Focus
Juventus: “ahhh come gioca Yildiz!”

Proprio come Mosca esaltava le giocate di Del Piero alla Juventus, dopo la prestazione contro il Como si può affermare senza dubbio: “Ahhh, come gioca Yildiz!”
Un talento che promette di regalare momenti indimenticabili e di elevare il calcio a nuovi livelli.
Torna il 10 alla Juventus. Estro e fantasia al servizio del calcio
Questo è Kenan Yildiz, un talento che sembra venire da un altro pianeta. Torna il 10 alla Juventus. Numero che rappresenta l’essenza pura del calcio, capace di elevarlo a un livello quasi divino. Come un poeta gioca con le parole per sfuggire alla banalità, così Yildiz, con la maglia numero 10 bianconera, disegna calcio, trasformando ogni gesto tecnico in un’opera d’arte. Il 10 è colui che trova la giocata quando tutto sembra perduto, capace di scovare una via, un pertugio, uno scorcio di luce dove far passare il pallone.

Del Piero alla Milan Games Week
ESORDIO BOLLENTE
Yildiz, una vera e propria bomba a orologeria pronta a esplodere. Sul campo, leggero e fluido, sterza e ripulisce anche i palloni più scomodi nella propria area di rigore; rende il tutto di una semplicità disarmante, come solo i top player sanno fare. Parlarne è riduttivo: il consiglio è guardare e riguardare la velocità di gambe di questo classe 2005. Una rapidità che anticipa il pensiero, o forse è il pensiero stesso a correre più veloce delle gambe. Qualità innate che non si possono insegnare
Juventus: le statistiche del Diez
Kenan Yildiz si distingue per la sua eccezionale precisione e influenza sul campo. Con una percentuale del 97% di passaggi riusciti (34/35), dimostra una notevole abilità nel mantenere il possesso e orchestrare il gioco. I suoi 49 tocchi e il 75% di duelli uno contro uno vinti evidenziano la sua capacità di gestire il pallone e superare l’avversario con agilità. La precisione nei tiri lunghi (86% su 8 tentativi) e il numero di falli subiti (3) confermano la sua pericolosità e il suo impatto offensivo.

KENAN YILDIZ IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Questi dati suggeriscono che Yildiz è un giocatore chiave, capace di creare opportunità e mettere in difficoltà le difese avversarie, mentre il suo ruolo potrebbe essere più orientato alla creazione di gioco piuttosto che alla finalizzazione diretta.
THIAGO MOTTA E IL LABOR LIMAE
Come i poeti neoterici latini, come Catullo, che perfezionavano ogni parola con il labor limae per raggiungere la perfezione così Thiago Motta dovrà affinare e limare le straordinarie caratteristiche di Yildiz. Un talento della Juventus destinato a grandi cose ma che necessita della mano esperta di un allenatore come Motta. L’italo brasiliano dovrà scolpire questo diamante grezzo e farlo brillare al massimo delle sue potenzialità.
Focus
Arda Güler, l’arma in più di Ancelotti in Copa del Rey

Arda Güler brilla in Copa del Rey: tre assist decisivi nei tempi supplementari per il turco, di cui Ancelotti elogia la visione di gioco.
Arda Güler continua a impressionare con le sue prestazioni in Copa del Rey. Il giovane talento turco ha fornito ben tre assist nei tempi supplementari nella competizione, dimostrando una capacità di lettura del gioco che ha suscitato l’ammirazione e i complimenti di Carlo Ancelotti. Il tecnico italiano, al termine del match, l’ha elogiato: “Legge il gioco in modo brillante”.
Un futuro promettente per Güler
Le abilità di Güler non sono passate inosservate, e il suo contributo decisivo nei momenti cruciali della partita lo rende un giocatore da tenere d’occhio per il futuro. Questo giovane calciatore turco sta rapidamente diventando una delle promesse più interessanti del panorama calcistico internazionale.
Per altre notizie sul calciomercato, clicca qui.
Fonte: l’account X di Fabrizio Romano
⚪️🇹🇷 Arda Güler has provided 3 assists in Copa del Rey, all of them in extra time.
“He reads the game brilliantly”, says Carlo Ancelotti. pic.twitter.com/fXPunDCOZE
— Fabrizio Romano (@FabrizioRomano) April 2, 2025
Focus
Italiano, l’uomo delle finali: il Bologna ci crede

Il Bologna vince nettamente la semifinale d’andata di Coppa Italia in casa dell’Empoli. La finale per la squadra di Italiano è a un passo.
Il Bologna vede la finale di Coppa Italia. Con il netto 3-0 inflitto all’Empoli nella semifinale d’andata in Toscana, la squadra di Italiano ha ormai ipotecato la qualificazione. Un risultato che non lascia spazio a repliche e che avvicina i rossoblù a un traguardo che sembrava impensabile a inizio stagione, quando la squadra stentava a trovare continuità.
Nei mesi, però, la crescita è stata evidente e oggi il Bologna è una delle squadre più in forma e spettacolari d’Europa. L’entusiasmo cresce anche pensando alla storia: l’ultima volta che il club felsineo ha raggiunto la finale di Coppa Italia risale al 1973/74, quando sconfisse il Palermo e alzò l’ultimo trofeo della propria bacheca. A distanza di oltre cinquant’anni, i tifosi adesso sognano un trionfo.

