una stagione molto negativa: il Tottenham di Postecoglou, che occupa il 14esimo posto.

Ci ricordiamo tutti, lo scorso anno, come aveva ammaliato tutti il Tottenham di Postecoglou. L’allenatore australiano era entrato a gamba tesa nei cuori dei tifosi degli Spurs, accendendo una nuova fiamma dopo i burrascosi addii di Antonio Conte e Harry Kane, faro del club londinese.

La stagione scorsa il Tottenham sembrava finalmente pronto per dire la sua, in maniera netta e decisa, e unirsi alla big del campionato per lottare per un trofeo che manca dal lontano 2008, quando la formazione inglese alzò la League Cup, oggi nota come Carabao Cup.

Tottenham

La banda di Postecoglou ha incantato l’intera Premier League 2023/2024, lottando fino all’ultima giornata per un posto in Champions League contro l’Aston Villa di Unai Emery. Un ottimo score in campionato con 66 punti conquistati in 38 match: 20 vittorie, 6 pareggi e 12 sconfitte. L’inizio di stagione era stato ai limiti della perfezione: fino a novembre gli Spurs si trovavano in prima posizione, poi a causa degli infortuni pesanti di Romero e Van De Ven (entrambi i centrali titolari), la squadra ha perso il suo dinamismo e la solidità difensiva, incominciando un leggiero declino, culminato in questa stagione.

Infatti, questa stagione, complice nuovamente i tanti infortuni (nuovamente dei due centrali) e la squalifica di Bentancur per ben 7 giornata per razzismo, la situazione è molto peggiorata. A peggiorare ancor di più la stagione degli Spurs sono anche i mancati aiuti dei giocatori arrivati in estate dal calciomercato, su tutti Dominic Solanke, acquistato per circa 64 milioni di euro con all’attivo solamente 11 reti tra tutte le competizioni.

Il Tottenham si trova al 14° posto in classifica dopo 30 giornate. Miseri 34 punti conquistati, a solamente – 5 dall’ultima posizione valida per la permanenza nella massima serie. Con il ko di ieri sera contro il Chelsea, è arrivata la 16 sconfitta in Premier League. Una situazione che rischia di far saltare a fine stagione la panchina occupata dall’ex Celtic, soprattutto perchè sarà il peggior piazzamento in campionato degli ultimi 21 anni, dalla stagione 2003/2004.

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Premier League

Manchester United, Amorim: “Mount è pronto, ma va gestito”.

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Manchester United, Rubén Amorim

Manchester United, Mason Mount è pronto per tornare in campo, ma la gestione della sua forma fisica sarà cruciale per il suo rientro competitivo.

Rúben Amorim ha annunciato che Mason Mount è fisicamente pronto per partire titolare. Durante una recente conferenza stampa, Amorim ha sottolineato come il centrocampista abbia svolto numerosi allenamenti per recuperare la forma fisica ottimale. “Mason ha allenato spesso, caricando il suo corpo. A volte, la mente è più importante del corpo”, ha dichiarato l’allenatore. Questo suggerisce che, oltre alla preparazione fisica, anche la componente mentale avrà un ruolo fondamentale nel suo ritorno.

Possibile impiego nella prossima partita del Manchester United

Secondo quanto riportato, Amorim valuta la possibilità di schierare Mount già dalla prossima partita di domenica. La decisione finale verrà presa tenendo in considerazione sia la sua condizione fisica che il benessere mentale, elementi cruciali per il suo completo recupero e la performance in campo. Per gli appassionati di calcio e tifosi del club, il ritorno di Mount rappresenta una notizia entusiasmante, anche se sarà necessario procedere con cautela per evitare ricadute.

Per altre notizie sul calciomercato, clicca [qui](https://www.calciostyle.it/categoria/calciomercato).

Fonte: l’account X di [Fabrizio Romano](https://x.com/FabrizioRomano)

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