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Quand je l’ai vu, j’ai eu le coup de foudre: il punto sulla 16esima giornata di Ligue 1

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Ligue 1

Bentornati sulla prima rubrica di Calcio Style dedicata alla Ligue 1, dove cercherò di trasmettervi la passione per il calcio francese.

Lione corsaro a Montecarlo

La surreale stagione del Lione si arricchisce di un nuovo capitolo. Una squadra in crisi totale. Sommersa dai debiti e dalle beghe legali. Piena di problemi nello spogliatoio. Con un ambiente sul punto di implodere. Senza un allenatore e con l’ex-responsabile del centro di formazione che si infila la tuta e va in panchina.

Questo perché la società non ha i soldi per pagare un terzo allenatore, dopo gli esoneri di Grosso e Blanc, e allora bisogna fare di necessità virtù. In queste condizioni, nessuno avrebbe scommesso un euro che questa così disastrata armata brancaleone sarebbe potuta andare a vincere in casa di una delle squadre più forti della Ligue 1.

Ma il calcio è bello per questo. Perché è assolutamente imprevedibile e rifugge qualsiasi logica precostituita. Ad alimentare la mistica di una partita surreale il fatto che il gol-partita sia stato segnato da Jeffinho. Probabilmente l’emblema del modus agendi della Eagle Football e del suo CEO John Textor.

Una scelta, quella di spostare l’ex-Botafogo al Lione, contestata sia dai suoi ex-tifosi (che accusano la proprietà di aver tolto al Botafogo il suo miglior giocatore per darlo al club di punta della holding) sia da quelli nuovi, che mai hanno visto in lui cose sufficienti da giustificare l’investimento da oltre dieci milioni di euro.

Eppure Jeffinho è l’effige di un Lione sgangherato, raffazzonato e confusionario che però getta il cuore oltre l’ostacolo. Che prende quel poco che ha e cerca di cavare quanto più sangue possibile dalle rape. Come dimostra l’azione del gol che ha deciso la partita, confezionato proprio dai tre nuovi entrati.

Kadewere perfeziona. Maitland-Niles rifinisce e Jeffinho decide. Il primo un epurato richiamato alla casa base solo perché non c’erano abbastanza soldi per fare mercato. Il secondo preso quasi per caso da una dirigenza che cercava di barcamenarsi come poteva attraverso i debiti e i rigidissimi paletti del FFP.

Eppure sono stati proprio loro a far esplodere la panchina dell’OL, facendola esondare sul terreno del Louis II. Pierre Sage si sta meritando la conferma senza strafare. Senza inventarsi nulla di rivoluzionario. Semplicemente ha il merito di aver riportato coesione e unità d’intenti nello spogliatoio. 

Non una cosa da poco se consideriamo la situazione che ha ereditato. In questo senso le dichiarazioni di Tagliafico sono prima lapidarie (“qui c’è qualcuno che decide arbitrariamente quando giocare bene e per chi farlo“) e poi quasi da condottiero. Non sembrano neppure le parole di uno che ha fatto di tutto per andarsene e che si esprime con la sincerità di chi non ha nulla da perdere.

Se vogliamo cambiare le cose dobbiamo prima cambiare noi. Il cambiamento deve partire da noi stessi. Qui si cambia continuamente allenatore appena le cose non vanno bene, ma questo non fa bene alla squadra. Crea solo un circolo vizioso da cui poi è difficile uscire. L’allenatore che arriva viene per aiutare, ma poi sta a noi dare tutto noi stessi per la maglia. Non è una questione di difesa a quattro o a cinque. Quello conta, ma conta di più andare avanti tutti insieme per un obiettivo comune.❞

(S)Profondo rosso per il Nizza

Crollo clamoroso del Nizza sul campo del Le Havre. L’eco della caduta dei nizzardi è assordante, soprattutto alla luce di quanto fatto vedere in questa prima parte di stagione. E invece il Nizza di Farioli si è sgretolato tutto in una volta. A cominciare dal suo punto di forza: ovvero la fase difensiva.

Concede il primo gol dopo nemmeno cinque minuti. Una papera di Bulka, che non trattiene il pallone consentendo un tap-in facile facile a Sabbi. Poi il nativo di Schio si ripete segnando un gol di straordinaria bellezza. Controllo volante e destro di controbalzo all’incrocio dei pali: stavolta imparabile per Bulka.

