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Maradona, dal barrio a leggenda mondiale. Simbolo di rivalsa
Diego Armando Maradona è stato sicuramente uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi. Oggi, il 30 ottobre, sarebbe stato il suo 64° compleanno.
Il 30 ottobre 1960 è una data speciale per il mondo del calcio, in particolare per l’Argentina e per Napoli che hanno reso omaggio al Pibe de Oro con un video social emozionante; un fumetto animato che ripercorre le tappe più iconiche della sua carriera sotto il Vesuvio.
La storica presentazione al San Paolo il 5 luglio 1984. Il gol su punizione contro la Juventus, sotto il diluvio del 5 novembre 1985. Lo scudetto del 1987 e il leggendario palleggio sulle note di “Live is Life”, all’Olympiastadion di Monaco di Baviera. Tutti momenti impressi per sempre nella storia del calcio.
Legends never die.
Happy Birthday, Diego!
1960 – ♾️💙 #ProudToBeNapoli pic.twitter.com/W7WtHzRw85
— Official SSC Napoli (@sscnapoli) October 30, 2024
Maradona, personaggio universale
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La rinascita di Juan Jesus: da svincolato a leader del Napoli
Da svincolato a leader silenzioso: Juan Jesus ha ribaltato il suo destino in pochi anni, e ora è un pilastro del Napoli di Conte contro ogni previsione.
Probabilmente nessuno, nel 2021, alla fine della sua esperienza con la Roma, avrebbe immaginato Juan Jesus, quasi cinque anni dopo, protagonista a San Siro contro l’Inter da Campione d’Italia. D’altronde il difensore brasiliano, nelle sue stagioni tra Inter e Roma, era stato spesso sommerso dalle critiche e non aveva mai dato l’impressione di poter diventare un protagonista vero del nostro campionato.
In estate, però, arriva la chiamata di Spalletti per un Napoli ambizioso ma costretto a muoversi con attenzione sul mercato dopo il mancato accesso alla Champions. È proprio l’ex tecnico giallorosso a fare il suo nome, conoscendolo bene: colpo a zero, senza entusiasmare la piazza, ma con una logica precisa.

LA GRINTA DI JUAN JESUS ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Juan Jesus, da alternativa a simbolo di affidabilità
Nel biennio di Spalletti, Juan Jesus si ritaglia subito un ruolo importante. Non è un titolare fisso, ma diventa un’alternativa affidabilissima alla coppia Rrahmani–Koulibaly prima e Rrahmani–Kim poi. Sempre pronto, sempre dentro la partita.
I tifosi lo ribattezzano “BatJuan”, lui risponde con prestazioni solide ed è parte integrante del tricolore che torna a Napoli dopo 33 anni. La società, soddisfatta, decide di confermarlo anche dopo l’addio di Spalletti, affidandolo a Rudi Garcia, che addirittura gli consegna la titolarità per accompagnare la crescita di Natan.
Quella stagione, però, è disastrosa per tutti, e anche Juan Jesus finisce nel mirino delle critiche. Sembra l’epilogo naturale della sua avventura in azzurro. E invece no.
Con l’arrivo di Antonio Conte cambia tutto. Si pensa che l’estate 2024 possa essere quella dell’addio, ma resta. E complice l’assenza prolungata di Buongiorno, diventa ancora una volta centrale nel sistema difensivo, contribuendo in maniera concreta alla solidità che porterà il Napoli al secondo scudetto in tre anni.
Quest’anno, nonostante una partenza complicata di tutta la squadra e una concorrenza rinforzata dagli arrivi di Beukema e Marianucci, Juan Jesus è diventato un leader vero.
Conte continua a puntare su di lui nei momenti chiave, come dimostrato nella Supercoppa vinta. Le prestazioni contro Milan, Bologna, Lazio e quella di ieri a San Siro contro l’Inter certificano una rinascita totale. Oggi è un pilastro, non più una semplice alternativa.
Il contratto è in scadenza e il Napoli sta già pensando al rinnovo. Le richieste non mancano, ma lui è stato chiarissimo: vuole chiudere la carriera in azzurro. E guardandolo oggi, con questa continuità e questa sicurezza, il ritiro sembra ancora lontano.
Chi l’avrebbe mai detto qualche anno fa.
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Juventus, Mingueza stuzzica la dirigenza: i numeri del laterale
La Juventus ha intenzione di rinforzare la fascia destra e, un nome che stuzzica particolarmente la dirigenza bianconera, è quello di Óscar Mingueza del Celta Vigo.
Dopo l’esperienza vissuta con il Barcellona, il calciatore si è trasferito al Celta Vigo. I blaugrana vantano una percentuale sulla futura rivendita del 50% e, questo, potrebbe complicare molto un suo possibile trasferimento a gennaio.
Tuttavia a giugno il suo contratto scadrà e, questo, faciliterebbe molto l’approdo dell’esterno difensivo alla Juventus. In questo momento vanta 4 assist ed 1 gol in 22 presenze. Il suo stipendio è tutt’altro che proibitivo ed i numeri registrati nelle stagioni precedenti sono assolutamente incoraggianti. Sarebbe un acquisto molto intelligente se dovesse concretizzarsi.

