Esteri
Premier: Tottenham in caduta libera | Conte, ennesimo passo falso
In Premier gli Spurs cadono ancora per 2-0 in casa contro il Wolverhampton e subiscono la terza sconfitta consecutiva.
È crisi nera per il club inglese allenato da Antonio Conte. Il Tottenham cade per la terza volta consecutiva in Premier e viene superato in classifica proprio dal Wolverhampton, vincitore 2-0 in casa degli Spurs.
Con ben 5 ko nelle ultime 8 sfide, il Tottenham ed il suo mister sono in piena contestazione da parte dei tifosi.
Avvio shock per gli Spurs che dopo appena 18 minuti sono già sotto grazie a Jimenez (al 6’ minuto) e Dendoncker, il doppio vantaggio spezza le gambe al Tottenham, mandandolo in confusione. Conte lancia nella mischia Kulusevski già alla mezz’ora del primo tempo (Bentancour ha giocato 90 minuti), ma la musica non cambia. Nella ripresa gli spurs si buttano in avanti ma in modo poco organizzato, sfiorando la rete ma rischiando anche di subire il terzo goal. Ennesimo passo falso per l’allenatore pugliese, che dovrà dare il massimo nei due recuperi per non perdere il contatto con gli avversari.
Il Tottenham aveva già fallito l’occasione dell’aggancio al quinto posto perdendo 3-2 in casa contro il Southampton, che dopo aver battuto il City ferma anche gli spurs. Mastica amaro Antonio Conte, che resta a quota 36 a 5 punti dalla zona Champions, anche se il West Ham attualmente quarto ha tre partite in più rispetto agli Spurs. Alla prossima apparizione il Tottenham avrà un’altra brutta gatta da pelare, dovendo affrontare in trasferta il Manchester City di Guardiola primo a 63 punti.
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Fa specie considerare che il duo Kulusevsky-Bentancour, fortemente voluto dall’allenatore salentino e da Paratici per innalzare il livello delle prestazioni del club inglese non abbiano allo stato attuale migliorato le performance del Tottenham, anzi addirittura nelle ultime due gare con entrambi i giocatori in campo la squadra ha peggiorato il suo score, perdendo il contatto con la zona Champions League.
Il sospetto che l’operazione di mercato fosse stata realizzata per aiutare i conti della Juventus, e per creare la liquidità necessaria per creare i presupposti per l’arrivo di Dusan Vlahovic e Zakaria in sponda bianconera come ipotizzato inizialmente, sembra concretizzarsi sempre più agli occhi dei tifosi degli spurs.
Già da prima del loro arrivo infatti i tifosi del Tottenham avevano fatto sentire la loro voce in merito all’arrivo dei due giocatori ex Juve, con l’ultima sconfitta i tifosi si sono proprio infuriati, in primis con Bentancur a causa di un maldestro tentativo di servire un compagno, durante il quale il 24enne uruguaiano perde l’equilibrio e finisce rovinosamente a terra.
La gaffe non è sfuggita all’occhio dei tifosi che si sono scatenati sui social. “Tre presenze (una dall’inizio) e 2 cartellini gialli – si legge in un tweet – Ora ne abbiamo perse 3 di fila in campionato ma potrebbero anche diventare 4… Perché la prossima è il Manchester City #SMH”, un hashtag che indica una grandissima delusione. “Devastato che questo maestro abbia lasciato la Juve“, scherza con ironia qualcuno mentre altri sono più fatalisti: “Arrivati a questo punto, se non può salvarci Conte, nessuno ci riuscirà”.
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Saudi Pro League
Cori su Diogo Jota, bufera in Arabia: “Inaccettabile”
Federcalcio saudita e Saudi Pro League condannano i cori contro Neves dedicati a Jota. L’Al Hilal presenta un esposto, interviene Ronaldo.
Diogo Jota, condanna delle istituzioni e la reazione di Ruben Neves
Una dura presa di posizione congiunta da parte della Federcalcio saudita e dei vertici della Saudi Pro League ha stigmatizzato in maniera perentoria gli spiacevoli episodi verificatisi sulle tribune in occasione del recente match di campionato tra Al Taawoun e Al Hilal. Attraverso una nota ufficiale diramata agli organi di stampa, le massime istituzioni del calcio locale hanno definito del tutto inaccettabili e contrari ai valori dello sport i cori ingiuriosi indirizzati a Ruben Neves.
Le provocazioni giunte da una frangia del pubblico erano mirate a colpire la sfera personale e intima del centrocampista portoghese, facendo esplicito e speculativo riferimento alla dolorosa scomparsa dell’ex compagno di squadra e grande amico Diogo Jota, tragicamente venuto a mancare nel luglio 2025 all’età di 28 anni.
Al termine del confronto sul terreno di gioco, lo stesso Neves non ha nascosto la profonda amarezza per l’accaduto, affidando ai microfoni delle emittenti ufficiali uno sdegno lucido ma severo nei confronti di chi ha travalicato il confine del rispetto umano per cercare di condizionare una prestazione sportiva.
La vicenda ha superato in breve tempo i confini del campo da gioco, suscitando un’ondata di indignazione globale e raccogliendo l’immediata solidarietà di vari esponenti del calcio internazionale. Tra questi spicca l’intervento di Cristiano Ronaldo, che ha preso posizione pubblica per difendere il compagno di nazionale e condannare senza appello l’utilizzo di drammi personali a scopo di scherno.