La partita finisce, de facto, all’inizio della ripresa. Il Nizza, esattamente come aveva fatto nella prima frazione, approccia male. Fallo ingenuo di Bard in area di rigore. Sul dischetto si presenta Bayo che spiazza Bulka. Nel finale il Nizza troverà ancora il modo di farsi del male da solo. Scoppia una rissa furibonda fra Todibo e Grandsir, con il direttore di gara che li espellerà entrambi.

Farioli sarà in emergenza totale per l’ultima dell’anno. Oltre a Todibo e Atal (squalificati) il tecnico italiano non potrà contare nemmeno su Thuram e Diop (infortunati) oltre al lungodegente (problemi di salute mentale) Beka-Beka. Da valutare anche Moffi (forfait dell’ultim’ora) e persino il giovane Aliou Baldè (che era entrato bene) è stato costretto a uscire per un contrasto.

Il sogno di ripetere la favola del Lens e di lottare punto su punto con il PSG è svanito di colpo e l’ha fatto in maniera fragorosa. L’eccellente lavoro di Farioli ha fin qui nascosto tutti i limiti di una rosa corta, che sono venuti fuori tutti assieme alle prime difficoltà. La rosa del Nizza è sicuramente inferiore a quella dei parigini, ma anche a quella di Monaco e Marsiglia.

Dovesse anche solo arrivare fra le prime quattro in classifica, il lavoro di Farioli a Nizza rimarrebbe ottimo. Stante che non è ancora finito proprio nulla, dato che domani sera la squadra di Luis Enrique giocherà una partita difficilissima sul campo del Lille. In caso di sconfitta, i parigini rimarrebbero a -4 e con lo scontro diretto da giocare all’Allianz Rivera.

Certo, mantenere inalterato il distacco dai parigini sino alla gara di ritorno a Maggio è quasi utopia. Allo stato attuale delle cose, è quasi preferibile una vittoria del PSG per non vedere la compagine di Fonseca distante solo due punti. Tutti discorsi rimandabili a Gennaio. Ora Farioli attende la sosta natalizia come una manna dal cielo. Nella speranza di (ri)trovare sotto l’albero gli infortunati. E magari qualche rinforzo dal mercato.

Attenta Roma: il Lens è tornato

Qualche giorno fa ho pubblicato un resoconto di tutte le possibili avversarie della Roma nel playoff di Europa League con i relativi coefficienti di difficoltà. In questo vademecum ho parlato della ripresa del Lens, certificata dagli ultimi risultati e soprattutto dall’ultima vittoria sul Reims. (2-0)

Due squadre molto simili. Entrambe espressione di un calcio di periferia, che tira avanti grazie a un eccellente scouting e pochi investimenti ma mirati. Due squadre allenate da due allenatori, giovani ma già bravissimi, Frank Haise e Will Still, che fra loro si assomigliano molto. La sfida l’ha vinta il Lens, forte del fattore campo e di una consapevolezza che Les rouges et blancs ancora non hanno.

E non potrebbe essere altrimenti, dato che il lavoro di Haise nel comune operaio della Hauts-de-France il proprio picco massimo lo ha già probabilmente toccato nella scorsa stagioneA differenza del Reims, sul quale troneggia ancora un cartello con su scritto “Lavori in corso“. Lavori che però, e su questo potete scommetterci, alla lunga porteranno i propri frutti.

Perché il Reims non è soltanto una delle tante squadre di medio livello che si foraggia attraverso il player trading, ma reinveste anche gran parte di quello che incassa. Quest’estate sono stati infatti la settima squadra della Ligue 1 per soldi spesi (quasi 50 milioni di euro) ma anche una di quelle (+10 milioni) con il miglior saldo positivo. La sesta della classe, per precisione.

Però questa partita l’ha vinta il Lens e l’ha fatto con una formazione più che rimaneggiata dopo l’impegno di Champions, a dimostrazione di come Haise sia riuscito (differentemente da quanto avveniva a inizio stagione) a far sentire tutta la rosa come parte integrante del progetto. Hanno segnato infatti Said (uno dei tanti illustri gregari della squadra) e uno dei prodotti del centro di formazione de Les Sang et Or, ovvero il colombiano classe 2003 Cortés.

