Nikola Krstović guarda avanti ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
L’Atalanta ha ufficializzato nella serata di ieri l’ingaggio di Krstovic, per sopperire alla partenza di Retegui in Arabia. Sarà davvero l’erede giusto?
I nerazzurri hanno cercato a lungo un attaccante degno della caratura del club e quel momento finalmente è arrivato. Il montenegrino è pronto a confermarsi dopo le buone stagioni a Lecce.
L’arrivo alla corte di Juric di questo nuovo attaccante pone sull’allenatore e sul giocatore stesso una pressione molto forte, che i due dovranno saper gestire per portare a casa risultati soddisfacenti. Il dovere di Krstovic sarà quello di non far rimpiangere il Capocannoniere della Serie A 2024/2025, e già questo lo mette di fronte a una prova durissima.
Allo stesso tempo dovrà essere capace di adattarsi al nuovo ambiente, che ambisce a traguardi importanti e di fronte troverà il più delle volte avversari col sangue agli occhi. L’atteggiamento in campo quando ti devi salvare è molto diverso rispetto a quello di quando devi confermare il quarto posto o stai affrontando un ottavo di finale di Champions League. Per questo motivo l’inserimento di Krstovic nella nuova Atalanta dovrà essere rapido ed efficace, in modo da mantenere alto il livello.
Il numero di reti richiesto per questo livello deve essere necessariamente maggiore di quello conseguito fino a questo punto. I 12 gol segnati la scorsa stagione gli hanno permesso di arrivare alla Dea, tuttavia adesso la pretesa è che ripeta quantomeno quel risultato o addirittura migliorarlo.
I 25 milioni investiti dall’Atalanta, quasi gli stessi spesi per portare Retegui a Bergamo la scorsa estate, contribuiscono ad aumentare la pressione sul giocatore che dovrà anche ripagare la fiducia della società. Tutti i discorsi però sono rinviati al campo, che dirà se veramente Krstovic è l’attaccante giusto per il club bergamasco.
Nikola Krstović guarda avanti ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Aggiornato al 20/08/2025 21:29
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