VINCENZO ITALIANO PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Italiano, occasione di riscatto?
Chi sembra avere un rapporto privilegiato con le fasi finali delle Coppe è proprio Vincenzo Italiano. Dopo aver centrato la finale di Coppa Italia con la Fiorentina nella stagione 2022/23 (persa 2-1 contro l’Inter), l’allenatore siciliano è vicinissimo a ripetersi anche con il Bologna due anni dopo.
In mezzo, ci sono anche due finali europee di Conference League, entrambe raggiunte con la Viola: la prima nel 2022 contro il West Ham, la seconda l’anno successivo contro l’Olympiacos. In entrambi i casi, però, la coppa è sfuggita all’ultimo atto.
Quella che si profila all’orizzonte potrebbe quindi essere la quarta finale in tre anni per Italiano, che vuole finalmente scrivere un epilogo diverso.
Il tecnico rossoblù è consapevole che questa potrebbe essere l’occasione giusta per spezzare il tabù. Finora, le sue finali sono state sinonimo di delusione, ma ogni esperienza ha aggiunto qualcosa al suo bagaglio.
Ora, con una squadra che ha trovato la sua identità e che viaggia sulle ali dell’entusiasmo, Italiano ha la chance di prendersi la rivincita personale e, allo stesso tempo, di regalare al Bologna una pagina di storia.
Un successo in Coppa Italia significherebbe tornare a vincere dopo oltre mezzo secolo e proiettare definitivamente la squadra tra le big della Serie A anche per le prossime stagioni.
Focus
Juventus, Nico Gonzalez e il nuovo ruolo con Tudor

Nella prima Juventus targata Igor Tudor, Nico Gonzalez è stato impiegato esterno di centrocampo in una linea a quattro. Può essere il ruolo giusto per lui?
Nico Gonzalez, arrivato in estate alla Juventus dalla Fiorentina per 38 milioni di euro, non ha avuto fin qui l’impatto che ci si aspettava in bianconero. L’esterno argentino nei suoi primi nove mesi a Torino, in base al rapporto costo del cartellino-rendimento in campo, ha rappresentato uno dei più grandi buchi dell’acqua impuntati dai tifosi juventini a Thiago Motta e Cristiano Giuntoli. Sotto la guida del tecnico ex Bologna, le prestazioni di Gonzalez hanno spesso lasciato a desiderare. Soltanto 3 gol realizzati in tutte le competizioni, e pochissimi sprazzi del gran giocatore ammirato a Firenze nelle stagioni passate.
Le idee confuse e i continui cambi ruolo apportati da Thiago Motta non l’hanno di certo aiutato: piazzato prima a destra, poi a sinistra, infine da prima punta, quando si era rotto il rapporto tra l’allenatore e Dusan Vlahovic. Adesso, con il nuovo corso di Igor Tudor, le prospettive di Nico Gonzalez alla Juventus sono totalmente diverse. Il tecnico croato, nella prima uscita contro il Genoa, ha schierato il classe 1998 esterno destro a tutta fascia nel suo 3-4-2-1.

NICOLAS GONZALEZ IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Juventus, la prestazione di Nico Gonzalez da esterno a tutta fascia
Nico Gonzalez, contro il Genoa, è stato schierato largo a destra nel 3-4-2-1 disegnato da Igor Tudor. La prestazione dell’ala della Juventus, in un ruolo inedito, e per giunta con pochi allenamenti, visto che Nico era impegnato con la selezione Argentina, è stata incoraggiante. L’ex viola ha subito giovato della cura Tudor: contro il Genoa ha totalizzato il 75% di dribbling riusciti, la metà dei duelli aerei vinti e 70% di passaggi completati. Ma soprattutto ha colpito i tifosi bianconeri per l’applicazione e l’abnegazione, tanto da terminare la partita con i crampi.
Igor Tudor, nella sua avventura alla Lazio, aveva già sperimentato un evoluzione simile con Mattia Zaccagni e Felipe Anderson. Nella sua esperienza a Roma, l’allenatore chiedeva ai due esterni di restare aperti e alti, provando a supportare i trequartisti e sfruttare l’ampiezza per aprire le difese avversarie. Contro il Genoa si è visto poca manovra offensiva, ma la Juventus che ha in mente Tudor deve essere in grado di creare più occasioni e segnare di più. In questo senso, Nico Gonzalez può rappresentare un’ arma importante.
-
Le interviste7 giorni fa
ESCLUSIVA CS – Chirico: “Tudor imposto da Elkann, torna Vlahovic dal 1′. Juventus, proverei Gasperini”
-
Calciomercato6 giorni fa
Milan, primi contatti per Il Soldato: diverse offerte sulla scrivania di Commisso
-
Serie A5 giorni fa
Milan, incontro Paratici-Furlani: Telelombardia lancia l’indiscrezione
-
Notizie5 giorni fa
Milan nel mercato una rivoluzione italiana
-
Serie A4 giorni fa
Juventus-Genoa 1-0, le pagelle: tabellino, cronaca e voti
-
Notizie3 giorni fa
Milan, accordo vicinissimo: a un passo da Paratici
-
Notizie15 ore fa
Antonio Conte, dalle liti con De Laurentiis agli eventuali punti di penalizzazione: potrebbe lasciare il Napoli
-
Calciomercato10 ore fa
Hellas Verona, occhi sul Re(gista) della B: regalo da Presidio?