Le partite della Domenica di Ligue 1

Nella domenica di Ligue 1 c’è da segnalare soprattutto il colpo grosso del Brest (autentica rivelazione del campionato) in casa del Nantes. Chi ha visto giocare la squadra di Gourvennec contro Nizza e PSG sa che parliamo di una squadra estremamente difficile da piegare. Eppure i bretoni si sono imposti per due a zero alla Beaujoire, con le reti di Magnetti e Mounie.

La squadra di Roy si trova al quarto posto in classifica, che da quest’anno garantisce i playoff di Champions League, in attesa di sapere cosa farà il Lille stasera al Pierre Mauroy contro i parigini. Continua poi il buon momento di forma dello Strasburgo, a cui il mio recap della 14esima giornata ha portato evidentemente bene. Gli alsaziani sono alla seconda vittoria consecutiva in Ligue 1 dopo che ne avevano vinta appena una nelle precedenti undici.

I gol di Bakwa e dell’eterno Gameiro complicano e non poco la posizione di Le Bris. Con il Lorient (a cui non basta la rete di Dieng per rientrare in partita) che non vince da Ottobre e che, in generale, nelle ultime tredici uscite in Ligue 1 ha vinto soltanto contro il Rennes. Troppe le cessioni nell’ultimo anno. Da Moffi a Ouattara, passando per Le Fee e l’enfant prodige Meitè.

Troppe e troppo pesanti da assorbire tutte assieme per un club piccolo e con risorse limitate come quello del Morbihan. A nulla sono serviti gli innesti di giocatori comunque importanti, su tutto Faivre, per risollevare una squadra che oramai sguazza stabilmente in zona retrocessione. Chi è uscito dalla palude è invece il Tolosa, grazie al punto conquistato in casa contro il Rennes.

Un pareggio (zero a zero) frutto della paura, dei problemi delle due squadre e dell’ansia generata dall’avvicinarsi della zona rossa. Interlocutoria vittoria del Montpellier sul campo del Metz. Una partita da metà classifica che ci regala ben pochi spunti di discussione, ma occhio perché la squadra di Boloni, dopo un avvio di campionato al di sopra delle aspettative e probabilmente anche al di sopra delle loro possibilità, ora ha solo tre punti di margine sulla zona playout.

Vince anche il Marsiglia in casa del fanalino di coda Clermont. Una vittoria netta, il cui 2-1 finale non rispecchia per nulla la proporzione della prestazione sciorinata dalla squadra di Gattuso. La cura di Rino sta funzionando e ora i marsigliesi si trovano a soli due punti dal quarto posto occupato dal Brest e a quattro dal terzo (che darebbe accesso diretto alla prossima edizione della Champions League) del Monaco.

Ligue 1

Foto di Sportmediaset.

David frena la fuga del PSG

Sembrava tutto apparecchiato per decretare la fine della Ligue 1 già alla fine di Dicembre. La nona consecutiva in campionato, che avrebbe portato i campioni in carica a +7 dal Nizza e messo una seria ipoteca sul decimo titolo vinto negli ultimi dodici anni. E invece, all’ultima azione della partita, David fa quello che gli riesce meglio (far gol nell’area piccola) e forse scrive una storia diversa.

Francamente il Lille non avrebbe meritato di perdere questa partita, ma la capacità del PSG di piegare a sé l’inerzie delle partite in patria è un qualcosa che sfugge alle leggi della logica. I parigini giocano l’ennesima partita in cui non convincono e non danno quasi mai l’impressione di essere padroni del match.

Eppure, come sempre, arriva l’episodio a favore. Dopo sessanta minuti quasi perfetti da parte dei padroni di casa, Diakitè compie un intervento senza il minimo senso. Scivolata in area di rigore su un Lucas Hernandez defilato e che (spalle alla porta) stava proteggendo un calcio d’angolo. Penalty realizzato dall’algido Mbappè, non solo per la freddezza nell’esecuzione ma anche per la sua non esultanza che darà sicuramente adito a dietrologie oltralpe.

