Ademola Lookman amareggiato ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Paolo Di Canio, sulle pagine de “Il Corriere della Sera”, non ci va leggero nel commentare la querelle che coinvolge l’Inter, l’Atalanta e Ademola Lookman.
Mai banale, Paolo Di Canio. Le sue esternazioni sono lapidarie e pungenti, ma mai eccessive. L’uso dell’iperbole è voluto, sempre ponderato e sapiente: tanto che persino Cicerone ne sarebbe soddisfatto.
Ademola Lookman a terra rammaricato ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
E infatti, in un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera“, l’ex attaccante di Lazio e West Ham fra le altre (ora opinionista sportivo) non le manda a dire sulla querelle dell’estate: ovvero quella che riguarda Ademola Lookman e il suo possibile trasferimento all’Inter. Sollecitato sull’argomento, Di Canio afferma:
“L’Atalanta ha tutto il diritto di chiedere la cifra che vuole, e indubbiamente il calciatore si sta comportando male, ma se devo fare una valutazione tecnica allora Lookman non vale 50 milioni. Mi sembrano un’esagerazione, in Premier League non ricordano nemmeno chi sia. Dopodiché, ripeto, l’Atalanta fa bene a non cedere alle pressioni del calciatore, ma la richiesta economica mi sembra comunque esagerata“.
Di Canio fa bene a ricordare le esperienze fallimentari di Lookman con Fulham ed Everton, oltre a quella con il Leicester. In quella che sin lì fu la sua miglior stagione, prima di quelle a Bergamo ovviamente, il nigeriano era la riserva di Barnes e totalizzò 8 gol e 5 assist (in 42 partite) in tutte le competizione.
Nonostante il Lipsia chiedesse “solo” 15 milioni, le Foxes (che di lì a pochi mesi avrebbero messo in conto di spendere più del doppio per Tete dello Shaktar ed Harrison del Leeds, quest’ultimo affare poi naufragato all’ultimo) decisero di non esercitare il diritto di riscatto.
Il resto è storia nota, con Lee Congerton (all’epoca direttore sportivo del Leicester, passato all’Atalanta proprio in quella stagione) che deciderà di portarlo con sé a Bergamo. Tre ottime stagioni in maglia nerazzurra non sembrano giustificare un simile prezzo del cartellino, soprattutto considerando il resto della carriera del nigeriano e soprattutto la facilità con cui i gioielli orobici tendano a disattendere le aspettative una volta abbandonata quell’isola felice (calcisticamente parlando) che è Bergamo.
Il “caso Donnarumma“, considerato da tanti (troppi) in Italia come il miglior portiere del mondo e finito fuori rosa al PSG, dovrebbe averci insegnato che in Italia la percezione della massa sia alterata da un sapiente lavoro di propaganda. E questo dovrebbe essere immediato, anche senza conoscere il “teorema dell’uomo massa” di Orsini.
Aggiornato al 13/08/2025 17:40
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