Fonte Pagina Facebook Adicosp
Durante l’assemblea organizzata da ADICOSP all’Hilton EUR La Lama per la chiusura del mercato, si è tenuto un panel dedicato alla figura del Direttore Sportivo.
I temi più importanti sono stati gli obiettivi prossimi di ADICOSP, in particolare a proposito del riconoscimento del Direttore Sportivo e del segretario da parte della FIGC come professioni regolamentate.
Durante l’incontro sono intervenuti il Presidente di ADICOSP Alfonso Morrone, l’avvocato esperto di diritto del lavoro Mario Assennato, il professore universitario e membro del Coni Lazio Massimiliano Brocchi e il consulente di previdenza sportiva Massimiliano Cantore.
La Riforma dello sport (D.Lgs. 36/2021, corretta dal D.Lgs. 163/2022) ha introdotto principalmente il riconoscimento giuridico, oltre che economico dei lavoratori sportivi. Questa appellativo può essere affibbiato alle seguenti 7 categorie:
A questa lista manca la figura del Segretario, che a tutti gli effetti contribuisce alla crescita e sviluppo della società sportiva in quanto svolge diverse mansioni legate alla relativa attività sportiva.
Per vedere però gli effetti di questa riforma nei livelli più inferiori del calcio italiano (a livello dilettantistico quindi) servirà diverso tempo in quanto i contributi messi a disposizione non sono sufficienti, uniti a quelli della società x, per garantire al Direttore Sportivo un compenso adeguato.
Per questo motivo spesso la selezione per questo ruolo tende a prediligere giovani con poca esperienza, ma senza pretese economiche, a professionisti qualificati a quali invece spetterebbe un compenso decisamente più significativo.
Dunque è necessario un accordo collettivo nazionale che possa dare identità al mestiere di Direttore Sportivo. Con la riforma un passo avanti è stato fatto, grazie al mansionario ufficiale redatto dalla FIGC che definisce ruoli e compiti (anche se il DS si occupa non solo di compravendita di giocatori ma anche di mansioni amministrative, organizzative e gestionali), tuttavia manca proprio una tutela a livello giuridico.
Infatti, non c’è ancora una commissione (annunciata ma ancora non attiva) ad hoc che possa finalmente evitare di doversi rivolgere al consiglio federale per ottenere l’autorizzazione ad agire in sede di giustizia ordinaria (che come contro principale ha il tempo, al contrario di quella sportiva che in 60 giorni solitamente emette la sentenza).
In questo senso ADICOSP ha sempre offerto un’assistenza legale molto solida ed efficace, in collaborazione con diversi studi legali anche rinomati, per tutelare quella categoria di DS a livello dilettantistico.
Dal punto di vista contributivo, l’obbligo di versamento scatta dalla fascia 5000-15000 euro annui ma i contributi versati dai dilettanti rischiano di essere troppo bassi per incidere realmente sulla pensione. Dunque si prospetta la creazione di uno sportello previdenziale che aiuti i DS a regolarizzare la propria posizione a far valere di più i contributi.
Inoltre, uno degli obiettivi è proprio quello di istituire un fondo di fine carriera, come quello di cui godono calciatori e allenatori, in modo da ottenere un riconoscimento adeguato per il lavoro svolto ma anche l’uguaglianza con le altre figure centrali del calcio.
Dunque per concludere, ADICOSP vuole che il direttore sportivo venga riconosciuto come professione regolamentata dallo Stato e dalle leghe FIGC con le varie tutele economiche, giuridiche e previdenziali del caso.
In questo anno arriveranno tante novità sotto questo punto di vista, in una battaglia che la categoria deve portare avanti unita se desidera ottenere ciò che dovrebbe essere dovuto.
Aggiornato al 30/08/2025 11:34
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