OLIVIER GIROUD ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Per concludere la sua straordinaria carriera, Olivier Giroud è tornato in Francia. Al Lille, per la precisione, dove ha preso il posto di Jonathan David.
Sarebbe dovuto essere un acquisto di “completamento”. Un giocatore di grandissima esperienza, in grado di portare mentalità vincente all’interno di uno spogliatoio relativamente giovane ma senza troppe velleità di minutaggio. E invece, dopo un pre-campionato importante e un (secondo) esordio con gol in Ligue 1 sul campo del Brest, Olivier Giroud è già il “nuovo” Jonathan David al Lille: 38 anni e non sentirli, si suol dire.
A Lilla, tradizionalmente, si fa calcio molto bene. Due campionati vinti in questa decade, una presenza quasi costante nelle competizioni europee e una resurrezione dalle ceneri. Come l’arabe fenice, dopo aver scongiurato il rischio fallimento in seguito alla sciagurata gestione di Gerard Lopez. Fonseca prima e Genesio adesso (considerato una sorta di Re Mida in Francia) hanno rivitalizzato numerosi giocatori sul viale del tramonto.
Bentaleb e Cabella sono soltanto i due esempi più recenti, ma Giroud, dopo una breve parentesi in MLS dopo essersi svincolato dal Milan, aveva tutte le carte in regola per metterci qualcosa di suo. Per non essere solo l’ennesimo “miracolo” (sportivo) registrato nel Nord della Francia. Un palmares e un curriculum che parlano da sé, oltre ad una comprovata resistenza allo scorrere del tempo che lo fanno apparire inossidabile.
Giroud è come del buon vino: più invecchia, più è buono. Questa me l’hanno suggerita, perché io sono astemio, ma anche chi non beve a Lilla è già ebbro del suo nuovo numero nove. Nel solito via vai che si ripete ogni estate, Les Dogues hanno dovuto incassare la partenza di David. Il loro attaccante principale, passato alla Juventus e per di più a parametro zero. Una rarità, visto che da quelle parti i giocatori si pagano e non poco.
L’arrivo di un altro attaccante a parametro zero ha permesso al Lille, sempre attento ai conti e a maggior ragione dopo lo spavento di qualche anno fa, di risparmiare sulla casella del centravanti. Sebbene il mercato non sia ancora chiuso, alla voce “prime punte” nell’organico dei mastini figurano soltanto il bomber di Chambéry e Bayo: appena rientrato dal prestito all’Anversa e neppure in panchina nella trasferta bretone.
Il quesito che sovviene spontaneo è quando potrà reggere l’inossidabile Olivier, a 38 candeline suonate e con alle porte una stagione che lo vedrà impegnato in tre competizioni. “Tanto” devono aver pensato nel Nord della Francia, visto che ad oggi non figurano alternative di ruolo nella rosa dei mastini. Tuttavia, sia Genesio che il Lille sono maestri nella creazione del talento. Uno (il centro di formazione del Lille) fa emergere le stelle del futuro, alla Bouaddi. L’altro (Genesio) le fa sbocciare. Magari con Giroud a far da chioccia.
OLIVIER GIROUD PENSIEROSO ( FOTO FORNELLI/KEYPRESS )
Aggiornato al 21/08/2025 18:59
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