KENAN YILDIZ IN AZIONE ( EMANUELE PENNACCHIO/KEYPRESS )
Juventus, i numeri di Mingueza
L’anno scorsa ha registrato 4 gol e 6 assist in 36 presenze, che si sono dimostrati fondamentali per far raggiungere al Celta Vigo la qualificazione in Europa League. Da quando si è trasferito nel club, ha trovato un gioco congeniale alle proprie caratteristiche.
Terzino destro ed esterno dotato di buona fisica (184cm) e velocità. È il 13⁰ giocatore nel proprio ruolo per possessi vinti, il 20⁰ per passaggi progressivi ed il 35⁰ per percentuale di duelli difensivi vinti tra i top 7 campionati in Europa.
7.09 passaggi progressivi a partita, 3.28 tiri a partita che portano alla creazione di azioni e grandissima versatilità, unita ad intelligenza tattica ed una certa propensione all’offensività.
Per Spalletti sarebbe un valore aggiunto importantissimo. Un calciatore che non porterebbe problemi nello spogliatoio, umile e cresciuto nel Barcellona. Con la palla tra i piedi può rivelarsi una piacevolissima sorpresa. Sarebbe un colpo a costo 0, intelligente, versatile e d’esperienza. Staremo a vedere cosa succederà nelle prossime settimane, ma che Mingueza meriti un palcoscenico più importante è certo.
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Milan, quando Pato fu ad un passo dal PSG
In 4 anni e mezzo con il Milan, Pato ha vissuto un periodo calcistico di alti e bassi. Nel 2012 il brasiliano fu ad un passo dalla cessione al PSG.
Arrivato nell’estate del 2007, Alexandre Pato ci ha messo poco a far innamorare i tifosi rossoneri. All’esordio va subito a segno nella vittoria per 5-2 contro il Napoli il 13 gennaio 2008.
Dopo aver segnato diversi gol nelle sue prime stagioni con il Milan tra tutte le competizioni (9 nel 2007/08, 18 nel 2008/09, 14 nel 2009/10, 16 nel 2010/11), la stagione 2011/12 sarà una stagione a dir poco complicata per l’attaccante brasiliano.
Milan, Pato al PSG e Tevez al Milan: era fatta, poi il ribaltone

Siamo nel gennaio del 2012 nel bel mezzo della finestra di mercato invernale. Dopo le ottime prime 4 stagioni in rossonero, Pato gioca solo 9 partite nella prima metà della Serie A 2011/12, segnando un solo gol. Ciò é dovuto ad un infortunio muscolare che lo tiene fuori per quasi 2 mesi. Inoltre, ci sono anche i gossip fuori dal campo che lo perseguitano da quando si é fidanzato con Barbara Berlusconi, figlia di Silvio Berlusconi, all’epoca Presidente del club rossonero.
Nonostante il periodo complicato del calciatore, il PSG offre 32 milioni di euro al Milan, e Galiani accetta. Nel frattempo, il club rossonero ed il Man City sono vicini alla chiusura dell’affare per portare Tevez al Milan. Dopo l’accordo con il calciatore, Galliani é in volo per Londra con l’obiettivo di chiudere la trattativa.
Alle ore 14:52 del 12 gennaio 2012 sembra praticamente cosa fatta: Pato al PSG e Tevez al Man City. Tuttavia, poche ore dopo (alle ore 16:32), Pato fa dietrofront ed annuncia sul sito ufficiale del club rossonero che vuole restare al Milan, definendola casa sua. A bloccare la trattativa sarebbe stato Silvio Berlusconi, poco convinto dell’operazione sia per ragioni economiche, sia per ragioni sportive. Alla fine Pato resta al Milan e Tevez resta al Man City.
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