Trentacinque anni fa, il 18 aprile, il calcio italiano dominava l'Europa, con ben 4 squadre nelle fasi finali delle Coppe Europee.
Il Milan di Arrigo Sacchi in Coppa dei Campioni,
la Sampdoria di Roberto Mancin e Gianluca Vialli in Coppa delle Coppe e addirittura due in Uefa : l
a Juventus di Totò Schillaci (allenata da Dino Zoff) e
la Fiorentina di Roberto Baggio, che proprio nella finale di ritorno (16 maggio ‘90) giocò la sua ultima partita in maglia viola prima di trasferirsi proprio a Torino, sponda bianconera.
La Coppa Campioni ai piedi del calcio italiano
Anno d'oro per il calcio italiano il 1990, a cominciare dalla competizione più importante: la
Coppa dei Campioni del Milan degli olandesi.
Senza dubbio una delle squadre più forti di ogni epoca, quella rossonera. La squadra di
Sacchi, campione in carica grazie al successo del 24 maggio 1989 a Barcellona 4-0 allo
Steaua Bucarest, si giocò la finale a
Vienna (23 maggio ‘90) contro il
Benfica di
Sven Goran Eriksson. Quello Sven Goran vincitore poi, alla guida della
Lazio, dello Scudetto del 2000.
I rossoneri eliminarono i finlandesi dell’
HJK Helsinki (4-0 e 1-0), il
Real Madrid per il secondo anno di fila (2-0 e ko per 0-1 in Spagna), i belgi del
Mechelen (0-0 e 2-0 ai supplementari) e il
Bayern Monaco (1-0 e sconfitta per 2-1 in Germania, quella del gol ai supplementari del compianto
Stefano Borgonovo). In finale ci pensò
Frank Rijkaard a piegare i portoghesi del Benfica, e vincere così la quarta Coppa dei Campioni del Milan, l’ultima di Arrigo Sacchi e la seconda dell'era Berlusconi.
Una coppa per Genova
Il 18 aprile segna una data spartiacque anche per la città di
Genova, sponda blucerchiata: la Sampdoria. La squadra ligure vinse il suo primo, e finora unico, titolo europeo il 9 maggio 1990 a
Göteborg. Finale combattuta e bellissima quella contro
l'Anderlecht: 2-0 ai supplementari grazie alla doppietta di
Vialli.
Questo successo storico fu l’antipasto del primo
Scudetto blucerchiato, vinto nel 1991 (sempre nel segno della coppia
Mancini-Vialli). Ciliegina sulla torta di quel periodo florido la finale di
Coppa dei Campioni persa nel 1992 contro il
Barcellona (1-0, punizione di Koeman ai supplementari). Il camino trionfale iniziò con la doppia vittoria contro i norvegesi del
Brann (2-0 e 1-0), proseguita con le eliminazioni di
Borussia Dortmund (1-1 e 2-0),
Grasshoppers (2-0 e 2-1) e
Monaco (2-2 e 2-0).
Una coppa (Uefa) per due
E per ultima venne la
Coppa Uefa, con ben due squadre italiane a contendersela: la Juventus e la Fiorentina. L'unica finale ad essere giocata tramite andata e ritorno andò alla Juventus. La
Vecchia Signora vinse la Coppa Uefa battendo 3-1 la Fiorentina il 2 maggio e pareggiando 0-0 il 16 maggio.
Un grandissimo risultato che, in qualche modo, mitigava l'inizio di stagione tragico dopo la scomparsa di
Gaetano Scirea. Il difensore bianconero, ci lasciava 3 settembre ‘89, vittima di un incidente d’auto in
Polonia, a
Babsk.
La Juventus di
Dino Zoff fu trascinata dai gol di
Totò Schillaci. La
Viola dalle giocate di
Roberto Baggio, preludio di quanto sarebbe poi successo in
Nazionale al
Mondiale di casa. La Juventus eliminò i polacchi del
Gornik Zabrze (1-0 e 4-2), i francesi del
Psg (1-0 e 2-1), i tedeschi del
Karl-Marx-Stadt (2-1 e 1-0), dell’
Amburgo (2-0 e ko per 2-1) e del
Colonia (3-2 e 0-0). Mentre, la Fiorentina vinse contro
Atletico Madrid (ai rigori),
Sochaux (0-0 e 1-1 in trasferta),
Dinamo Kiev (1-0 e 0-0),
Auxerre (doppio 1-0) e
Werder Brema (1-1 in Germania e 0-0 a Firenze).
Apoteosi del calcio italiano
Un'annata, quella del 1990, meravigliosa con le
Coppe Europee finite sotto l'egida dei club di
Serie A. Momenti indimenticabili per il nostro calcio, che meritano e dovrebbero capitare più spesso.