Ex-Villa, ma amato a Leicester: un unicum irripetibile
Non sono molti i giocatori che hanno tentato il salto della barricata, passando dalla metropolitana Birmingham all'anglicana Leicester. Da un estremo all'altro della contea, dall'Ovest all'Est delle Midlands. E' rischioso poiché l'Aston Villa è la squadra più odiata nel Leicestershire, dopo gli acerrimi rivali del Nottingham Forest. Basti pensare all'accoglienza "tiepida" (per usare un sottile eufemismo) che ha ricevuto Steve Cooper, ex-allenatore proprio del Forest, o alla bordata di fischi con i quali Jake Grealish (ex-capitano dei Villans) viene accolto al King Power Stadium ogni volta che vi fa visita con indosso la maglia del Manchester City. Il passato non si dimentica. Così come non si dimentica quello di Youri Tielemans, passato proprio agli odiati rivali (a parametro zero) la scorsa estate. Potete star certi che quando domani le due squadre si affronteranno nel Derby delle Midlands, sicuramente al belga non verrà tributata una standing ovation come a James Maddison.15/16 cheat code 😍😍😍 https://t.co/z5bYfLMmWn
— Stephy Alvaro Mavididi (@TheRealMavididi) January 27, 2024
Albrighton history maker: la prima delle prime volte
Del passato di Albrighton, però, a Leicester non interessa a nessuno. Quasi una sorta di miracolo sportivo, considerando che Sharky (così ribattezzato nello spogliatoio del Leicester, stando a quanto si legge nella biografia di Vardy per via delle dimensioni del suo naso: simili a quelle della pinna di uno squalo) è cresciuto proprio nelle giovanili dell'Aston Villa. Club in cui ha militato per 17 anni, dall'Academy alla prima squadra. Di fatto l'esperienza più longeva dell'eclettico esterno inglese, ma non a livello professionistico. Infatti, sono "solo" sei le stagioni in prima squadra per Albrighton con l'Aston Villa contro le dieci in maglia blu. Dieci stagioni in cui è diventato una leggenda del club, segnando anche il primo gol in Champions League nella storia del club. 14 Settembre del 2016, la rete si gonfia al quinto minuto di Club Brugge-Leicester. "The City's Assist King" come lo hanno ribattezzato nella contea. Appellativo di cui gli ha fatto dono lo stesso club (tramite i propri canali social) e figlio del suo vellutato piede destro: fra i più precisi che si ricordino da quelle parti. Sono 49 gli assist in 317 partite, frutto anche della sua intesa quasi simbiotica con Vardy.







