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Soprannominato “il Kaiser”, la carriera di Carlos Henrique Raposo durò circa 20 anni, vincendo anche trofei, non giocando però nemmeno un minuto.
L’attaccante brasiliano, che ha militato in molte squadre come Fluminense, Vasco De Gama e Botafogo, si è costruito tutta la sua fortuna costruendosi una reputazione solida, inventandosi un finto curriculum da campione navigato.
Il classe 1963 ha ingannato proprio tutti. E’ riuscito a inscenare un “plot” degno di un film da Oscar, non giocando neanche una partita. Ma cominciamo dall’inizio. L’attaccante brasiliano nasce a Porto Alegre e fin da subito gli viene trovato una somiglianza con una grande stella brasiliana degli anni ’80 come Renato “Gaucho” Portaluppi.
Raposo era soprannominato da tutti come “Il Kaiser“. A detta sua questo nomignolo derivava dal fatto di possedere uno stile di gioco simile al vero Kaiser, Franz Beckenbauer, mentre per i suoi amici proveniva dal nome della sua birra preferita.
Aveva inoltre una grande parlantina, un carisma innato e la grande capacità di intavolare relazioni. Di certo, col tempo lo si scoprirà, non riusciva neanche a fare due palleggi. Tutta la sua carriera si baserà solo su inganni e finzione.
Ma come può essere successo tutto questo? E’ presto detto: all’epoca non c’era la spirale mediatica di oggi, le immagini non erano molte e soprattutto non avevano la risoluzione di oggi. In più le visite mediche non erano stringenti come oggi.
Grazie a tutto questo il Kaiser è riuscito a tessere una ragnatela di bugie stringendo amicizie con procuratori e soprattutto giocatori che giocavano per davvero.
Dal 1979 al 2001 la punta brasiliana inganna tutti, vestendo le maglie di squadre per lo più del mondo sudamericano. Passa per il Fluminense, il Botafogo, il Flamengo ed il Vasco Da Gama in patria, per passare poi anche in Argentina con l’Independiente, in Messico con l’America ed anche una stagione europea con l’Ajaccio.
Per lui anche la gioia di vincere il Campionato Carioca di Rio De Janeiro con i Fluminense nella stagione 1987/88, rigorosamente con 0 presenze.
Per lui anche un’uscita “cinematografica” con il docufilm biografico dal titolo “Kaiser: the greatest footballer never to play football”, ribattezzato poi in italiano come “Il più grande truffatore della storia del calcio”.
Una storia dell’altro mondo.
Aggiornato al 24/10/2025 21:56
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