Le iniziative legali dell’Al Hilal e la tutela dei tesserati
A sostegno del proprio calciatore si è mossa con immediatezza anche la dirigenza dell’Al Hilal, diramando un comunicato formale volto a ribadire il totale rifiuto di qualsiasi condotta incivile o lesiva della dignità umana all’interno degli impianti sportivi. Il club di Riad ha espresso una ferma intolleranza verso quegli atteggiamenti intesi a bersagliare gli atleti o i loro affetti personali, evidenziando come simili episodi rischino di minare l’immagine dell’intero movimento calcistico saudita in una fase di forte espansione e visibilità internazionale.
Per dare seguito concreto alle proprie dichiarazioni, la società ha annunciato di aver già inoltrato un formale esposto agli organi disciplinari della Federcalcio saudita. L’obiettivo primario dell’azione legale risiede nella richiesta di sanzioni rigorose ed esemplari verso i responsabili e le tifoserie coinvolte, sollecitando l’adozione di tutele vincolanti ed efficaci per garantire la massima protezione dei propri tesserati e preservare l’integrità morale della competizione all’interno di ogni stadio del Paese.
Ligue 1
Kvaratskhelia: “Ecco perché tengo i calzettoni bassi”
Kvaratskhelia svela a The Athletic il motivo dei calzettoni abbassati. La nascita del rito al Napoli e l’emozione per “Kvaradona”.

Khvicha Kvaratskhelia ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
L’origine del rito, la scaramanzia nata a Napoli
Nel corso di una lunga intervista concessa alla testata The Athletic, Khvicha Kvaratskhelia ha spiegato il motivo per cui è solito scendere in campo mantenendo i calzettoni visibilmente abbassati. L’attaccante georgiano ha rivelato come questa abitudine sia nata in maniera del tutto casuale durante il suo esordio ufficiale con la maglia del Napoli, spinto dalla necessità fisica di alleviare la pressione sulle gambe.
In quell’occasione l’emozione del debutto gli aveva provocato forti crampi già nei primi trentacinque minuti di gioco, inducendolo ad abbassare i calzettoni per cercare un beneficio immediato. Subito dopo quel gesto è arrivata la sua prima rete in azzurro, trasformando una semplice esigenza tattica e fisica in una consuetudine scaramantica mai più abbandonata.
Il peso del soprannome e il paragone con Diego Maradona
L’esterno d’attacco ha poi espresso le proprie sensazioni riguardo all’affettuoso soprannome di Kvaradona attribuitogli dalla tifoseria partenopea. Il calciatore ha confessato la grande dose di orgoglio provata nell’essere accostato a una leggenda assoluta della storia del calcio mondiale, pur sottolineando la complessità nel gestire una responsabilità di tale portata.
L’eredità lasciata da Diego Armando Maradona a Napoli rimane inarrivabile per qualsiasi giocatore, ma essere accostato al mito argentino rappresenta per Kvaratskhelia uno dei riconoscimenti più gratificanti del proprio percorso professionale.
Liga
Pedri e il provino al Real Madrid: “Mi scartarono”
Pedri svela a The Players’ Tribune il retroscena del provino al Real Madrid. Il no da adolescente fino a diventare stella del Barcellona.

Il retroscena di Pedri, il rifiuto del Real Madrid prima della gloria al Barcellona
La carriera di Pedri avrebbe potuto prendere una piega diametralmente opposta a quella che oggi lo vede affermato come uno dei centrocampisti più brillanti del panorama calcistico mondiale. Il talento ventitreenne del Barcellona e della selezione spagnola ha ripercorso, in un’intima intervista concessa ai microfoni di The Players’ Tribune, un retroscena risalente ai suoi primi anni da calciatore. Il provino sostenuto con la maglia del Real Madrid, conclusosi con una bocciatura da parte della società della capitale.
Prima di affermarsi come colonna portante dei blaugrana, il giovane centrocampista si era recato a Madrid accompagnato dal padre per vivere una settimana all’interno delle strutture del club merengue. Un’esperienza rivelatasi complessa sul piano umano e logistico, trascorsa in solitudine all’interno di un hotel cittadino anziché nelle residenze della cantera insieme agli altri giovani aggregati all’accademia.
La delusione del ritorno a casa e la spinta per la consacrazione blaugrana
Al termine dei sette giorni di prova, la dirigenza del Real Madrid comunicò la decisione di non tesserare il giovane calciatore, rispedendolo a casa. Un’amarezza bruciante che Pedri ha ricordato senza peli sulla lingua, evidenziando come la dirigenza madrilena lo avesse giudicato inadatto e non strutturato per i propri standard giovanili dell’epoca.
Il ritorno nel proprio ambiente domestico rappresentò un momento di dura prova psicologica per il giovane atleta, costretto a confrontarsi con il giudizio degli amici e della comunità locale dopo l’esito negativo della prova. Tuttavia, lo stesso Pedri ha sottolineato come quella bocciatura si sia trasformata in un passaggio fondamentale per la sua maturazione personale, restituendogli grande umiltà e la ferrea determinazione necessaria per costruire il percorso che lo avrebbe poi condotto a diventare un perno inamovibile del Barcellona.
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