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Bologna, niente limiti: la gestione della rosa di Italiano è un fattore

Prosegue l’incredibile inizio di stagione del Bologna. La vittoria contro il Napoli da slancio alle ambizioni della squadra allenata da Vincenzo Italiano.

A Bologna non si può far altro che sognare in grande in questa sosta. Sì perché la formazione rossoblù è reduce dal netto  successo casalingo contro il Napoli, portandosi a 3 punti di distacco dalla vetta. Un’inizio di stagione in cui la squadra di Vincenzo Italiano sta riscrivendo la storia del club: per i rossoblù si tratta della miglior partenza in Serie A nell’era dei tre punti a vittoria. 6 vittorie nelle prime 11 giornate, con l’ultima sconfitta risalente nel terzo turno contro il Milan. Inoltre, la gestione del doppio impegno non sembra scalfire le certezze acquisite nelle ultime stagioni.

Il Bologna ha fatto tesoro dell’esperienza europea della scorsa stagione; i 5 punti raccolti fin qui in Europa League e il calendario fanno ben sperare per la qualificazione, quanto meno per i playoff.

Probabilmente proprio in questo i rossoblù si distinguono da molte altre squadre del nostro campionato: la capacità dello staff tecnico di riuscire a coinvolgere al meglio tutta la rosa. Questo si evince anche dalle statistiche: Ben 21 giocatori impiegati per almeno 300 minuti. Più di ogni altra squadra impegnata nelle competizioni europee. Per intenderci Inter e Napoli arrivano a 20 giocatori sopra i 300′, Juve e Roma si fermano rispettivamente a 16 e 15.

RICCARDO ORSOLINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Bologna, Italiano mago del Turnover

La bravura di Italiano sta proprio nella capacità di sta nel non far sentire nessun elemento titolare indiscusso, mantenendo in campo lo stesso atteggiamento e filosofia di gioco, sempre riconoscibile a prescindere dagli interpreti.

Ne è un chiaro esempio la gara contro il Napoli al Dall’Ara: il Bologna ha dovuto fare a meno di Remo Freuler, uno dei soli 2 giocatori con oltre 1000′ in campo ( l’altro è il portiere Skorupski, infortunatosi anche lui), senza risentirne. I rossoblù hanno, rispetto a tutte le altre squadre di alta classifica, il grande pregio di non dipendere dai propri titolari. L’impeccabile gestione del turnover e delle risorse adottato dal proprio allenatore rendono davvero gli emiliani credibili per le posizioni di vertice, anche sul lungo periodo.

Se i vari Dallinga, Pobega e Heggem continuino a non far rimpiangere i titolari, aspettando Immobile e l’ambientamento di Rowe, il Bologna può sognare in grande. Dopo la qualificazione in Champions League con Thiago Motta e la vittoria della Coppa Italia dello scorso maggio, i rossoblù non si sentono sazi nella propria ascesa.

 

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Aggiornato al 12/11/2025 21:38

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Pubblicato da
Pietro Mauti
Tag: Bologna

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