Il Lille non si scompone e continua a fare la sua partita, ma la scelta di Fonseca di schierare Yazici come “centravanti di gioco” paga fino a un certo punto poiché Les Dogues non riescono a finalizzare l’importante mole di gioco che sistematicamente creano. Ci si mette anche la sfortuna, con Arnau Tenas che per ben due volte chiude la porta in faccia al Lille quando quest’ultimo prova a bussare per chiedere se ci sono gli estremi per portare a casa un punto.

Sembra l’ennesima serata in cui la mano invisibile del capitalismo si presenta sul rettangolo verde sotto forma di misticismo calcistico, fin quando David non raccoglie un tap-in nell’area piccola facendo esplodere il Pierre Mauroy. Tenas aveva fatto il fenomeno anche stavolta, ma la Corte Suprema di Giustizia del pallone ha deciso di averne abbastanza e stavolta ha detto basta.

Ci fosse stato Donnarumma, probabilmente il pareggio (e forse anche qualcosa in più) sarebbe arrivato prima. Ma anche così il Lille consolida il quarto posto (è avanti al Brest per la differenza reti) ma fallisce sia l’aggancio ai monegaschi che il tentativo di mettere ulteriore pressione a Farioli. Quella di Fonseca si conferma la miglior squadre d’Europa per punti fatti in casa (44 con quello di ieri sera) e il perché lo si può evincere facilmente guardando la partita.

L’atmosfera che si respira al Pierre Mauroy è incredibile. Il Lille, con questo pareggio, ha anche allungato la propria striscia di risultati utili consecutivi (14) fra tutte le competizioni. Due dati che sono sintomatici dell’ottimo lavoro che il portoghese ex-Roma sta facendo sulla panchina del Lille.

Esteri

Porto, Fariolismo dilagante: i Dragones volano con l’italiano

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Porto, Farioli

Prosegue alla grande la stagione di Francesco Farioli alla guida del Porto. I Dragones hanno chiuso il girone d’andata del campionato portoghese in testa alla classifica, a + 7 dallo Sporting.

Il Porto di Francesco Farioli non sembra volersi fermare. Il club portoghese, guidato da inizio stagione dal tecnico italiano, sta avendo una grandissima prima parte di stagione dopo anni difficili. L’incredibile lavoro dell’ex allenatore di Nizza e Ajax è evidenziato dallo strabiliante girone d’andata dei Dragones nel campionato portoghese.

La squadra di Oporto è in testa alla Liga portoghese al giro di boa, con numeri record. Nelle 17 giornate di campionato giocate il Porto ha ottenuto 49 punti, frutto di 16 vittorie e 1 solo pareggio, nello scontro diretto contro il Benfica. Risultati che hanno permesso ai Dragones di scappare a + 7 dallo Sporting CP e a +10 dalla formazione allenata da José Mourinho. Ancor più incredibile è la tenuta difensiva della squadra di Farioli: appena 4 gol subiti, record di sempre in Portogallo. Anche in Europa League il percorso è stato molto positivo, con i lusitani in piena corsa per entrare nelle prime 8 ed evitare i playoff.

Porto, Farioli da record è il rimpianto dei dirigenti di Serie A

Porto

LA FORMAZIONE DEL PORTO ( FOTO SALVATORE FORNELLI )

Insomma un vero e proprio matrimonio vincente. Vedendo questi numeri è probabile che uno o più club di Serie A si stanno amaramente pentendo di non aver voluto puntare sul talento del tecnico 36enne. Un vero peccato che ancora non lo abbiamo visto allenare nel massimo campionato italiano.

Dopo aver sfiorato la vittoria del campionato in Olanda con l’Ajax, sfumato all’ultima curva, Farioli vuole regalare al Porto il titolo numero 31 della propria storia a 4 anni dall’ultima volta con Sergio Conceicao.

 

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Premier League

Manchester United, il piano del club per la panchina: il sogno è Glasner

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Manchester United

Il Manchester United, dopo aver deciso l’allontanamento di Amorim, lavora per convincere il tecnico del Crystal Palace Oliver Glasner ad approdare ad Old Trafford in estate.

È arrivata come un fulmine al ciel sereno la notizia dell’esonero di Ruben Amorim dalla panchina del Manchester United. Più che per la situazione di classifica dei Red Devils, al momento 6° in Premier League a 3 punti dalla zona Champions, il tecnico portoghese ha pagato il logorarsi del rapporto con la dirigenza del club, in particolare con il direttore generale Jason Wilcox.

