CIRO IMMOBILE E QUELLO CHE HA RAPPRESENTATO
Ciro Immobile ha fatto la storia della S.S.Lazio. È arrivato quasi in punta di piedi, sostituendo un grande come Klose. Ha segnato più di qualunque altro attaccante nella storia del club. Ha vinto la scarpa d'oro, nell'era di Messi e Ronaldo. È stato ed è tutt'ora un vanto per i tifosi della Lazio. È stato il punto di riferimento dei più piccoli, dei giovani aquilotti che sono cresciuti con i suoi gol, urlando a squarciagola il suo cognome. È stato anche l'idolo dei più grandi, che hanno sognato come non facevano dai tempi di Beppe Signori. È stato il capitano. Non sarà stato un capitano perfetto, non tutti hanno la stoffa per esserlo, ma quella fascia al braccio eccome se la meritava.
IL VUOTO
È stato una bandiera, se ridimensioniamo il termine ai tempi in cui viviamo. L'ultima di una serie che negli ultimi mesi, per un motivo o per un altro, hanno lasciato la Lazio e salutato i tifosi. Sia chiaro, per "bandiere" ormai s'intende quei giocatori che hanno segnato un ciclo. È finito, dunque, il ciclo di Luis Alberto, Milinkovic-Savic, Felipe Anderson e Ciro Immobile. I loro addii hanno lasciato un vuoto praticamente incolmabile. È un vuoto emotivo e romantico se pensiamo a tutti quei tifosi che ancora indossano le maglie con i loro nomi. È un vuoto tecnico e qualitativo se pensiamo che i sostituti sono ragazzi giovani, poco costosi, alla prima esperienza importante della loro carriera.
E ADESSO?
Adesso serve fiducia. È paradossale chiederla in un momento così. È un momento di contestazione in cui i tifosi della Lazio hanno perso tutte le loro certezze e i loro punti di riferimento. È un momento in cui il presidente va in conferenza e ruba la scena al nuovo mister per attaccare giornalisti e tifosi. È un momento, in poche parole, complicato. Proprio per questo motivo serve la fiducia dei tifosi che hanno il coraggio di concederla. Milinkovic-Savic, Luis Alberto e Immobile arrivarono in punta di piedi, esattamente come i nuovi. Il calcio ha perso il suo romanticismo, ma è pur sempre uno sport imprevedibile, che riserva molte sorprese. Ecco perché è ancora in grado di emozionare."L'opinione di Giovanni Stramacci" #3: Con l'addio di Immobile finisce la Lazio dei tifosi

CIRO IMMOBILE E QUELLO CHE HA RAPPRESENTATO
Ciro Immobile ha fatto la storia della S.S.Lazio. È arrivato quasi in punta di piedi, sostituendo un grande come Klose. Ha segnato più di qualunque altro attaccante nella storia del club. Ha vinto la scarpa d'oro, nell'era di Messi e Ronaldo. È stato ed è tutt'ora un vanto per i tifosi della Lazio. È stato il punto di riferimento dei più piccoli, dei giovani aquilotti che sono cresciuti con i suoi gol, urlando a squarciagola il suo cognome. È stato anche l'idolo dei più grandi, che hanno sognato come non facevano dai tempi di Beppe Signori. È stato il capitano. Non sarà stato un capitano perfetto, non tutti hanno la stoffa per esserlo, ma quella fascia al braccio eccome se la meritava.
IL VUOTO
È stato una bandiera, se ridimensioniamo il termine ai tempi in cui viviamo. L'ultima di una serie che negli ultimi mesi, per un motivo o per un altro, hanno lasciato la Lazio e salutato i tifosi. Sia chiaro, per "bandiere" ormai s'intende quei giocatori che hanno segnato un ciclo. È finito, dunque, il ciclo di Luis Alberto, Milinkovic-Savic, Felipe Anderson e Ciro Immobile. I loro addii hanno lasciato un vuoto praticamente incolmabile. È un vuoto emotivo e romantico se pensiamo a tutti quei tifosi che ancora indossano le maglie con i loro nomi. È un vuoto tecnico e qualitativo se pensiamo che i sostituti sono ragazzi giovani, poco costosi, alla prima esperienza importante della loro carriera.
E ADESSO?
Adesso serve fiducia. È paradossale chiederla in un momento così. È un momento di contestazione in cui i tifosi della Lazio hanno perso tutte le loro certezze e i loro punti di riferimento. È un momento in cui il presidente va in conferenza e ruba la scena al nuovo mister per attaccare giornalisti e tifosi. È un momento, in poche parole, complicato. Proprio per questo motivo serve la fiducia dei tifosi che hanno il coraggio di concederla. Milinkovic-Savic, Luis Alberto e Immobile arrivarono in punta di piedi, esattamente come i nuovi. Il calcio ha perso il suo romanticismo, ma è pur sempre uno sport imprevedibile, che riserva molte sorprese. Ecco perché è ancora in grado di emozionare.Autore

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