La richiesta di avere più potere decisionale avanzate dall’allenatore, anche nell’ultima conferenza stampa post gara contro il Leeds, non sono andate giù al dirigente inglese. Inoltre, la ricostruzione fatta in Inghilterra sui motivi dietro la scelta dell’esonero di Amorim da parte dei vertici del club, sono riconducibili sostanzialmente alla poca flessibilità tattica del portoghese. Di contro Amorim si aspettava rinforzi già nel mercato di gennaio, richiesta che lo United non intendeva acconsentire.

Insomma quel che è chiaro è che i Red Devils devono cominciare per l’ennesima volta una nuova rivoluzione. Cambiamento che però non è atteso prima di giugno. Infatti la volontà della dirigenza inglese è quella di andare avanti fino al termine della stagione con Darren Fletcher, tecnico dell’under 18 nominato allenatore ad interim della prima squadra. Almeno di clamorosi ribaltamenti, lo scozzese e leggenda del club avrà modo di lavorare come coach fino al termine della stagione.

Manchester United, al lavoro per Glasner

Premier League

Come riportato da vari fonti autorevoli d’Oltremanica, tra cui il The Sun, il Manchester United avrebbe scelto l’uomo giusto per il riportare il club all’antico splendore. Si tratta di Oliver Glasner, tecnico austriaco del Crystal Palace che dal suo arrivo a Selhust Park ha riscritto la storia del club del sud di Londra.

In 18 mesi alla guida delle Eagles Glasner ha raggiunto risultati magnifici, portando il club a vincere i suoi due primi trofei, Fa Cup e Community Shield, oltre alla storica prima partecipazione ad una competizione europea, la Conference League. Del resto si tratta sempre di un tecnico abituato alle imprese, avendo in bacheca anche l’Europa League vinta con l’Eintracht Francoforte nel 2021. Glasner rispecchia il profilo ideale ricercato dal Manchester United, che farà di tutto per convincerlo a sposare il progetto di rilancio dei Red Devils.

Glasner, in scadenza di contratto nel prossimo giugno, ha di fatto già comunicato la sua decisione di lasciare il Crystal Palace al termine della stagione. L’allenatore si sente pronto per mettersi alle redini di un grande club. Nelle scorse settimane si era parlato di lui anche in ottica Liverpool. Adesso alla corsa per l’austriaco è pronta ad iscriversi anche lo United.

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Premier League

L’Arsenal ringrazia il Chelsea: I Gunners in volata?

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Premier League

L’Arsenal vince in casa del Bournemouth sfruttando al meglio il passo falso del Manchester City, fermato in casa dal Chelsea. I Gunners allungano in vetta.

Weekend molto dolce per lArsenal. Nell’ultimo turno di Premier League i Gunners hanno ottenuto un’altra preziosa vittoria, la 5 consecutiva in campionato, andando a vincere sul campo del Bournemouth per 3-2 con la decisiva doppietta di Declan Rice.
Ma la notizia positiva è che arrivato un altro stop per il Manchester City, dopo il pari contro il Sunderland. La squadra di Pep Guardiola è incappata in un altro pareggio, questa volta all’Ethiad contro il Chelsea.

I Blues, guidati dal tecnico dell’Under 21 Calum McFarlane, dopo aver vissuto una settimana travagliata per la separazione abbastanza improvvisa con il tecnico Maresca, sono riusciti a strappare un punto ai Citizens in pieno recupero grazie alla rete di Enzo Fernandez.
Un risultato che pesa e non poco nella rincorsa del Manchester al titolo.

Arsenal, occasione ghiotta per tornare a trionfare

Arsenal

Un punto importante per la classifica dei Blues, che restano ancorati alla zona Champions, ma ancor più importante è l’assist fatto per i cugini del Nord di Londra.

Aver fermato Guardiola, permette ad Arteta e i suoi Gunners di iniziare il 2026 con una ottimale condizione di classifica. Adesso l’Arsenal ha 6 punti di vantaggio su le dirette inseguitrici, Manchester City e Aston Villa, tornata a vincere nel weekend dopo il pesante ko nello scontro diretto dell’Emirates. Nel nord di Londra già pregustano un titolo che manca dal 2004.

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